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02/07/2019

Il report di Brugnaro all’Unesco Attacco a Toninelli: navi, colpa sua

Corriere del Veneto

LetteradelComuneconleazionifatte.Ilministrostudiailreferendum,noalVittorioEmanuele
Il sindaco scrive all'Unesco: abbiamo fatto tante cose per tutelare Venezia, se le navi passano ancora davanti a San Marco è colpa del ministero delle Infrastrutture che finora non ha deciso niente: dice in sostanza Luigi Brugnaro, dopo il contro-dossier di Italia Nostra e le lettere di alcune associazioni ambientaliste all'organizzazione delle nazioni uniti. Lo fa un mese dopo l'incidente della Msc Opera a San Basilio e nei giorni in cui il Comitato si riunisce a Baku e decide l'iscrizione di nuovi beni nella lista del Patrimonio mondiale e l'inserimento di altri nella lista dei siti a rischio. Venezia è ormai nel limbo da due anni, probabilmente ne resterà un terzo perché nella «draft decision», la bozza che precede il voto finale, viene dato un ulteriore anno alla Serissima per dimostrare l'efficacia delle azioni. E per non sbagliare ieri la giunta ha approvato un atto di indirizzo, già stato inviato all'Unesco, con tanto di report delle cose realizzate dal 2017 quando Ca' Farsetti aveva presentato tutta una serie di impegni che il Comune si sarebbe assunto nei mesi successivi. «Progetti ed iniziative che abbiamo poi effettivamente realizzati grazie all'efficientamento dei conti e che hanno aumentato la sicurezza del territorio, gestire i flussi turistici, offrire grandi opportunità culturali, tutelare il decoro della città e favorire la residenzialità», ha ribadito Luigi Brugnaro. E poi l'immancabile attacco al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli (nell'atto di indirizzo compare solo la «qualifica» ma non VENEZIA il nome): «Le annunciate iniziative del ministro in materia di attività crocieristica appaiono improvvide, improvvisate e strumentalmente legate all'ulteriore questione dell'impianto Gpl del porto di Chioggia, che non è in grado di risolvere autonomamente». Ancora: «L'inserimento di Venezia nella danger list sarebbe una responsabilità oggettivamente da attribuirsi al ministero a cui andrebbe imputato anche il rilevante danno di immagine dell'intera comunità veneziana in ottica metropolitana». Lo scontro tra sindaco e ministro continua senza esclusione di colpi con il primo che non perde occasione per attaccarlo («Si comporti da ministro serio, è inutile parlare di referendum si svilisce la democrazia parlamentare, si rivolga agli enti locali con rispetto», ha ribadito ieri) e il secondo che evita qualsiasi incontro (nel sopralluogo di qualche settimana fa ha sorvolato la laguna in elicottero incontrando i comitati tralasciando Regione e Comune). Pare che in queste settimane il ministro stia individuando la formula giusta del «debat public», la nuova procedura introdotta dal codice degli appalti che prevede il coinvolgimento dei cittadini nel dibattito pubblico, anche con una sorta di consultazione prima che i progetti assumano la loro forma definitiva. Le ipotesi sarebbero sempre Chioggia e San Niccolò al Lido mentre Toninelli continua a fare muro sul Vittorio Emanuele convinto che per riportarlo alla profondità richiesta ci vogliano almeno due anni. «Con il governo precedente eravamo arrivati alla soluzione condivisa - ha precisato ieri il sindaco - Verso il nuovo percorso (e lo evidenzia anche nell'atto di indirizzo, ndr ), si potrebbero dirottare già da subito dal 10 al 15 per cento delle navi, con conseguente riduzione immediata dei passaggi davanti a San Marco». Per questo il Comune ha chiesto all'Unesco di confermare la «draft decision» considerando però che «eliminare totalmente il rischio di incidenti, così come eliminare la povertà, non è possibile, il rischio zero non esiste». Brugnaro ha sottolineato «l'incredibile speculazione su Venezia e questa visione distruttiva di chi vuole bloccare tutto», criticato i comitati ed elencato le azioni realizzate dall'amministrazione: dall'aumento dei vigili (dai 375 del 2015 ai 550 di fine 2019) al nuovo regolamento di polizia urbana con il Daspo contro i trasgressori, dal sistema per il controllo delle affittanze turistiche al blocco triennale di nuovi take away, dalla trasformazione automatica dei palazzi in alberghi all'introduzione prevista del contributo di accesso, dai bandi speciali per le giovani coppie in centro storico ai bus elettrici al Lido. F. B. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: l sindaco Realizzate molte cose, chi vuole bloccare tutto, toglie il futuro


Foto: Un mese dopo I rimorchiatori escono dopo aver portato in porto una crociera (Foto vision)