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20/07/2018

In Italia bloccate 270 opere pubbliche

Il Centro

Stima dell'Ance su segnalazioni da cittadini e imprese. Se ripartissero, si creerebbero 330mila nuovi posti di lavoro
di Maria Chiara Furlò ROMA L'autostrada regionale Cispadana, il mercato ittico di Viareggio, uno storico circolo di tennis romano, e tante scuole sparse per tutta l'Italia. Sono solo alcune delle 270 opere pubbliche bloccate e censite negli ultimi tre mesi dall'Ance attraverso il sito Sbloccacantieri.it dove semplici cittadini, imprese e rappresentanti degli enti locali, possono segnalare i cantieri fermi. Un insieme di opere che vale complessivamente 21 miliardi di euro (alcune da sole valgono dai 2 ai 5 miliardi) e che, se venisse sbloccato, riverserebbe sul territorio italiano 75 miliardi di euro, generando circa 330 mila nuovi posti di lavoro. Quello delle opere pubbliche ferme è un quadro pesante, soprattutto a confronto con i dati ufficiali forniti dal ministero delle Infrastrutture «che in un anno ha censito 670 opere incompiute per 4 miliardi di euro», ricorda l'Ance. L'Ance lancia anche una allerta sul rischio che i cantieri oggi fermi possano in futuro diventare ufficialmente opere incompiute. Eppure, le risorse non mancano. Secondo il vicepresidente dell'Ance, Edoardo Bianchi, ci sono 140 miliardi già stanziati, ma «perché non riusciamo a far atterrare questi danari? Perché ci sono delle procedure eccessivamente complesse che poi determinano una situazione di ingessatura», spiega. Le scuole sono le più penalizzata dei cantieri bloccati: il 30% dei casi segnalati sono infatti opere di manutenzione e messa in sicurezza di edifici scolastici. Una situazione «inaccettabile per un paese civile», insiste Bianchi ricordando che fra questi casi ci sono anche 21 interventi sulle scuole danneggiate dal sisma del Centro Italia che dovevano essere realizzati in tempo per la riapertura dell'anno scolastico 2017-2018 e che invece sono ancora fermi. Scorrendo la lista dell'Ance, si scopre che sono bloccati anche i lavori di adeguamento sismico di 50 scuole sul territorio friulano (per un valore di 65 milioni di euro). Nella lista dei cantieri fermi, subito dopo le scuole ci sono i lavori di gestione delle acque con il 29% delle segnalazioni concentrate principalmente nel Mezzogiorno, poi gli interventi per la viabilità che riguardano la messa in sicurezza, la manutenzione e la realizzazione di strade statali, provinciali e comunali (il 15% dei casi segnalati) e infine le opere idrogeologiche (11%). Qualche giorno fa, l'Ance e i sindacati del settore dell'edilizia avevano denunciato che le costruzioni in 10 anni di crisi hanno perso oltre 600 mila addetti e 120 mila imprese. Da lì un primo invito a sbloccare i cantieri e far partire le opere utili. Ma per farlo, hanno proposto gli addetti del settore, bisogna riscrivere il Codice degli Appalti semplificandone le procedure.

Foto: Le più penalizzate sono le scuole. Il 30% dei casi segnalati riguarda opere di messa in sicurezza


Foto: L'insieme dei lavori ammonta complessivamente a 21 miliardi di euro, alcuni da soli valgono dai 2 ai 5

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