MENU
Chiudi
11/10/2018

I CANTIERI SENZA REGOLE DEL PARTITO DELL’ONESTÀ

La Repubblica - Gianluca Di Feo

Commento
Siamo sicuri che agire fuori dalle regole sia il modo per ricostruire il ponte Morandi in fretta e bene? Il dubbio traspare dall'audizione di Raffaele Cantone in Parlamento: il decreto Genova ha tante falle, da cui possono sgorgare ricorsi tali da paralizzare ogni iniziativa. Forse, come ha detto il ministro Danilo Toninelli, è stato scritto con il cuore, ma ha messo nelle mani del sindaco-commissario Marco Bucci poteri enormi e procedure indefinite, come mai si erano visti prima. E la vaghezza è alleata non solo degli intrallazzi, ma anche dei meccanismi che finiscono per bloccare i cantieri.
Il presidente dell'Anticorruzione è stato esplicito: «È convinzione, non solo mia, che il modo migliore perché un appalto sia espletato in tempi rapidi - e che soprattutto i lavori vengano eseguiti in modo ugualmente spedito ma anche a regola d'arte - è che ci sia un quadro normativo chiaro e certo».
Se guardiamo al passato, procedure straordinarie e supercommissari nel nostro Paese non hanno mai determinato la celerità e la qualità delle opere pubbliche. Ricordate il metodo Bertolaso? Ricordate quel monumento dello spreco che sono le installazioni della Maddalena per il G8? Completate fuori tempo massimo e male, pagate a carissimo prezzo, senza neppure realizzare le bonifiche dei fondali inquinati. O le piscine per i Mondiali di Nuoto mai terminate e abbandonate nello squallore? Soltanto le regole chiare - ha concluso ieri Cantone - garantiscono una rete di protezione contro illegalità, rallentamenti pretestuosi, costi gonfiati e pilastri di cartone.
Eppure questo governo continua a essere tentato dalla grande deregulation dei contratti, presentata come la panacea per risolvere i problemi delle infrastrutture nazionali. Proprio il Movimento 5S, storicamente paladino della legalità, adesso invece sogna di liberare i cantieri da qualunque controllo, rivitalizzando il sistema dei general contractor che ha fatto prosperare corruzione e scandali, come nei casi Expo e Mose. La ricostruzione di Genova potrebbe diventare la prova generale del cemento in deroga, come avverte Cantone: «L'eccezione si presta a diventare regola, trasformando una piccola crepa nelle diga in una vera e propria falla». E il decreto Toninelli arriva al punto di cancellare persino la prevenzione antimafia, aprendo i subappalti alle aziende interdette dalle commesse per collusioni con i clan. Con il rischio che l'extra ordinem si trasformi in fuori legge.
Tutta questa corsa ai cantieri senza regole sembra avere già dimenticato l'elemento chiave della tragedia del ponte Morandi: l'inefficienza del sistema dei controlli, che ha impedito di scoprire i mali del viadotto. Il governo Conte ha messo sotto accusa lo strapotere di Autostrade e la debolezza degli ispettori pubblici, denunciando l'assenza di trasparenza sugli accordi con i concessionari tenuti segreti per anni. Cosa impedisce che lo stesso schema opaco si ripeta nella rinascita del viadotto Morandi e in tutte le grandi opere di domani?

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore