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20/10/2018

II sindaco dell’Aquila: ricostruire con queste è dura

La Verita' - pierluigi biondi

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Si possono conciliare deroghe e legalità negli appalti pubblici? Velocità delle procedure e trasparenza? La risposta è sì. All'Aquila, per sveltire e semplificare i processi di ricostruzione delle scuole danneggiate a seguito del terremoto del 2009 e assicurare, in parallelo, un controllo di legittimità sugli appalti, nel giugno scorso, abbiamo siglato un accordo con l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e il provveditorato interregionale per il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna. Quanto abbiamo fatto e stiamo sperimentando nel capoluogo abruzzese, fa il paio con l'auspicio espresso dal presidente Ance, Gabriele Buia, nel suo recente intervento all'assemblea annuale dell'Associazione dei costruttori edili, con cui ha auspicato una modifica del codice degli appalti secondo un nuovo articolato di norme più snelle e in grado di rilanciare il settore. Le parole di Buia aprono a una serie di riflessioni e considerazioni che all'Aquila, dunque, sono state avviate da tempo. Il non più differibile tema dei ritardi e dei problemi nella ricostruzione dei beni pubblici e monumentali nel post sisma ha assunto una centralità determinante nei processi di pianificazione e rigenerazione urbana di un contesto cittadino complesso come quello del capoluogo e dei territori colpiti dal sisma. Il fallimento delle procedure ordinarie rispetto a quelle emergenziali, a quasi dieci anni da quel tragico 6 aprile 2009, è un dato quasi incontrovertibile al quale occorre fornire una risposta, seppur tardiva, per semplificare procedure e incentivare processi virtuosi. Se, come realmente annunciato dal vicepremier Matteo Salvini, «il codice sarà smontato e riscritto entro novembre», vi è l'occasione unica per poter formulare un nuovo quadro normativo, unitario e applicabile in tutti i luoghi colpiti da calamità naturali. Penso, adesempio, all'istituzione di un sistema di deroghe, ma inserito all'interno di una cornice legislativa che possa garantirne la trasparenza e la legalità. Derogare non vuoi dire aprire al «Far west», ma anche disciplinare la possibilità di rotazione tra operatori oppure fornire l'opportunità ai diversi enti interessati di poter adottare procedure chiare e speditive per l'assegnazione degli appalti di palazzi storici, monumenti o infrastrutture pubbliche, come ponti, viadotti e scuole. Ecco che all'Aquila, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di dare un segnale. Vuoi dire che esiste il modo, con intelligenza e buon senso, che consenta di trovare la strada per sbloccare un'impasse che sembrava ormai cronica. Se nel cantiere più grande d'Europa hanno chiuso oltre novanta imprese edili, come ricordato dal presidente .Ance della provincia aquilana, Adolfo Cicchetti, possiamo solo immaginare quale possa essere la situazione del comparto nel resto d'Italia. A una situazione straordinaria vanno adeguate misure straordinarie per evitare, prima che sia troppo tardi, il tracollo di uno dei pilastri dell'economia italiana. pierluigi biondi sindaco dell'Aquila

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