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04/11/2018

«In Veneto un’apocalisse» Salvini: subito 200 milioni

Il Gazzettino

LA GIORNATA
dal nostro inviato
BELLUNO «La situazione è pesante, ho visto scenari apocalittici». Sabato mattina, aeroporto di Belluno. Il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile Angelo Borrelli è appena sceso dall'elicottero. Con il governatore del Veneto Luca Zaia e il comandante interregionale dei vigili del fuoco Fabio Dattilo ha sorvolato le zone colpite dall'eccezionale ondata di maltempo. Immagini che Borrelli traduce così: «Ho visto pini sradicati, tralicci piegati in due come fossero fuscelli, edifici danneggiati. Ci sarà ancora da fare per parecchi giorni, ma per intervenire non possiamo aspettare di avere la conta al centesimo altrimenti partiremmo tra un mese e invece dobbiamo iniziare subito». La Protezione civile proporrà al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza. Il vicepremier Luigi Di Maio ha già annunciato che sarà recepita, mentre il collega e ministro dell'Interno Matteo Salvini, che stamattina visiterà le valli dell'Agordino sferzate da un vento che ha sfiorato i 200 chilometri all'ora e da una quantità di acqua impressionante, ha quantificato le risorse per l'emergenza: «Stiamo cercando e trovando i primi 200 milioni di euro per aiutare le popolazioni colpite da questi disastri, dal Veneto alla Sicilia». Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, invece, ha annunciato un milione di euro per la rinascita dei boschi dell'altopiano di Asiago, nell'ambito dei fondi per il Centenario della Grande Guerra. Ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il governatore Zaia per esprimergli la propria vicinanza e solidarietà, assicurando che seguirà personalmente la vicenda affinché venga avviato rapidamente un piano di interventi per il recupero infrastrutturale, edilizio e ambientale ed evitare il fenomeno della spopolamento delle valli montane. La sera prima il governatore aveva parlato con Giuseppe Conte: «Il presidente del consiglio dei ministri mi ha detto che in settimana ci saranno già i primi provvedimenti».
Il Veneto ha chiesto la sospensione delle rate di mutui, imposte, bollette, contributi, più la deroga all'obbligo di pagare la tassa sui rifiuti. E risorse. «Servono tanti soldi, almeno un miliardo», ha detto il presidente della Regione.
GLI APPELLI
Zaia ha lanciato tre appelli ai cittadini. Il primo: «Evitiamo il turismo delle disgrazie, prima di muovervi aspettate che la viabilità sia ripristinata, poi potrete venire a mangiare un panino, a farvi una sciata, perché la montagna non va abbandonata Anzi, vi dico che la faremo come prima e più di prima». Il secondo: «C'è già un modo per aiutare la montagna bellunese, andate a vedere la fiera di Longarone Arredamont che è stata disertata per paura che fosse inagibile ma gli operatori sono lì che vi aspettano». Il terzo: «Donate, donate, donate». Dalla mezzanotte è attivo l'sms 45500, i fondi raccolti saranno ripartiti tra le regioni danneggiate. E, nonostante il sito istituzionale della Regione fino a ieri sera non riportasse una parola in proposito - nulla sul maltempo, nulla sulla raccolta fondi - c'è anche il conto corrente Veneto in ginocchio per maltempo ottobre-novembre 2018 (codice Iban IT 75 C 02008 02017 000105442360).
LA PROCEDURA
Da punto di vista operativo cosa succederà? «Abbiamo una sofferenza in tutta Italia, ma in questo territorio è molto più pesante - ha detto Borrelli - Chiederemo la dichiarazione dello stato di emergenza per le prime risorse. Poi normative ed ordinanze per la gestione dei detriti e gestione delle procedure di appalto per i lavori di ripristino. Dopo agosto il coordinamento nazionale della protezione Civile si è riunito per modificare il codice degli appalti, avevamo auspicato delle norme da impiegare nell'emergenza». Si prefigura una gestione commissariale con Zaia commissario come con l'alluvione del 2010. Non c'è una conta dei danni complessivi: «Io penso che nell'arco del 2018 a livello nazionale si siano raggiunti diversi miliardi di euro - ha detto Borrelli - ma fra aprile 2013 e dicembre 2017 abbiamo avuto in Italia danni per un miliardo di euro alle attività produttive, danni per un miliardo alla popolazione e danni per 7 miliardi alle infrastrutture pubbliche che ad oggi non hanno trovato copertura».
«I soldi li troveremo, il veicolo principale sarà la legge di Bilancio e faremo squadra», ha detto Federico D'Incà, deputato bellunese del M5s, giunto all'aeroporto dov'era in corso la conferenza stampa di Borrelli e Zaia. Intanto il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, ha attivato una task force: «Bisogna sistemare le strade comunali».
Alda Vanzan
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