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13/06/2019

Indagano Emiliano per un reato che non sta in piedi

Libero - AL.B.

L'illecito che Salvini vuole modificare
Stavolta è il governatore della Puglia a essere accusato di abuso d'ufficio per una nomina del 2017
■ L'abuso d'ufficio colpisce ancora. A essere indagato, questa volta, è Michele Emiliano. Il governatore della Puglia è finito sotto inchiesta per la nomina di Francesco Spina come consigliere della società pubblica "InnovaPuglia", che si occupa degli appalti centralizzati, il 28 luglio 2017. Venerdì scorso, la procura di Bari ha fatto notificare al presidente della Regione un avviso di proroga delle indagini. Spina ha ricevuto la nomina all'agenzia regionale nonostante fosse stato dichiarato decaduto da sindaco di Bisceglie a fine agosto 2017 e, dunque, in base al decreto Severino, non avrebbe potuto ricevere alcuna nomina prima di due anni. Ma Emiliano non ci sta: «È tutto regolarissimo. Non abbiamo nessuna preoccupazione. L'inconferibilità è stata esclusa dall'Anac e dagli uffici del Gabinetto del presidente perché Spina è un semplice consigliere di amministrazione senza deleghe». «L'inconferibilità dei sindaci», ha sottolineato il governatore, «riguarda solo il ruolo di presidente con deleghe o di amministratore delegato. In caso di consiglieri di amministrazione senza deleghe non sussiste. Il reato, quindi, tecnicamente non sussiste». Non solo. Il presidente della Puglia è andato oltre: «I reati che invece sussistono (e che sono stati da me già denunziati) sono quelli dei pubblici ufficiali che veicolano notizie coperte dal segreto istruttorio, che poi vengono diffuse, determinando una rivelazione del segreto di ufficio e conseguentemente un danno alla mia immagine con dettagli privi di alcun rilievo penale». «Non discuto», ha aggiunto, «la notizia della richiesta di proroga delle indagini, ma la minuziosa descrizione del merito dell'indagine riportata dalla stampa e ignota al diretto interessato, perché non descritta neanche nella citata richiesta. A questo punto, accanto al rapido accertamento della verità, è inevitabile - e sono fiducioso - che la magistratura faccia di tutto per individuare questi pubblici ufficiali che si pongono al di fuori della legge». Il caso Emiliano, comunque, riapre la polemica sul reato di abuso d'ufficio, che così com'è è molto difficile da dimostrare e che Salvini vorrebbe eliminare perché «blocca l'Italia». Sulla proposta del ministro dell'Interno, fatta dopo l'inchiesta che ha coinvolto il governatore lombardo Attilio Fontana, è arrivata un'apertura anche dal presidente dell'Anac Raffaele Cantone, che, pur contrario all'eliminazione, si è detto favorevole a modifiche in quanto è «evidente che qualcosa nella norma non funziona». E pure Antonio Di Pietro, nell'intervista a Libero pubblicata lunedì, ha detto: «Salvini ha sbagliato a introdurre l'argomento in campagna elettorale e a ridosso di inchieste che hanno coinvolto leghisti, ma nel merito ha ragione. L'abuso d'ufficio, così com'è, manda assolti i criminali e mette in croce gli innocenti». Ieri il leader leghista è tornato sull'argomento: «La riforma della giustizia, è urgente. Non commento indagini e arresti. Ho visto che anche Emiliano è indagato, ma si è innocenti fino a prova contraria, e le elezioni a me piace vincerle sulle idee».

La vicenda

L'ACCUSA Il governatore Michele Emiliano è indagato per abuso d'ufficio in relazione alla nomina in una società pubblica dell'ex sindaco di Bisceglie Francesco Spina IL PRECEDENTE Per lo stesso reato è indagato anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana

Foto: Michele Emiliano è presidente della Puglia dal 26 giugno 2015. In precedenza era stato sindaco di Bari per dieci anni (LaPresse)