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18/07/2018

Il pasticcio delle gare d’appalto per la nuova sede della Finanza

Libero - FEDERICO ROSSI

Sotto la lente la gestione della Cassa Depositi e prestiti
Per realizzare a Bergamo l'Accademia delle Fiamme Gialle necessari lavori per 70 milioni Nessun dubbio sul primo lotto assegnato. Il secondo alla ditta con il preventivo più alto
A Bergamo l'appalto da 55 milioni di euro per la realizzazione della nuova Accademia della Guardia di Finanza è finito alla Cmb di Carpi, ovvero la Cooperativa di muratori e braccianti, tra i bracci operativi nel settore delle costruzioni del mondo della Lega Coop. Secondo alcuni si tratta di uno degli ultimi colpi piazzati dall'attuale dirigenza di Cassa Depositi e Prestiti - del duo Claudio Costamagna-Fabio Gallia col loro Direttore generale Marco Sangiorgio - che, mentre prepara gli scatoloni, continua a indire gare e piazzare commesse, soprattutto col ramo di gestione immobiliare. Una coincidenza che l'appalto sia finito proprio ad una cooperativa, come un caso era stata la notizia di qualche mese fa che un'altra azienda di costruzioni legata al mondo delle cooperative - la Cmc di Ravenna - avesse assunto uno dei fratelli di Meb, la zarina del renzismo che fu: Maria Elena Boschi. Ma vediamo nel dettaglio. Stiamo parlando di un'opera da quasi 70 milioni di euro divisa in due lotti. Molto importante perché riunisce per la prima volta le varie accademie della Finanza che si dividevano tra Roma e la stessa Bergamo. Un'Accademia che sorgerà sulle spoglie del vecchio ospedale Riuniti di Bergamo di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti. Quest'ultima aveva diviso il progetto in due lotti. Il primo più piccolo, un cantiere pilota, di 9 milioni di euro, che riguardava la nuova sede del Comando provinciale della Gdf. L'altro, quello principale, da 55 milioni di euro che prevede la nuova Accademia con tanto di aule per lezioni, palestre, piste d'atletica con spalti. Insomma un bel progetto di riqualificazione urbana e rigenerazione che ha visto protagonista anche l'amministrazione comunale cittadina che a Bergamo è guidata dal sindaco dem Giorgio Gori. GARA E LAVORI La gara e i lavori del primo lotto sono stati regolari. La ditta risultata vincitrice - la Pessina Costruzioni di Milano - ha realizzato l'opera nei tempi previsti con soddisfazione da parte dei vertici della Guardia di Finanza che nei giorni scorsi ha finito di effettuare il trasloco ed è già operativa. Il problema sorge con l'assegnazione del secondo lotto. A gestire tutta questa partita è stato il direttore generale di Cdp, Marco Sangiorgio. La gara s'è ridotta a una sfida a due tra la lombarda Pessina Costruzioni e l'emiliana Cmb di Carpi. Potrà sembrare un caso, frutto certamente della cabala, che uno degli ultimi appalti della Cdp con l'attuale management sia stato assegnato a un'azienda delle costruzioni non lombarda, bensì emiliana, che fa capo al mondo delle cooperative. Un'aggiudicazione strana è che già presenta forti rischi di essere contestata e di finire la sua corsa davanti ad un Tribunale. Come fa balenare anche la cronaca cittadina di Bergamo del Corriere della Sera , riportando la notizia dell'assegnazione del secondo lotto dei lavori. Una gara al "massimo ribasso" molto particolare in cui Pessina Costruzioni sarebbe di fatto la società che ha presentato la migliore offerta (prezzo più basso) ma che, nonostante ciò, si è vista sfilare l'appalto in favore della Cmb. Non è per niente chiaro il modus operandi con cui Cdp ha condotto questa ultima fase della gara: ha trainato sino alla fase conclusiva gli attori più performanti, li ha adulati, per poi estromettere il miglior risultato economico perseguibile (offerta Pessina) in luogo di un'offerta più costosa (Cmb) senza apparente logica. Questo maggior esborso economico di Cdp su quali tasche andrà a ricadere? In questa sede ci fermiamo con l'analisi, ma crediamo che qualche dubbio debba pur sorgere ad un occhio attento a questi dettagli. Nota a contorno che forse aiuta a comprendere il turbinio intorno alla partita. Uscito in malo modo il Tecnico Senior dagli uffici di via Versilia 2, defenestrato perchè in netto contrasto con la direzione di Marco Sangiorgio, pare che il nuovo soggetto tecnico successore (incaricato a partita iva) per presidiare la fase conclusiva della procedura d'appalto, fosse un soggetto voluto dalla Zarina PdM che presidiò come Investire Immobiliare l'operazione di Euro Immobiliare "Cascina Merlata", allora guidata da tale Alessandro Pasquarelli con CMB di Carpi. Ma tutto sotto gli occhi di Sardo? PUBBLICO E PRIVATO Il problema in cui rischia d'essere finito Sangiorgio e tutta Cdp è che le aziende dello Stato non possono essere gestite come se fossero di proprietà privata. Ai manager è richiesto di tutelare per ora e per il futuro il ruolo di garante delle regole e della regolarità con cui si assegnano nel nostro Paese importanti commesse pubbliche. In questo modo costruendo un'immagine di affidabilità del nostro Paese anche per gli investitori stranieri. E ciò è tanto vero che, in questo caso, la stessa Cmb nel ricevere assegnazione dell'appalto per i lavori agli ex Riuniti di Bergamo ha fatto trapelare alla stampa locale le sue perplessità. Forse ben consapevole che un'aggiudicazione presuntivamente irregolare porterebbe con sé più rischi che opportunità e benefici. Perché il ribaltamento in Tribunale di una commessa con gli operai già in cantiere e dover lasciare il posto alla ditta che meritava l'assegnazione è solo fonte di grossa perdita di tempo e denaro. Cosa di cui i vari Sangiorgio della situazione non saranno chiamati a rispondere. Quel giorno saranno già stati sostituiti dal nuovo management e non potranno più far danno all'azienda. Nota a contorno: pare risultare che per questo specifico appalto, la società incaricata della progettazione sia partecipata da azienda di Cdp, come risulta degna di nota la defenestrazione del tecnico a favore del consulente, vicino a Cmb, prossimo anche al braccio destro del Dg di Cassa depositi e Prestiti Sangiorgio. Se ciò fosse vero, dovrebbe far sorgere qualche pensierino in più ai Sangiorgio & Company. RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: La struttura che ospiterà la nuova Accademia della Guardia di Finanza a Bergamo


Foto: Il sindaco Giorgio Gori

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