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02/11/2018

La Finanza visita di nuovo Etra e indaga sulla Ambiente Veneto

Il Mattino di Padova - Silvia Bergamin

La srl di Piazzola ha Alberto Dalla Pozza presidente e Michela Boron consigliera Appalto scaduto nel 2012 e rinnovato sino al 2016 per 1 milione 300mila euro cittadella
CITTADELLA. Appalti facili, le Fiamme Gialle tornano nella sede di Etra: su delega della Corte dei Conti, la Guardia di Finanza ha acceso i riflettori sulla società Ambiente Veneto Srl di Piazzola: nel CdA insieme al presidente Alberto Dalla Pozza siede come consigliera Michela Boron, 44 anni, che è anche rappresentante dell'impresa. Si tratta della sorella del consigliere regionale della Lega Nord, Fabrizio Boron, attuale presidente della commissione sanità a Palazzo Ferro Fini e che, nella precedente giunta della di Padova con sindaco Massimo Bitonci, aveva le deleghe all'Edilizia e alle Manutenzioni. La lente d'ingrandimento dei militari ha focalizzato le proroghe degli appalti per la raccolta rifiuti di cui ha beneficiato Ambiente Veneto - capitale sociale di 100 mila euro e controllata al 100% da Ecosoluzioni Srl, che fa riferimento sempre a Boron - per la zona "Ovest Colli" . L'appalto era scaduto nel 2012 ed è stato rinnovato fino al 2016 all'azienda piazzolese; i quattro anni di gestione sono costati alla multiutility dei rifiuti e del ciclo idrico integrato dei 75 comuni dell'Alta, del Vicentino e del Trevigiano qualcosa come un milione e 300 mila euro; l'appalto iniziale era di 160 mila euro, col tempo alcune voci di spesa sono state modificate. L'obiettivo è quello di svolgere una attenta valutazione sulle modalità di rinnovo degli appalti: in sostanza, le Fiamme Gialle dovranno capire se al pubblico potevano essere evitati dei costi procedendo diversamente sugli appalti. La nuova operazione arriva a poche settimane da un altro scossone: il mese scorso c'è stata infatti la contestazione di danno erariale per un milione e mezzo di euro nei confronti del direttore generale Marco Bacchin, del responsabile servizi di approvvigionamento Leonardo Pieretti e del responsabile dei servizi ambientali Daniele Benin. Anche in questo caso il problema di fondo sono le proroghe degli appalti scattate «senza che gli uffici competenti di Etra si siano attivati ad indire (né anteriormente allo scadere del contratto, né durante il tempo intercorso tra le proroghe) il nuovo bando di gara, contravvenendo la normativa in tema di appalti pubblici». Nello stesso contesto è emersa pure la denuncia fatta dal presidente di Etra Andrea Levorato alla fine del 2015 nei confronti di Ezio Targhetta, ex presidente di Asi, agenzia per lo sviluppo e l'innovazione del Camposampierese partecipata da Etra: sarebbe imminente il processo per istigazione alla corruzione nei confronti di Targhetta. Alla polizia Levorato ha spiegato che «in seguito alla proroga del contratto per i servizi ambientali con la De Vizia, questa aveva pagato una somma che Targhetta voleva dividere con il sottoscritto, io rifiutai. Targhetta con insistenza mi diceva che aveva ricevuto 5. 000 euro, dei quali 500 li aveva corrisposti ad una persona, e il resto, 4. 500, li voleva dividere con me». -Silvia Bergamin

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