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20/07/2018

Il nodo infrastrutture e i cantieri bloccati Un danno da 21 miliardi

La Stampa - PAOLO BARONI ROMA

Per il governo anche la grana Costruttori: 270 opere pubbliche ferme La perdita sarebbe di 75 miliardi, per 330 mila posti di lavoro in meno IL CASO
L'Ad di Anas Armani «Necessario rivedere il codice degli appalti con urgenza»
L'Italia è un Paese «da codice rosso». È tutto bloccato: infrastrutture al collasso, manutenzioni assenti, opere incompiute, cantieri che non partono denuncia l'Ance, l'Associazione nazionale dei costruttori. Che è arrivata a contare ben 270 cantieri bloccati, tra grandi e piccole opere viarie, dighe e ponti, raccordi e bretelle, edifici pubblici e scuole da ricostruire o semplicemente da mettere a norma. Si tratta di una mole di lavori che vale 21 miliardi di euro, sparpagliate un po' su tutto il territorio nazionale, e che non solo si traducono in minori servizi alla comunità ma anche in 330 mila posti di lavoro in meno e 75 miliardi di euro di mancate ricadute sull'economia. La lista «nera» La lista, grazie alle segnalazioni raccolte negli ultimi tre mesi attraverso il sito Sbloccacantieri.it (che poi l'Ance ha verificato una ad una), comprende in particolare 81 progetti di edilizia scolastica, 78 di opere di gestione delle acque, concentrate soprattutto al Sud e 40 nel campo della viabilità, tra strade statali, provinciali e comunali, 29 opere idrogeologiche e 20 grandi infrastrutture di collegamento. Si va da grandi lavori come la Gronda di Genova, il cui importo si attesta a 5 miliardi di euro alla terza corsia dell'A11 tra Firenze e Pistoia (3 miliardi) sino al sistema di tangenziali venete nel tratto VeronaVicenza-Padova (2,2 miliardi) per arrivare a interventi per 78 milioni per la manutenzione ordinaria del Comune di Roma e ad tante opere dall'importo di circa 1 milione di euro se non addirittura di meno. E ancora, ci sono la bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo ferma da 4 anni e la superstrada toscana Grosseto-Fano che dopo 60 anni non è stata ancora completata, l'autostrada regionale Cispadana in Emilia, la Tirrenica in Toscana, la Cremona-Mantova ed il tunnel del Tenda in Piemonte. A Roma fermi pure i lavori di riqualificazione del Mausoleo di Augusto e di tutta piazza augusto imperatore e del vecchio circolo del tennis di via Como. Lo scandalo delle scuole Al palo anche il programma di interventi straordinari su 21 scuole di Lazio, Marche ed Umbria danneggiate dal sisma che dovevano essere realizzate in tempo per la riapertura dell'anno scolastico 2017-2018. Ovvero quello che si è concluso da poco. «E' inaccettabile che il 30% delle segnalazioni riguardi le scuole: non è una cosa da paese civile» protesta il vicepresidente dell'Ance, Edoardo Bianchi. Che segnala come il problema del blocco delle opere non sia legato alla mancanza di finanziamenti, «perché ci sono ben 140 miliardi di euro già stanziati», quanto piuttosto di procedure, «talmente complesse che alla fine determinano una situazione di ingessatura». Il Fondo investimenti e sviluppo infrastrutture, infatti, da solo vale 60 miliardi di euro, 27 arrivano dal Fondo sviluppo e coesione (piano per il Sud e piani operativi nazionali) e 15 dai Fondi strutturali europei, poi ci sono 9,3 miliardi di investimenti Fs e 6,6 del Contratto ci programma Anas, 8 miliardi stanziati per il terremoto ed altro 8 legati a misure di rilancio degli enti territoriali ed infine 3 miliardi stanziati dall'ultima legge di Bilancio. La riforma degli appalti Secondo Vittorio Armani, amministratore delegato dell'Anas, la più grande stazione appaltante del Paese, «è urgente e necessario rivedere il codice degli appalti». Ed in particolare «devono essere previsti strumenti di raccordo con la legge fallimentare a tutela delle pmi che sempre più spesso vengono travolte dal fallimento delle grandi imprese affidatarie dei lavori», e poi «occorre intervenire con urgenza sull'allungamento delle procedure autorizzative in cui i lunghi tempi di passaggio tra le fasi percentuali incidono sull'efficienza degli investimenti». L'Ance e l'Associazione nazionale dei comuni italiani concordano con queste richieste e rilanciano: per questo a loro volta hanno sottoposto al governo dieci «osservazioni e proposte »che vanno dalla richiesta di semplificazioni a incentivi per la digitalizzazione sino a misure di trasparenza per il contrasto dell'illegalità. - Le opere bloccate Dati Ance sui cantieri pubblici fermi 270 su tutto il territorio nazionale 21 miliardi il valore complessivo Ricaduta sull'economia 330.000 posti di lavoro 75 miliardi di euro I più costosi Gronda di Genova 5miliardi Terza corsia A1 tra Firenze e Pistoia 3miliardi Tangenziali VeronaVicenza-Padova 2,2 miliardi

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