scarica l'app
MENU
Chiudi
21/06/2019

Inchiesta Serit, il pm «assolve» tutti «Non ci sono elementi sufficienti»

Corriere di Verona

Chiesta l'archiviazione per il direttore Alfeo, Miglioranzi, Bissoli, Parolini e altri due
«Non sussistono elementi sufficienti per un utile esercizio dell'azione penale». Due anni e mezzo dopo la raffica di perquisizioni delle Fiamme Gialle con cui a fine gennaio 2017 scoppiarono scandalo e polemiche sull' affaire Serit a Rivoli Veronese, la procura getta le armi e chiede l'archiviazione di tutte le accuse per tutti e sei gli indagati. Finiscono nel cassetto, dunque, sospetti e contestazioni ipotizzati nei confronti dell'ex presidente di Serit Roberto «Rambo» Bissoli, del direttore di Serit (ed ex di Amia) Maurizio Alfeo, dell'ex presidente di Amia Andrea Miglioranzi, del costruttore Giannantonio Parolini, del tecnico della Provincia Carlo Poli e dell'ingegnere Gregorio Giovane. Il caso ruotava attorno al terreno in località Testamatta di Rivoli dove Serit voleva realizzare un nuovo impianto di recupero e stoccagg i o r i f i u t i : u n p r o g e t t o strenuamente osteggiato dal Comune di Rivoli, che si è battuto anche in sede amministrativa per evitare la realizzazione del nuovo stabilimento tuttora in stand-by. A far scattare le indagini della Finanza coordinate dal pm Maria Beatrice Zanotti, era stata la «lievitazione» a tempo di record del prezzo del lotto di terreno concesso alla Serit nel giugno 2016 in «locazione finanziaria (con possibilità di riscatto, ndr )» per oltre 9 milioni, dopo che il primo dei quattro passaggi per l'alienazione del terreno superava di poco di 2 milioni di euro. Nel corso degli accertamenti sulla compravendita dell'area, il pm era arrivato a ricorrere persino in Cassazione per ottenere il sequestro preventivo dell'area, ritenendo che Serit fosse organismo di diritto pubblico e pertanto obbligato all'osservanza delle regole di evidenza pubblica. Serit, società privata a totale partecipazione pubblica (il Comune di Verona per il doppio tramite di Agsm e Amia possiede il 97,74% delle quote, mentre il resto è di proprietà di alcuni Comuni scaligeri), secondo l'impostazione dell'accusa avrebbe subito un ingiusto danno economico dalla compravendita del terreno, con pari vantaggio per la società di leasing di Parolini. Ma dopo un'estenuante vertenza, il Tribunale collegiale di Verona lo scorso dicembre aveva definitivamente rigettato la richiesta di sequestro dei terreni, puntando i fari sulla natura «privata» dell'azienda che «in definitiva svolge un'attività assoggettata al rischio d'impresa». E veniamo all'archiviazione appena chiesta dal pm: «Si è rivelata infondata la prima ipotesi accusatoria, relativa all'abuso d'ufficio in ordine al rilascio dell'autorizzazione dell'opera da parte della Provincia con procedura semplificata- scrive il pm-. Quanto alla fattispecie di abuso d'ufficio in ordine alla riconducibilità di Serit al novero dei soggetti tenuti all'applicazione del codice appalti, e quindi all'attività di procedura di gara, non hanno trovato seguito. Infine, riguardo alla truffa in danno di Serit, con inutile dispendio di risorse pubbliche, non è stato possibile acquisire elementi per prospettare artifici e raggiri riconducibili agli indagati con la certezza richiesta che non si tratti piuttosto di condizionamenti determinati dalle vicende di mercato. Pertanto si impone la richiesta di archiviazione per tutte le fattispecie ipotizzate». A tutelare gli indagati insieme ai colleghi Paolo Pellicini, Claudio Avesani, Umberto De Luca, c'è l'avvocato Nicola Galante che osserva: «Fin dall'inizio risultava evidente che Serit, come società di diritto privato, non poteva esprimere amministratori che avessero la qualità di pubblici ufficiali». Laura Tedesco Scagionati Archiviate le accuse nei confronti di Roberto «Rambo» Bissoli (prima foto ),di Andrea Miglioranzi ( foto sotto ),del direttore di Serit Maurizio Alfeo, del costruttore Giannantonio Parolini,del tecnico della Provincia Carlo Poli e dell'ingegnere Gregorio Giovane

6

e persone i cui nomi vennero iscritti nel registro degli indagati