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19/01/2019

La Lega: «Questa manovra non penalizza il Bellunese»

Il Gazzettino

Così i parlamentari Saviane e Badole replicano al Pd e difendono la Finanziaria
BELLUNO
BELLUNO Questa mattina la Lega sarà in piazza dei Martiri per illustrare la manovra Finanziaria appena approvata dal Governo. «Sostenere, come ha fatto il PD, che questa legge di bilancio abbia penalizzato il Bellunese non è corretto ha esordito con decisione il segretario provinciale, senatore Paolo Saviane -. Noi riteniamo invece che sia esattamente il contrario». Sarebbero infatti in arrivo «contributi con bonus per 61 Comuni sotto i 20mila abitanti», afferma Saviane, aggiungendo che «arriveranno in un'unica soluzione entro maggio», ma ci sono anche i 28 milioni di disavanzo di amministrazione che si potranno utilizzare.
APPALTI E CONTRATTI
La legge di bilancio di fine 2018 porta con sé una importante deroga al Codice degli Appalti, prevedendo l'affidamento diretto per i contratti di lavori sotto la soglia dei 150 mila euro. «Parliamo dei 250 milioni destinati alle province incalza il senatore -. Quella di Belluno è salva grazie alla Regione Veneto che stanzia i canoni idrici, sensibilità che non c'è stata a Verbania in Piemonte, dove l'amministrazione del Pd non ha saputo mantenerla e ora devono portare i libri in Tribunale».
IL BANDO PERIFERIE
Altro punto toccato è stato lo sblocco del bando periferie «ad opera della Finanziaria, e il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro va a ringraziare l'Anci. Il progetto comprendeva, tra le altre cose, una videoteca sulle Dolomiti. Se l'amministrazione si fosse concentrata sulla rivitalizzazione del centro, probabilmente Belluno sarebbe rientrata sin dall'inizio».
I FONDI DI CONFINE
Infine i fondi di confine (Brancher, Letta, Odi) ci sono, «ma sono stati estesi anche ai comuni della Valle d'Aosta e al Piemonte, altrimenti rischiavano di non passare. Si parla di 15 milioni, contro il milione dell'anno scorso», chiude Saviane. Il collega del Parlamento, Mirco Badole, ha parlato della riapertura sulla discussione «dello sbocco a Nord, ora c'è la volontà austriaca di aprirsi a sud. Sarà un tema che mi impegnerà per il futuro, così come la sesibilità sull'autonomia. Una battaglia fondamentale: a Roma siamo tutti sul pezzo, mentre in Regione c'è chi la ritiene una questione di vita o di morte» sostiene Badole .
LE OLIMPIADI
Il consigliere regionale Franco Gidoni ha parlato di Olimpiadi: «la scorsa settimana sono stato in Germania per affrontare la candidatura, abbiamo sette anni davanti, nel frattempo spingiamo con l'autostrada almeno fino a Perarolo».
IL PARCO
Infine un appunto sul Parco Nazionale delle Dolomiti bellunesi: tutti si sono impegnati a far sì che si arrivi alla nomina di un presidente quanto prima, «e saremo comunque in ritardo». Il presidente manca dal luglio 2015. Tre le candidature: Ennio Vigne, Franco Zaetta e Fabio «Rufus» Bristot. L'ultima parola spetta al ministro all'Ambiente Sergio Costa e alla Regione, una partita in mano ai grillini. La sorpresa, però, potrebbe essere che il Ministro faccia il nome di un forestale, rinnegando i nomi espressi dal Bellunese.
Federica Fant