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08/11/2018

L ‘ altra festa del Capitano: riduce i fondi per i migranti (e cancella l ‘ integrazione)

Il Fatto Quotidiano - TOMMASO RODANO

Addio 35 euro Lo Stato spenderà massimo 26 euro al giorno: fa cassa sui servizi BANDIERINA /2
" Pacchia finita " Nei centri non ci saranno più lezioni di italiano o attività per l ' inclusione: solo cibo, cure e igiene
Matteo Salvini entra al Viminale pochi minuti dopo mezzogiorno, quasi in contemporanea con il voto di fiducia al Senato (ore 12 e 19). Per il leghista è una giornata di giubilo, quella in cui si compie buona parte del suo manifesto sull ' immigrazione. NON C ' È SOLO il primo sì al decreto Sicurezza, il ministro ha convocato la stampa per mostrare un altro scalpo: il taglio dei costi dell ' ac c o gl i e nz a . Un concetto che nella retorica salviniana si pronuncia così: " È finita la pacchia " . Ovvero (traduciamo) la scure sui famosi 35 euro giornalieri che lo Stato spende per ogni richiedente asilo. D ' o ra in avanti saranno molti meno: tra i 19 e i 26, a seconda delle dimensioni dei centri (più sono grandi, più basso l ' esborso pubblico). Salvini mantiene un ' altra delle promesse ai suoi elettori. " Nessuno riuscirà a intristirmi in questa giornata - dice, quando gli chiedono della partita aperta con i Cinque Stelle sulla prescrizione - tan to un accordo lo troviamo in un quarto d ' ora, e questo governo è destinato a durare 5 anni, gli sciacalli si rassegnino " . Oggi vuole solo festeggiare, ma è una festa col buco. Per il leghista, parole sue, l ' accoglienza " è una mangiatoia, un mercimonio, un business fuori da qualsiasi tipo di controllo " . Dunque regole più strette, controlli più rigorosi e standard europei. Molti soldi in meno. Le nuove linee guida - messe a punto ieri nel tavolo tecnico con l ' Anac di Raffaele Cantone - non si applicano ai contratti già in essere ma ai bandi futuri, saranno implementate entro la fine dell ' anno e inizieranno a produrre i loro effetti nei prossimi dodici mesi. IL RISPARMIO per le casse pubbliche, partendo dai 1,7 miliardi spesi nel 2017 per l ' accoglienza secondo la Corte dei Conti, è stato quantificato in 400 milioni di euro per l ' anno 2019, 550 milioni per il 2020 e 650 milioni a partire dal 2021. Ma cosa rimane dell ' acco glienza dopo questi tagli? " Restano tutti i servizi fondament al i " , garantisce Gerarda Pantalone, prefetto e capo dipartimento, che si è occupata del dossier per conto del ministro. Ovvero: " L ' assistenza sanitaria, i pasti, la lavanderia, il kit di base, una scheda telefonica con 5 euro di traffico, il pocket money da 2 euro e mezzo al giorno " . Ma alcuni di questi servizi saranno ridotti, quasi cancellati per gli ospiti dei centri di dimensioni inferiori (quelli " ad accoglienza diffusa " ): " Gli immigrati che sono ospitati in piccoli appartamenti - spie ga Salvini - si faranno le pulizie da soli e cucineranno da soli, facendo risparmiare su cuochi e personale " . A scomparire sono i servizi di integrazione, già piuttosto fragili nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria), per lo più di medio-grandi dimensioni e gestiti dai vincitori del bandi delle Prefetture: i richiedenti asilo andranno solo lì perché il decreto li esclude dai più efficienti Sprar, gestiti attraverso i Comuni e d ' ora in poi riservati a chi ha già ottenuto l ' asilo o la protezione internazionale secondaria. Per i richiedenti in attesa di risposta niente lezioni di italiano, niente corsi di orientamento al territorio o al lavoro, nessuna attività di inclusione sociale. È IL BUCO nel piano di Salvini. Mentre da un lato il decreto Sicurezza abolisce o quasi la protezione umanitaria (e quindi fa aumentare il numero di irregolari sul territorio), dall ' altro le masse di stranieri che abitano i centri di accoglienza - attualmente 144mila persone, in calo rispetto al 2017 - saranno prive di qualsiasi strumento per provare a integrarsi. E quindi esposti al lavoro nero, o peggio, al richiamo di attività criminali. Il taglio dei fondi, per quanto selettivo, garantirà la sopravvivenza soprattutto delle strutture di grandi dimensioni, le più difficili da digerire per le città e i quartieri che le devono ospitare. La tensione sociale, paradossalmente, rischia di aumentare. In conferenza stampa Salvini replica a queste obiezioni in modo vago ( " Non possiamo concedere permessi umanitari ' a capocchia ' solo per evitare di aumentare i clandestini " ). Ed è ancora più vaga la risposta sulla vera, grande debolezza delle sue politiche sull ' immigrazione: i rimpatri. Dei 25 mila stranieri irregolari fermati in Italia quest ' an no (su 4-500 mila stimati in totale), solo 4 mila e 700 sono stati rimandati al Paese d ' origine e ben 13.442 risultano irreperibili. Un esercito di " il legali " . Mancano gli accordi con gli Stati africani. Salvini è appena tornato dal Ghana con un progetto di sviluppo per " aiutare a casa loro " 800 ragazzi ma senza un accordo sui rimpatri. " Questi numeri sono veri e sono un problema - ha commentato il Capitano - . Ci stiamo lavorando. Non solo con il Ghana ma con altri 3 paesi " .

Foto: D iet ro le sbarre Immigrati reclusi nel Cie di Ponte Galeria, a pochi ch i lome t r i da Roma Ansa

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