MENU
Chiudi
26/09/2018

Il decreto (forse) al Quirinale con la revoca anti-Benetton

Il Fatto Quotidiano - MARCO PALOMBI

Dopo 13 giorni, Colle permettendo, il testo per Genova è pronto. Problema: estromettere il concessionario dai lavori può complicare la ricostruzione Si andrà in Tribunale L ' ultima bozza esclude la " galassia Atlantia " , che da contratto però deve gestire i lavori
Alle cinque della sera, come García Lorca, il Tesoro diffonde la sua nota informale in cui dice, in sostanza, che il decreto per Genova arrivato al ministero " è giunto agli uffici in una versione molto incompleta " e per questo non viene ancora " bollinato " e inviato al Quirinale nonostante sia stato approvato il 13 settembre, quasi due settimane fa. Alle sette della sera, invece, arriva quella di Palazzo Chigi, che annuncia che i lavori sul decreto al Tesoro sono finiti, che tutte le spese sono coperte (tranne qualcosa per gli anni a venire, che verrà sistemato con la prossima manovra) e che il testo " sta per essere inviato al Quirinale " . Messa così, pare più l ' ennesima scaramuccia tra Movimento 5 Stelle e alta b u r o cr a t j a del ministero che una questione vera. INSOMMA, non siamo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale , ma almeno il misterioso decreto per Genova esce dalla nebbia. Sulla bizzarria di questa procedura legislativa abbiamo già scritto più volte nei giorni scorsi: l ' ultima bozza circolata è radicalmente diversa tanto rispetto a quella analizzata e votata dal Consiglio dei ministri, quanto dalla seconda che aveva riscritto quell ' antico manufatto. Non è così che si dovrebbe fare, nonostante la foglia di fico del via libera " salvo intese " : da regolamento i ministri dovrebbero avere esatta contezza di quel che votano in Consiglio. Ora la palla passa al Quirinale, dove aspettano il testo per esaminare con attenzione almeno due cose, entrambe presenti nell ' ultima bozza: il ruolo di Autostrade nella ricostruzione (una sostanziale revoca d ' imperio andrebbe valutata, dicono, alla luce dell ' ar ticolo 47 della Costituzione, che tutela il risparmio) e le modalità di affidamento degli appalti (in relazione alla normativa europea). D ' altronde è su questi due aspetti che il decreto s ' è incagliato per due settimane e sempre questi due aspetti rischiano di gettare Genova nel caos nelle prossime. L ' ULTIMA VERSIONE del testo, infatti, è fedele alla linea pubblica dei 5 Stelle: " Autostrade non ricostruirà il ponte Morandi " . Il decreto prevede l ' estromissione totale per il concessionario della A10 Genova-Savona: resta - per la società controllata da Atlantia l ' obbligo di versare entro un mese dalla richiesta del commissario straordinario il suo obolo alla ricostruzione, ma si prevede pure che nessun lavoro (dalla progettazione alla demolizione alla ricostruzione) possa essere assegnato a società partecipate a qualunque titolo da concessionarie di strade a pedaggio. Insomma, le aziende nell ' orbita della famiglia Benetton non dovrebbero poter muovere nemmeno una carriola di terra. E qui c ' è il vero nodo di questa vicenda: si avvia una sorta di revoca di fatto della concessione pur non esplicitandola. Il testo del " contratto " tra ministero delle Infrastrutture e Autostrade per l ' Italia è infatti chiaro nell ' indicare nella concessionaria la " stazione appaltante " dei lavori sulla rete stradale. Se la concessione è in vigore, insomma, scavalcare Benetton e soci sarà assai difficile: è inevitabile che si finirà in tribunale. Non solo: se Autostrade viene esclusa dalla ricostruzione, è difficile che versi volontariamente i soldi per il nuovo ponte come previsto dal decreto. È vero che al commissario sarà consentito di indebitarsi, ma il mutuo va comunque " copert o " e questo ha complicato il lavoro del Tesoro. A un certo punto bisognerà comunque aprire l ' interlocu zione con Autostrade: ieri girava, non verificata, la voce di un incontro pomeridiano tra Toninelli e l ' ad Castellucci. Quanto alla modalità di assegnazione degli appalti, l ' ul tima bozza del testo governativo non si affida più ai superpoteri del commissario - poco digeribili secondo le norme Ue - ma all ' articolo 63 del codice degli appalti che, in casi di emergenza, consente una procedura negoziata in cui si invitano a presentare offerte almeno cinque aziende in grado di realizzare l ' opera. L ' intera procedura, nelle intenzioni dell ' esecutivo, dovrà essere gestita dal commissario straordinario, che sarà nominato dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale : si fanno i nomi, tra gli altri, del giurista Alfonso Celotto, ex capo di gabinetto della ministra Grillo, e di Titti Postiglione della Protezione civile. La scheda ECCO LE 3 Q U E ST I O N I su cui si co n ce n t re r à l ' analisi del Colle: il ruolo di Autostrade nella r i co s t r u z i o n e (c ' è una sorta di revoca implicita nel decreto); le modalità di co n ce ss i o n e degli appalti ( p ro ce d u ra n e goz i a t a a inviti); i poteri del co m m i ss a r i o LA NOMINA a r r i ve r à dopo l ' a r r i vo in Gazzetta Ufficiale: si fanno i nomi del giurista Celotto e di Po s t i g l i o n e ( Pro te z i o n e civile)

Foto: P remier Giuseppe Conte La Presse

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore