MENU
Chiudi
10/08/2018

IL BANDO PERIFERIE SVELA I DUE VOLTI DEL PD

Il Giornale del Piemonte e della Liguria - Monica Bottino

LA POLEMICA INUTILE
L'emendamento che toglie 93 milioni di euro alla Liguria è stato votato all'unanimità. A Genova restano 18 milioni. Il governatore Toti: «Ora serve un confronto con il governo»
■ Nella vicenda del Bando Periferie tagliato dal Governo si salva il solo Comune di Genova, ma non la Città metropolitana e tantomeno gli altri capoluoghi di provincia. Intanto non si placa la polemica con il Pd a due velocità: a Roma i sentaori hanno votato l'emendamento, a Genova si tuona contro il governo. E il presidente della Regione Giovanni Toti placa gli animi e annuncia che chiederà un confronto a Roma. a pagina 7 ■ Una volta c'erano i soldi: promessi, ma non reali. Adesso non ci sono più. E chi ci sperava, ovviamente, è in grave difficoltà. Come chi li aveva promessi e poi li ha dovuti tagliare. Il riferimento al Pd non è casuale. Nella vicenda del Bando periferie, rimodulato dal Governo, che ha tagliato gran parte dei fondi, si salva il solo Comune di Genova, ma non la Città metropolitana e tantomeno gli altri capoluoghi di provincia per i quali, se non interverrà una modifica della norma nel corso dell'iter di approvazione del decreto Milleproroghe, saranno rinviate opere per 93 milioni di euro. Alla Liguria erano destinati 111 milioni, mane arriveranno solo 18. «È evidente che servirà un confronto con il Governo per analizzare gli effetti e, nel caso, sterilizzare gli eventuali problemi che potrebbero derivare dalla rimodulazione del Bando Periferie, di cui si tornerà a discutere nella prima settimana di settembre in sede di conversione definitiva del provvedimento», è il commento del presidente della Regione Giovanni Toti. Che aggiunge: «Al momento, per quanto si comprende, la decisione non cancella, ma rimodula al 2020 parte degli investimenti previsti. Occorrerà dunque sapere quali investimenti dei Comuni sono previsti realmente in cantiere prima di quella data, considerando le complesse procedure di progettazione, autorizzazione e gara. Dall'altra, a compensazione, libera alcune centinaia di milioni di euro di "spazi del Patto di Stabilità", destinati ad investimenti proprio dei Comuni. Dall'analisi e dal confronto su questo numero dipenderanno le misure che certamente andranno prese nel prossimo futuro e, in tal senso, abbiamo già chiesto al Governo di aprire un confronto». «Spiace - aggiunge il governatore - che il Governo non abbia aperto un confronto preliminare con Regioni e Comuni, anticipando il primo passaggio Parlamentare, ma spiace anche leggere inutili e allarmistici appelli da parte del Pd ligure, visto che il Partito Democratico ha votato in Parlamento senza battere ciglio il provvedimento. In quella sera, gli autorevoli esponenti di quel partito avrebbero potuto esprimere tutti i dubbi che tardivamente oggi sollevano, e che la Regione sta già lavorando per chiarire». Il voto all'emendamento è stato infatti univoco: 270 favorevoli su 270 votanti nell'aula del Senato, compreso l'ex premier Matteo Renzi. L'emergenza ha mosso anche l'Anci Liguria, associazione nazionale Comuni. «Da una lettura interpretativa finale dell'emendamento 13.2 testo 2 del Decreto Milleproroghe - dice Pierluigi Vinai, direttore generale di Anci Liguria, riferendosi ai progetti per la nostra regione - appaiono salvaguardati i primi 24 progetti della graduatoria pubblicata in Gazzetta Ufficiale e di questo non possiamo che rallegrarci. Viceversa - continua Vinai - lo stesso emendamento delinea con chiarezza il destino degli altri 93 milioni di euro, poiché si trasferiscono di fatto le risorse a un Fondo di nuova costituzione». «Pertanto - è il giudizio di Vinai - se non interverrà una modifica della norma nel corso dell'iter di approvazione del Milleproroghe (la scadenza ultima è fissata il 23 settembre), saranno sostanzialmente rinviate opere nella Città Metropolitana di Genova per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro, nel Comune di Imperia per un valore di 18 milioni di euro (riqualificazione urbana della "Green Line"), nel Comune di Savona per un valore di 18 milioni di euro (riqualificazione di Villa Zanelli) e nel Comune di La