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04/10/2018

«IL CODICE degli appalti, a due anni dall’introduz…

QN - Il Resto del Carlino

«IL CODICE degli appalti, a due anni dall'introduzione, può essere adeguato e aggiornato, ma l'impianto complessivo ha bisogno di stabilità avendo fornito finora risultati positivi sia nella gestione degli appalti pubblici che nel contrasto della corruzione». Lo ha affermato Ida Angela Nicotra, componente del consiglio dell'autorità nazionale anticorruzione (Anac), concludendo il convegno che si è svolto ieri al Museo Enzo Ferrari sulle novità e gli effetti del codice degli appalti pubblici, introdotto nel 2016. L'iniziativa è stata organizzata dall'Upi (Unione Province d'Italia), in collaborazione con la Provincia. «Occorre - aggiunge Nicotra - completare i provvedimenti attuativi previsti nel codice, in particolare sulla qualificazione delle stazioni appaltanti che sono oltre 30mila, ancora troppe. Inoltre l'esperienza di questi due anni ha suggerito alcune possibili modifiche, come la semplificazione negli appalti di modeste entità o la reintroduzione dell'appalto integrato. I controlli dell'Anac contribuiscono a evitare criticità e prevenire i fenomeni corruttivi». Nel corso del convegno, dopo i saluti di Maria Costi, vicepresidente della Provincia, e Maria Patrizia Paba, prefetto, sono intervenuti Gianpiero Paolo Cirillo, presidente di sezione del consiglio di Stato che si è concentrato sulla partecipazione delle piccole e medie imprese; poi i magistrati della corte dei conti Stefano Glinianski, che ha parlato della legittimità degli atti negli appalti pubblici, e Tiziano Tessaro che ha approfondito il tema dell'accesso civico; infine gli avvocati Michele Lombardo, Stefano Calvetti e Antonio Giacalone hanno parlato, tra l'altro, delle novità sui temi connessi con la concorrenza e il partenariato pubblico-privato. Presente una platea composta da avvocati, rappresentanti di enti pubblici ed imprese.

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