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09/10/2018

«La Regione nega l’accesso agli atti per i 2 progetti del nuovo ospedale»

Corriere Adriatico

LA SANITÀ
PESARO La Regione Marche ha negato al Forum provinciale per i Beni comuni l'accesso ai documenti relativi ai due progetti per il nuovo ospedale di Muraglia. Il Forum all'inizio di settembre aveva presentato formale richiesta al presidente Luca Ceriscioli e ai dirigenti regionali Nardo Goffi e Andrea Bartoli, di accesso ai progetti dell'Icm di Vicenza (presentato nel gennaio 2017) e dell'Ati formata da Renco, Papalini, Siram e Linea sterile (presentato nel marzo di quest'anno) ma anche la consultazione dello studio comparato effettuato da un'apposita commissione che ha portato alla selezione della proposta di project financing firmata dalla cordata di imprese che fa capo alla Renco.
I dubbi
Per questo il Forum provinciale ha deciso di rivolgersi all'Autorità nazionale anticorruzione e al Ministero per la Pubblica Amministrazione dopo il diniego da parte dell'Agenzia regionale sanitaria all'accesso agli atti per i progetti del nuovo ospedalie.
«Oggi, in qualità di portatori di interessi diffusi - spiegano i componenti del Forum - ci rivolgiamo ai soggetti competenti nazionali per una verifica su alcuni punti che riteniamo di generale interesse». Le questioni sollevate dal Forum riguardano innanzitutto la correttezza della decisione adottata dalla Regione di negare l'accesso agli atti. «Non sono chiare le motivazioni del rifiuto - scrivono gli attivisti - perché, pur essendo richiamati (nella risposta dell'Ente marchigiano) alcuni orientamenti della giurisprudenza risalenti al 2009 che non permetterebbero la visione dei progetti fino ad aggiudicazione conclusa, quando invece sembra che la loro visione potrebbe essere rimandata solo di qualche settimana, ovvero fino alla valutazione di fattibilità».
Ma proprio sulla tempistica della valutazione di fattibilità il Forum sottolinea un'altra incongruenza: «Tale valutazione del progetto è però attesa da 19 mesi per il primo progetto e da oltre 6 mesi per il secondo, quando invece la legge sugli appalti pubblici prevede un termine perentorio di 3 mesi». Insomma lo studio di fattibilità del progetto Icm andava effettuato entro l'aprile del 2017 mentre l'elaborato della Renco entro il giugno di quest'anno. «Nel diniego - prosegue il Forum - non è stata data risposta alla nostra richiesta di consultazione preventiva raccomandata dall'Anac, che già nel 2015 ha invitato le pubbliche amministrazioni alla trasparenza e alla condivisione della loro attività nella fase di approvazione dei progetti preliminari (oggi progetti di fattibilità) raccomandando che venissero garantite forme di coinvolgimento degli utenti e dei residenti interessati dal progetto».
Il dibattito mancato
Un richiamo specifico che era già stato inviato al governatore dalla segreteria della Cgil. Ma non solo: «Teniamo particolarmente a un chiarimento su questo punto, convinti che la consultazione preventiva della cittadinanza in questo specifico caso è indispensabile dato che il processo decisionale sul cosiddetto ospedale unico è iniziato da quasi 10 anni durante i quali sono emersi elementi che oggi a molti appaiono più che sufficienti per ritenere quest'opera inopportuna».
Di recente un altro esposto è stato presentato all'Anac e al Ministero della Salute, da parte dei 5 Stelle fanesi che sollevano gli stessi dubbi sulla tempistica delle valutazioni di fattibilità aggiungendo però perplessità di carattere politico sull'opportunità, da parte di Ceriscioli, di valutare un progetto capeggiato da un'azienda (la Renco) tra i finanziatori del governatore in campagna elettorale. Resta sul piatto anche la richiesta di accesso agli atti firmata da Mpd e ancora rimasta senza risposta.
Silvia Sinibaldi
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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