Spezia». Il governo, d'altronde, forse aveva in parte le mani legate a causa di una sentenza della Corte Costituzionale che parzialmente poteva inibire l'utilizzo dei fondi a bando. «Lodevole è anche il percorso teso a una significativa liberazione di spazi finanziari da utilizzare subito per impegnare gli avanzi di amministrazione dei nostri Comuni . prosegue Vinai -Quello che ci preoccupa, tuttavia, è la condizione degli impegni assunti e delle spese già sostenute dagli Enti; su questo punto confidiamo in un intervento di sostegno da parte del governo attraverso i parlamentari liguri. Per quanto riguarda gli altri Comuni, capoluogo e metropolitani, auspichiamo ragionevoli forme di tutela rispetto ai progetti presentati e accolti nelle graduatorie del Bando», conclude Vinai. Secca la polemica di parlamentari leghisti contro il Pd «La Liguria, come le altre regioni, è stata presa in giro dal precedente governo Renzi e dal Pd - è infatti il giudizio politico del sottosegretario alle Infrastrutture Edoardo Rixi e della vicecapogruppo della Lega al Senato Stefania Pucciarelli - Renzi e il Pd hanno promesso soldi che non potevano spendere. Questo governo ha rimediato al grande pasticcio da spot elettorale, confezionato dal Pd: in Senato è stato votato all'unanimità l'emendamento che ha liberato 2 miliardi di euro, bloccati dalla precedente finanziaria di Renzi. Che le risorse del bando periferie destinate alla seconda tranche di Comuni nella finanziaria 2016 fossero una bufala lo ha certificato la Corte costituzionale con la sentenza n. 74/2018 di aprile scorso, dichiarando incostituzionale il finanziamento della seconda parte dei Comuni finanziati. Per salvare la faccia, davanti all'evidenza dei fatti, anche i senatori Pd, insieme a quelli di Forza Italia e di tutti i gruppi di maggioranza e minoranza, hanno votato a favore dell'emendamento». «La graduatoria del bando periferie resta viva - continuano Rixi e Pucciarelli - Con i due miliardi sbloccati dall'emendamento saranno finanziati i progetti dei primi 24 Comuni, che hanno raggiunto un punteggio superiore al 70, tra cui il Comune di Genova. Città metropolitana di Genova, i Comuni di Imperia, La Spezia e Savona sono in una fascia mediana nella graduatoria, con punteggi sotto i 70 e i 50. Nel 2019 e nel 2020 sarà preciso impegno del governo reperire risorse reali e non farlocche come quelle millantate dal Pd, reperite solo sulla carta e con percorsi incostituzionali». «In questi giorni, sul bando periferie si sono letti tanti commenti, ora occorre fare un po' di chiarezza - tuonano Francesco Bruzzone e Paolo Ripamonti , senatori liguri della Lega- : perché il Pd aveva promesso soldi che non poteva spendere. Non lo dice la Lega o qualche altra forza politica: a parlare è la sentenza numero 74/2018 della Corte Costituzionale di aprile, che dichiara incostituzionale il comma della finanziaria del 2016 che prevedeva fondi per la seconda parte dei comuni finanziati. E spiace che in molti siano cascati nell'ennesimo tranello di Renzi. Dunque, i primi 24 comuni sono stati finanziati regolarmente, quelli del secondo giro no: né più né meno che uno spot elettorale. Per rimediare a questa situazione creata dal precedente governo, tenendo presente la sentenza, con l'emendamento votato all'unanimità dal Senato sono stati liberati 2 miliardi di euro che erano stati bloccati dal Pd con l'austerity imposta dalla legge di bilancio. I Comuni virtuosi, ora, tornano ad avere possibilità di spesa: non solo quelli del bando, i quali, comunque, avranno coperture per i primi impegni presi e anche per altre opere. Nel frattempo si tiene viva la graduatoria del bando periferie spostandone il finanziamento al 2020, per trovare risorse reali e spendibili e non inesistenti, con cui realizzarlo legalmente: da parte nostra, il massimo impegno fin da subito per verificare ogni eventuale questione tecnica legata alle realtà liguri da affrontare in vista del passaggio del decreto alla Camera. In conclusione, il Pd con le sue polemiche strumentali mente, mentre quello in Parlamento, conoscendo la questione, per salvare la faccia ha votato l'emendamento. Ai cittadini serve meno propaganda e più concretezza».

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore