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08/12/2018

L’Ance sollecita il nuovo codice

Il Centro

Cicchetti: per gli appalti pubblici si deve fare presto e non a macchia di leopardo
L'AQUILA «In Italia ci sono 150 miliardi fermi per le opere pubbliche. Cantieri che non partono o che procedono con una lentezza elefantiaca. La stessa dimensione si vive all'Aquila, dove il grave strappo della ricostruzione è rappresentato proprio dagli edifici pubblici, che restano al palo». Una nota dolente, per il presidente dell'Ance della provincia dell'Aquila, Adolfo Cicchetti , che ha posto la ricostruzione pubblica post-sisma tra le priorità del suo mandato. Alla base di tutto, c'è il sistema farraginoso del codice degli appalti, «che costituisce un ulteriore freno alla rinascita di scuole, chiese, edifici monumentali, sedi di enti pubblici. L'elenco sarebbe molto lungo», afferma Cicchetti, «i vuoti all'interno della città, e di tutto il cratere, lasciati dalla ricostruzione pubblica sono sotto gli occhi di tutti. Il governo sta facendo delle proposte di semplificazione al codice degli appalti, mi auguro che diventino operative al più presto. Il rischio concreto», aggiunge, «è di vedere un territorio ricostruito a macchia di leopardo». Com'è avvenuto e sta avvenendo per gli edifici privati del centro storico. Cicchetti si dice in linea con la riflessione dell'ex sindaco, Massimo Cialente : «La metafora utilizzata da Cialente», afferma, «è la rappresentazione pratica di quanto sta accadendo nella nostra città: L'Aquila si ritroverà con un sorriso a cui manca qualche dente». (m.p.)