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19/10/2018

«Industria e sviluppo assenti, il faro è l’assistenzialismo»

Il Sole 24 Ore - L.Or.

GLI IMPRENDITORI
Perplessità e critiche sull'impatto delle misure predisposte dal Governo
Pensioni, incentivi 4.0, reddito di cittadinanza e formazione. C'è solo l'imbarazzo della scelta perché non vi è quasi alcun capitolo della manovra di Governo che non incontri le perplessità degli imprenditori. Espresse con sfumature magari diverse, che tuttavia si fondono in un messaggio coerente: così non va.

«Sugli effetti pratici della manovra - spiega Sergio Dompè, presidente dell'omonimo gruppo farmaceutico - occorre esprimere una doverosa riserva. Gli interventi possono anche essere condivisibili in linea di principio ma devono tenere conto della condizione pregressa, cioè del debito». Fardello che per Dompé dovrebbe invitare a maggiore prudenza. «Le conseguenze del rialzo dello spread, che piaccia o no, impattano sui costi dell'Italia e quindi sulle prospettive. Chiunque abbia un interesse sui nostri titoli guarda con molta attenzione alla finanza del paese e a come viene gestita».

«È una manovra che non condivido - sintetizza il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti - perché investe quasi tutte le risorse in forme di assistenzialismo e non guarda con la dovuta attenzione all'industria, fonte principale di occupazione: per la manifattura di fatto non c'è nulla. Anzi quello che c'e, penso al piano Industria 4.0, viene rivisto al ribasso».

«Ridurre questi bonus è un grave errore - aggiunge il presidente dell'associazione industriale bresciana Giuseppe Pasini - perché Industria 4.0 è un formidabile volano per gli investimenti. Vedo poche risorse sulle infrastrutture ma più in generale credo che il problema sia l'impostazione globale, che guarda più all'assistenzialismo che non alla crescita». «Si dovrà capire - aggiunge il presidente dei costruttori di Assimpredil-Ance Marco Dettori - quanto di tutto questo si tradurrà in sviluppo e quanto invece è solo legato al contratto, alle promesse elettorali. Devo dire, però, che dal nostro punto di vista la volontà del Governo di semplificare il codice degli appalti è del tutto condivisibile».

«Ho notato che in Europa o tra le grandi istituzioni - aggiunge il presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz - non ci sia una sola voce a nostro favore, tutti guardano con preoccupazione a questa manovra. Io non credo ai complotti, mi pare piuttosto un risultato scontato, uno scetticismo generalizzato per interventi non orientati allo sviluppo».

«Questa manovra è confusa nelle forme di finanziamento - spiega il presidente dell'Associazione italiana del private equity e venture capital Innocenzo Cipolletta - e andrebbe rivista nelle coperture. Il reddito di cittadinanza mi pare un intervento positivo mentre la cancellazione della Legge Fornero è un duro colpo alla sostenibilità del sistema previdenziale italiano». «A preoccuparmi - spiega il presidente di Techint Gianfelice Rocca - è questa continua contrapposizione con l'Europa, un rapporto che si sta logorando. Sul fronte interno vedo poi una grave lacuna nell'education. Questa è l'unica risposta per guardare al futuro, l'unico modo per sviluppare il nostro know-how e creare lavoro». Gap di competenze, aveva spiegato poco prima Tria nel suo intervento, che potrebbe essere colmato anche grazie al reddito di cittadinanza, un modo per gestire la trasformazione tecnologica avviando persone verso il mondo del lavoro. Sulla validità di questo schema chiediamo un parere al rettore del Politecnico di Milano, i cui laureati impiegano almeno cinque anni per diventare ingegneri, esperti di big data, programmatori. Ferruccio Resta sorride, non risponde. Non serve in effetti, l'espressione dice tutto.

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I RILIEVI CRITICI

MARCO BONOMETTI

Presidente Confindustria Lombardia

'' DIREZIONE sbagliata Per la manifattura non c'è nulla e quel poco che esiste, come Industria 4.0, viene rivisto al ribasso

ALBERTO
DAL POZ

Presidente Federmeccanica

'' IL nodo ue Non credo ai complotti,
in Europa nessuna voce a favore perché la manovra non guarda allo sviluppo

GIUSEPPE

PASINI

Presidente Associazione industriale bresciana

'' errore di fondo Non condivido anzitutto l'impostazione globale, che guarda all'assistenzialismo più che alla crescita

INNOCENZO

CIPOLLETTA

Presidente Aifi

'' EXTRA-COSTI Dai nuovi prepensionamenti in arrivo un duro colpo alla sostenibilità del sistema previdenziale italiano

SERGIO

DOMPE'

Presidente gruppo Dompè

'' CAUTELA Con un debito così alto servirebbe maggiore prudenza, che piaccia o no, lo spread per l'Italia genera maggiori costi

GIANFELICE ROCCA

Presidente gruppo Techint

'' PRESENTE E FUTURO Non c'è attenzione all'education, unica strada per formare le competenze
e creare nuovo lavoro

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