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01/12/2018

Il faccia a faccia con le categorie Bauli: mettete le imprese al centro Riello: bene le parole, ora i fatti

Corriere del Veneto

L'incontro
Non un'interrogazione, ma quasi. Mettiamola così: l'hanno pungolato. C'è chi ha premuto sulla necessità di «ulteriori incentivi alle startup innovative». Chi ha puntato il faro sul settore medicale per sottolineare che «siamo l'unico paese europeo dove la formazione è stata completamente abbandonata, mancano professionalità, i ragazzi non arrivano preparati». Chi ha rimarcato come «le opere rallentano anche perché non è ancora stato semplificato il codice degli appalti». E poi, fra gli argomenti più sollevati, il «ritardo nei pagamenti o i mancati pagamenti tout court da parte della pubblica amministrazione». Oltre, ovviamente, al Tav e alla legge di bilancio, temi su cui Luigi Di Maio ha promesso rispettivamente «un'analisi costi/benefici onesta, non politica», e «un'azione di governo che non sarà "lontana" dalle imprese, come qualcuno continua a raccontarvi». È arrivato alla Camera di Commercio intorno alle 20, ieri, il vicepremier e ministro del Lavoro Di Maio, e il suo colloquio a porte chiuse con gli imprenditori veronesi e del Nordest, voluto da lui stesso nell'ambito di quella strategia più ampia di «ricucire» con le imprese per recuperare il terreno perso dal suo M5S sulla Lega dell'alleato Matteo Salvini, si è chiuso dopo quasi un'ora e quaranta. Circa una sessantina di persone, nella sala al primo piano, in Corso Porta Nuova: i vertici locali di Confindustria, Confcommercio, Ance, Apindustria, poi, tra le altre sigle, Apindustria Veneto e Confartigianato Bassano dal Vicentino. Prima, un discorso introduttivo, da Di Maio, toccando vari punti: «La volontà di favorire le piccole/medie imprese, senza ovviamente dimenticare i grandi gruppi»; «Ascoltare la richiesta degli imprenditori del Nordest di avere sempre più contatti con la Cina, con nuovi voli diretti e il collegamento alla nuova Via della Seta»; «Snellire la burocrazia»; «Investire nel digitale». Poi quasi un'ora di domande e risposte. Mentre qualcuno pian piano lasciava la sala. E il resto, nonostante l'ora, rimaneva lì, ad ascoltare,. Bilancio? Il presidente di Confindustria Verona, Michele Bauli - che durante l'incontro ha chiesto a Di Maio di «mettere le imprese al centro dell'azione di governo se si vuole davvero lo sviluppo», oltre a sollecitarlo su infrastrutture, cuneo fiscale e giovani - riflette: «Bene quando il ministro, circa il Tav, promette un'analisi costi/benefici da chiudere in fretta e che tenga conto, soprattutto, dei benefici stessi. Bene anche la conferma degli incentivi all'industria 4.0 e al bonus casa. Ora aspettiamo i fatti». Così, invece, il «padrone di casa», Giuseppe Riello, presidente della Camera di Commercio: «Incontro molto positivo. Si vede, da come parla, che Di Maio è molto preparato. Va a fondo nei problemi e questo agli imprenditori piace. Sembrerebbe ci stiano mettendo tanto impegno. Speriamo che molte rassicurazioni diventino realtà. Sono fiducioso. Poi solo i fatti diranno. Penso alla spina dei pagamenti della pubblica amministrazione: per lui è uno dei problemi sul tavolo e cercheranno di risolverlo almeno per il 50 per cento in tempi brevissimi». Secondo Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona, è stato infine «un incontro costruttivo. Rimarco due aspetti. Va chiusa in fretta la legge di bilancio, evitando l'infrazione dall'Europa perché sarebbe un disastro per tutti noi. E sul Tav serve un'analisi costi/benefici non solo onesta ma anche veloce. Per credere a Di Maio, ora, aspettiamo di vedere i fatti». M.S.

Foto: rena Tav, serve un'analisi costi benefici non solo onesta ma veloce


Foto: Bauli Positiva la conferma degli incentivi all'Industria 4.0

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