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03/07/2019

Il Comune paga l’affitto ai nuovi negozi

Il Gazzettino

Viaro: «Definite tipologie di attività e zone interessate. Incentivo a fondo perduto per sostenere il primo anno»
LENDINARA
È stato aperto il bando per i contributi che aiuteranno a pagare l'affitto chi porterà nuovi negozi nel centro storico di Lendinara; un intervento con cui il Comune punta a contrastare la desertificazione e le vetrine sfitte. L'aiuto alle imprese intenzionate a collocarsi nel cuore della città sarà un contributo a fondo perduto per aiutare i commercianti a sostenere l'affitto per il primo anno. Possono chiederlo le nuove imprese che non abbiano operato prima del primo gennaio 2019 in centro storico e risultino effettivamente aperte entro il 31 ottobre o imprese già esistenti in altre parti di Lendinara che trasferiscano (o abbiano trasferito dopo l'inizio dell'anno) la propria attività nel centro storico.
IL BANDO
Per centro storico si intende l'area individuata come tale nel Piano degli interventi, lo strumento urbanistico vigente. In soldoni comprende le piazze, le vie limitrofe e le riviere, parte di via Marconi e via Baccari e le aree tra duomo, santuario, largo Carducci e l'imbocco di via San Lazzaro provinciale. Il contributo potrà essere al massimo pari all'80 per cento del canone di affitto del negozio e non andrà oltre i 300 euro al mese (quindi 3.600 euro complessivi per l'interno anno) per ogni attività che parteciperà. Per ora l'amministrazione comunale ha stanziato nel bilancio un fondo ad hoc di 10mila euro e queste risorse verranno distribuite in proporzione al numero di domande accoglibili e al canone d'affitto sostenuto dalle attività economiche. Non possono ottenere il sostegno per l'affitto attività che vendono armi, munizioni e fuochi d'artificio, articoli per adulti, sigarette elettroniche, call center, sale giochi e sale scommesse, attività finanziarie e di intermediazione mobiliare e immobiliare, compro oro, tabaccherie, farmacie, agenzie interinali, ambulatori medici, associazioni, patronati, circoli, banche, assicurazioni, attività di massaggi non disciplinata dalla legge 1 del 1990 e attività di commercio e somministrazione di alimenti e bevande tramite distributori automatici in locali destinati esclusivamente a questo.
Sono esclusi dal contributo per gli affitti anche le attività di somministrazione di alimenti e bevande per il consumo sul posto, quindi bar, pub, pizzerie e ristoranti, e le attività ricettive come i bed and breakfast. Il sindaco Luigi Viaro afferma che il bando vuol essere un ulteriore passo per un dialogo avviato con le imprese e per riportare negozi nel centro dove troppe vetrine sono vuote e sfitte.
RIVITALIZZARE IL CENTRO
«La Regione ha apprezzato molto l'iniziativa nel valutare il nostro Distretto del Commercio. Anche a livello governativo ci sono in pista interventi che vanno nella stessa direzione rileva Viaro La desertificazione del centro storico però non si combatte solo coi contributi, serve che i privati proprietari delle botteghe sfitte inizino a pensare all'adeguamento dei loro locali. Quello che possiamo fare noi è costituito dal pacchetto di interventi economici, come il plateatico gratuito da molti anni per i pubblici esercizi, il contributo per l'abbattimento della Tari per i ristoratori e ora il contributo affitti». Bar e attività di ristorazione sono stati esclusi da quest'ultimo proprio per evitare che le stesse attività possano accumulare più tipi di aiuti economici. «Si parte con un fondo di 10mila euro ma se la cosa sarà apprezzata aumenteremo le risorse», conclude il sindaco.
Ilaria Bellucco