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06/07/2019

LA VISITA TRIESTE Guardando in faccia il president…

Il Gazzettino

L'obiettivo dichiarato è quello di scendere da 3.800 a circa 1.900 presenze di profughi
LA VISITA
TRIESTE Guardando in faccia il presidente Massimiliano Fedriga, il vicepremier Matteo Salvini ha firmato, oltre ai due protocolli ufficiali imposti dal calendario della giornata, anche una promessa: Libereremo il Friuli Venezia Giulia dai profughi. Poi, scendendo dal palco della Prefettura di Trieste, ha corretto il tiro: In un anno dimezzeremo il numero di richiedenti asilo ospitati nelle strutture della regione. L'obiettivo, quindi, è quello di scendere da quota 3.800 almeno sino a toccare le 1.900 presenze. Il piano prevederà trasferimenti in altre strutture del Paese, ma soprattutto altri due capisaldi: il protocollo sui rimpatri volontari firmato ieri a Trieste (l'accordo prevede l'utilizzo di 5 milioni di euro per organizzare il ritorno nei Paesi d'origine dei migranti che accetteranno di intraprendere un percorso di reinserimento lavorativo in patria) e il potenziamento dei controlli misti con le autorità slovene lungo la frontiera orientale. L'ultimo obiettivo sarà perseguito grazie anche all'arrivo di 40 nuovi uomini, che andranno a rinforzare le fila della polizia e dell'operazione Strade sicure dell'Esercito. Rispetto all'anno scorso - ha detto Matteo Salvini - in Friuli Venezia Giulia abbiamo registrato mille migranti in meno. Vogliamo dimezzare il numero di presenze attuali. Non vogliamo arrivare alla costruzione di barriere fisiche al confine, speriamo che i pattugliamenti congiunti e la collaborazione degli amici sloveni possano bastare.
IL CASO
Intanto ieri mattina, non lontano dal confine italo-sloveno di Pesek, sono stati intercettati 16 migranti che avevano superato il valico facendo ingresso sul territorio italiano. Quindici saranno immediatamente rispediti in Slovenia, ha sentenziato Salvini, spalleggiato da Fedriga. Gli effetti dei pattugliamenti congiunti (iniziati lunedì, ndr) iniziano a sentirsi, ha ribadito il vicepremier.
L'ANNUNCIO
Novità anche per quanto riguarda i rimpatri non volontari, bensì quelli diventati una bandiera della campagna elettorale leghista sia alle Politiche del 2018 che alle ultime Europee. Salvini, stuzzicato da una domanda mirata, ha annunciato tra le righe che le procedure per la trasformazione del Cara di Gradisca d'Isonzo nel centro per i rimpatri promesso a suo tempo è stato completato. Entro due settimane - ha promesso Salvini - all'interno della struttura si potranno gestire i rimpatri forzati. Attualmente al Cara sono ospitate circa 500 persone.
L'ACCORDO
Ieri mattina è stato siglato l'accordo di compravendita tra il governo ungherese e i soggetti provati Teseco e Seastock per la cessione al governo magiaro di un'area di 320mila metri quadri che diventerà un terminal logistico strategico nei rapporti commerciali tra i due Paesi. Ai 30 milioni già investiti per l'acquisto della zona costiera (300 metri di banchina) si aggiungeranno altri 100 milioni di investimenti infrastrutturali. L'intesa è stata annunciata alla presenza del presidente dell'Autorità portuale del Mar Adriatico orientale, Zeno D'Agostino e del ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto, il quale ha sottolineato come l'Italia sia il primo partner commerciale dell'Ungheria, e il Fvg un polo strategico per le relazioni bilaterali. L'accordo è stato completato dal protocollo per la prevenzione e la repressione dei tentativi di infiltrazione mafiosa e della corruzione nel settore degli appalti e delle concessioni pubbliche. La barriera anti-mafia, che comprende la nascita di una task-force guidata dalla Prefettura e una serie di controlli mirati a garantire la trasparenza dei grandi affari che riguarderanno sia il porto nuovo che quello vecchio. Dove ci sono i soldi - ha concluso Salvini - c'è il pericolo che il malaffare voglia metterci le mani.
Marco Agrusti
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