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02/10/2018

“Inammissibili” i ricorsi per i ripescaggi

La Stampa

Serie B a 19 club
Immaginate di iscrivervi a un bando che assegna tre posti da infermiere in uno dei migliori ospedali. La tassa di partecipazione è caruccia, ma provarci ne vale la pena. Quindi pagate, mandate i documenti e aspettate fiduciosi che l'Asl pubblichi la graduatoria di merito. Poi però passano i giorni, non risponde nessuno e iniziate a dubitare finché l'azienda vi rassicura: «Tranquilli, l'organico va completato». Quindi vi rimettete comodi e pazientate. Fino a quando? Non si sa. All'improvviso i selezionatori se ne escono con un nuovo comunicato: «Siamo a posto così. Non vi abbiamo mai detto che il concorso garantiva assunzioni sicure. Era solo un'opportunità, non un obbligo».

Ecco, voi siete il Novara e l'Asl è la Figc. Con i ripescaggi è andata più o meno così: lo ha certificato ieri il tribunale federale nazionale bocciando i ricorsi dei club come «inammissibili» perché privi di interesse concreto visto che la Figc non ha mai stilato la graduatoria e le norme sul diritto a essere ripescati non esistono. Per il tfn il comportamento di Fabbricini è stato legittimo: il commissario federale aveva il potere di cancellare il «concorso» da lui stesso aperto per dare il via ai campionati, che altrimenti rischiavano di rimanere in stallo. Nel frattempo però il Novara e le altre hanno versato 1,2 milioni di fideiussioni e 700 mila euro a fondo perduto. A chi? Alla stessa Figc, che non ha annunciato la graduatoria e in udienza ha difeso la sua scelta. Quei soldi sono ancora bloccati e nessun giudice si è espresso sul format. Le società ricorreranno alla corte federale d'appello sperando in un intervento del governo. f.m.

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