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05/11/2018

La Riviera Trasporti battuta nella battaglia con la Regione

La Stampa - gianni micaletto

il contenzioso era legato al contratto di servizio 2002/2007
Si è conclusa con una sconfitta la lunga battaglia legale ingaggiata dalla Rt per ottenere anche dalla Regione l'indicizzazione Istat del corrispettivo annuo, legato al contratto di servizio 2002/2007, per la gestione del trasporto pubblico nell'Imperiese (e fino ad Andora). Il Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso contro la sentenza emessa dal Tar ligure nel 2009 con la quale era stato dichiarato il «difetto di legittimazione passiva» nei confronti dell'ente regionale. E ha condannato l'azienda al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 3 mila euro, oltre i cosiddetti oneri accessori dovuti per legge. E' un'intricata vicenda che affonda le radici nella primavera 2002, quando fu approvato l'accordo di programma tra Regione, Provincia e Comuni interessati (praticamente tutti quelli costieri). Prevedeva, in sostanza, che da Genova fosse garantita la copertura dei costi per il 75%, mentre al restante 25% dovevano pensarci le amministrazioni locali.

L'appalto per il servizio Tpl si era poi concluso con l'affidamento alla Rt, gestore storico del trasporto pubblico in questo territorio. La questione si è complicata tre anni dopo, quando l'azienda ha deciso di rivolgersi al Tar per ottenere l'adeguamento del contratto di servizio (sottoscritto con la Provincia) all'indice Istat, con relativa istanza di risarcimento dei danni che coinvolgeva tutte le amministrazioni.

Ciò perché nel 2004 la Provincia aveva respinto la richiesta, forte di un articolo del contratto. Salvo poi ripensarci, a fronte della causa intentata dall'azienda pubblica, di cui peraltro è maggiore azionista. Anche i Comuni si erano «ammorbiditi», impegnandosi ad andare incontro alla Riviera trasporti attraverso l'accordo di programma 2005/2008. Era rimasto, però, lo scoglio della Regione.

Da qui l'appello, che ha portato alla sentenza del Consiglio di Stato (maturata a fine luglio, ma da poco pubblicata) dopo 9 anni e addirittura 13 dall'inizio del braccio di ferro.

I giudici amministrativi romani hanno confermato il verdetto di primo grado, partendo sostanzialmente dall'assunto secondo cui la Regione ha svolto soltanto un ruolo di programmazione e finanziamento per la propria parte, restando formalmente estranea al contratto di servizio al centro del caso. Che, fra l'altro, escludeva l'adeguamento Istat, lasciando però margini di discrezionalità all'ente regionale, nell'eventualità in cui avesse deciso d'intervenire per la propria quota dei costi. In pratica, nessun vincolo. I soldi servivano già allora alla Rt, ma oggi quelle somme reclamate (che non solo non arrivano, ma per contrappasso si traducono nel pagamento delle spese legali) appaiono poca cosa di fronte alla crisi che la costringe a vendere pezzi importanti del proprio patrimonio per restare a galla.

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