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13/09/2018

Il governo ha deciso non sarà Toti il commissario

La Repubblica - Tommaso Ciriaco Annalisa Cuzzocrea

LE IDEE Il ponte crollato
pagina 18 La ricostruzione del ponte di Genova spacca il governo. Provocando uno scontro durissimo, pubblico.
Tutto nasce dalla mossa di Danilo Toninelli, che nega al governatore Giovanni Toti, legato direttamente a Matteo Salvini, il ruolo di commissario alla ricostruzione. «Non deve toccare palla - spiega il ministro delle Infrastrutture in privato - non può essere lui a ricoprire quell'incarico». E a sera il decreto ricostruzione che dovrebbe approdare oggi pomeriggio in consiglio dei ministri diventa un rebus.
Litigano su tutto, gli alleati gialloverdi. Cosa scrivere nel testo per affidare a Fincantieri la nuova opera. E chi nominare, appunto, come commissario. Perché stavolta il Movimento non boccia soltanto il governatore della Liguria, ma anche il sindaco di Genova Marco Bucci, l'altro nome in pole fino a ieri. E tutto alle spalle del Carroccio, che infatti reagisce. Interpellato a sera, il sottosegretario leghista alle Infrastrutture Edoardo Rixi scopre le carte: «Da genovese - sostiene il vice di Toninelli - chiedo che ci sia il coinvolgimento di tutti gli amministratori locali. Venerdì celebreremo il mese dalla tragedia, dovremmo evitare polemiche. C'è in gioco l'Italia, la nostra faccia e soprattutto il futuro di migliaia di persone. E non è immaginabile ricostruire senza Comune e Regione».
I nodi sono due. E devono sciogliersi entro oggi pomeriggio, quando sulla carta il consiglio dei ministri dovrebbe approvare il delicatissimo "decreto Genova". Nel testo ci sarà l'indicazione del commissiario, ma non il nome. Dal ministero spiegano che sarà scelto con un altro apposito decreto del Presidente del consiglio, ma è il segnale che il braccio di ferro è durissimo. È il Movimento a pretendere l'esclusione di Toti, al quale ufficialmente viene imputata una linea troppo tenera con Autostrade.
Ma che sconta, soprattutto, la vicinanza politica con la Lega. La stessa "colpa" del sindaco Bucci, che a metà pomeriggio viene estromesso dalla corsa, sempre per mano 5S. A sera il pressing del Carroccio prova a riaprire almeno uno spiraglio sulla sua figura, anche se l'indicazione pentastellata per il nuovo commissario recita: un nome terzo e deciso dal premier. «Lo sceglierà Conte», assicura Toninelli.
L'ira di Toti è la fotografia del pasticcio. «La Lega - si infuria - non può fare propri contenuti tanto lesivi, oserei dire umilianti, per le prerogative delle istituzioni regionali. È inimmaginabile portare in cdm un decreto non condiviso con gli enti locali. Alcuni esponenti del governo sono inesperti e velleitari». Ma i problemi non si fermano qui. Nella bozza del provvedimento circolata ieri manca l'indicazione della deroga al codice degli appalti, strada obbligata per permettere l'affidamento diretto a Fincantieri («che molto probabilmente sarà affiancata da Italferr», promette Toninelli) o per una gara ristretta a poche aziende. Per il ministero, in realtà, potrebbe bastare anche la semplice indicazione del commissario, a cui spetterebbe quel potere di deroga. Ma che la situazione sia ingarbugliata lo dimostra il lavoro notturno dei tecnici del Mit, una gara contro il tempo per evitare di violare le normative comunitarie che regolano casi del genere.
Oltre ai maxi poteri sul ponte affidati al commissario, nel "decreto Genova" finirà anche l'istituzione di una zona economica speciale urbana, con sgravi fiscali e agevolazioni per persone e imprese. Successivamente, promette Toninelli, si procederà anche alla revoca della concessione ad Autostrade.
«Non metterà neanche una mattonella, ma dovrà pagare».

Foto: Il presidente Giovanni Toti, 50 anni, di Forza Italia, è presidente della giunta regionale della Liguria dall'11 giugno 2015 Il sindaco Marco Bucci, 58 anni, sindaco di Genova dal 27 giugno 2017. Guida una coalizione con Forza Italia e Lega Nord

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