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19/06/2019

Interrogazione in aula sui soldi della Protezione civile

La Verita' - S. Dim.

La nostra inchiesta sui fondi senza gare dell'ente per le emergenze arriva alla Camera. Firmatario l'onorevole Pastorino (Leu)
• Sarà adesso la presidenza del Consiglio dei ministri a dover spiegare il rapporto che lega la Fondazione Cima (Protezione civile) alla Fondazione Acrotec e il vorticoso giro di affidamenti diretti per milioni di euro erogati dalla prima (controllante) alla seconda (controllata). Soldi pubblici per progetti che non sono sottoposti ad alcun tipo di procedura comparativa né sui costi né sulla qualità. Approda alla Camera, infatti, l'inchiesta giornalistica della Verità, pubblicata nelle scorse settimane, sul Centro di ricerca nazionale della Protezione civile che si occupa di monitoraggio e analisi ambientale. Il deputato di Leu, Luca Pastorino, in un'articolata interrogazione a risposta scritta (nr. 4/03066 del 12 giugno scorso) ha chiesto lumi a Palazzo Chigi sulle modalità di gestione dei programmi di ricerca e in particolare sul ruolo che la Acrotec (una ex srl poi diventata Fondazione) ricopre nel mondo della Protezione civile nazionale grazie all'interfaccia con Cima. «Acrotec rappresenta lo spin off storico di Cima, occupandosi da sempre della realizzazione dei prodotti necessari al trasferimento tecnologico dei progetti di ricerca scientifica e applicata di Cima», si legge nell'atto ispettivo del deputato di Liberi e uguali. «Cooperazione che sembra destinata a durare [...] tuttavia, per lo svolgimento dei compiti sopra esposti, Cima avrebbe la possibilità di rivolgersi anche ad altri esperti del settore nonché al mondo universitario [...] ed essendovi fra i soci fondatori la slessa università degli studi di Genova. Ugualmente potrebbe potenziare il proprio dipartimento di ricerca e sviluppo assumendo giovani ricercatori ad oggi precari*-. Appunto, perché non lo fa e si affida solo ad Acrotec? Il nostro giornale aveva provato a chiederlo al presidente del Cima, il professo! Luca Ferraris, senza però ottenere una risposta esaustiva. «È un rapporto consolidato da anni. Il codice degli appalti prevede gli affidamenti diretti per le attività di ricerca», ci aveva spiegato. Ma perché è stata scelta proprio Acrotec al posto di un'altra azienda? Come si fa a sapere che una società è più brava di un'altra senza bando? «Eh... stiamo tornando alla notte dei tempi... è tutto trasparente, tutto segnalato all'Anac. La invito a venire qui a vedere come lavoriamo...». Nel Cda di dima siede, come vicepresidente, anche il numero uno di Acrotec, Cosimo Versace. Diploma di geometra e laureato in ingegneria per l'ambiente, Veirsace percepisce per il primo incarico 20.000 euro e per il secondo 95.000 euro. In totale, 115.000 euro pubblici che sono il doppio di quanto riconosciuto, come indennità, al presidente della controllante Cima, pari a 60x>oo euro. «Quello descritto è, dunque, un rapporto di lunga durata fra una fondazione pubblica e una fondazione privata, sempre rinnovato senza che vi sia stata una valutazione di eventuali altri soggetti magari più competitivi e maggiormente specializzati e senza che sia stata presa in considerazione la possibilità di un assorbimento di Acrotec all'interno di Cima», scrive ancora Pastorino. «Questo poiché alla stessa Acrotec non converrebbe; infatti, pur avendo bisogno vitale degli affidamenti diretti di Cima senza i quali, come spiega lo stesso Versace, "sarebbe in seria difficoltà", vuole continuare a operare come soggetto privato, veste che permette di poter usufruire di vantaggi fiscali e di operare autonomamente con affidamenti diretti». Da qui la domanda rivolta alla presidenza del Consiglio sulle eventuali «iniziative per prevedere un diverso criterio di affidamento di suddetti lavori che possa rappresentare un risparmio per lo Stato».

Foto: OPACITÀ A sinistra, Luca Pastorino, 47 anni, deputato di Liberi e uguali [Ansa]. Sotto, l'inchiesta della Verità sugli affidamenti diretti alla società Acrotec da parte della Protezione civile, del 12 maggio [Ansa]