scarica l'app
MENU
Chiudi
01/12/2018

I BRACCIALETTI ELETTRONICI FINITI NEL NULLA

La Repubblica - Franca Selvatici

IN PRIMO PIANO
Dodicimila braccialetti elettronici dovevano essere distribuiti da settembre a Sollicciano, al ritmo di 1000 al mese, ma il Ministero dell'interno li ha bloccati adducendo problemi di collaudo. Avrebbero contribuito a ridurre il sovraffollamento del carcere di Sollicciano. pagina IV «Il carcere più buio e tetro che abbia mai visto». Così Giuseppe Gulotta, vittima di un terribile errore giudiziario, ha descritto Sollicciano, dove è stato rinchiuso nel 1990.
Ieri il presidente della Camera penale di Firenze Luca Bisori e il presidente dell'Osservatorio Carcere Luca Maggiora hanno visitato il carcere con il vicepresidente del Csm David Ermini e una folta delegazione di cui facevano parte diversi magistrati. Molti problemi sono noti ma nessuno pensava che fossero così gravi. «Il carcere si sta sgretolando», spiega l'avvocato Bisori. Sollicciano era stato progettato come un istituto modello ma fu costruito dall'impresa Pontello con materiali diversi a quelli previsti nel capitolato d'appalto, e forti risparmi sull'armatura di acciaio del calcestruzzo. L'inchiesta finì nel nulla con qualche assoluzione, prescrizioni e amnistie.
Il carcere, inaugurato nell'82, è stato però sin dall'inizio un grande malato. Nel 2015 è crollato un tratto del muro di cinta. I pilastrini di cemento armato delle finestre si stanno sgretolando, tanto che non è neppure chiaro se quello trovato rotto il 27 novembre nella cella dei detenuti romeni indagati per evasione sia stato spaccato da loro o si sia disfatto da solo. Sotto le finestre - spiega l'avvocato Bisori - hanno piazzato delle reti di protezione che reggono 1000 chili, cosicché quando verrà giù un pilastro non finirà sulla testa di qualcuno. Intanto l'appalto per "incamiciare" i pilastrini in armature di metallo è bloccato da un ricorso al Tar. E non è il solo appalto bloccato dai ricorsi. Ci sono infiltrazioni d'acqua («in uno dei corridoi abbiamo guadato una pozza», racconta l'avvocato), e problemi con l'acqua calda.
«In un bagno con sei docce ne funzionano solo due». Ieri i detenuti presenti erano 738, contro una capienza massima di 488. Gli educatori sono 6, uno ogni 125 reclusi. I detenuti sono al 70% extracomunitari. Nella sezione penale (dove stanno i definitivi) su 35 reclusi ci sono solo 4 italiani.
Gli avvocati sostengono che molti problemi potrebbero essere risolti grazie ai braccialetti elettronici.
Ma anche su questo fronte la situazione è paradossale. Per anni, nonostante ingenti spese, sono stati disponibili appena 2000 braccialetti della Telecom in tutta Italia (i detenuti sono 59 mila detenuti).
Ora finalmente Fastweb aveva vinto un appalto per altri 12 mila congegni e doveva cominciare a distribuirli in settembre, al ritmo di 1000 al mese, ma il Ministero dell'interno ha bloccato la distribuzione, adducendo problemi di collaudo. Inutile sperare di avere lumi sul sito del Ministero: le informazioni sui braccialetti sono ferme al 2015. Silenzio anche sul sito di Fastweb. Nel frattempo sono sparite le liste d'attesa per i 2000 braccialetti Telecom. «Niente, nulla, oblio totale», commenta l'avvocato Maggiora.

Foto: Il sopralluogo Ieri visita a Sollicciano della Camera penale e del vicepresidente del Csm David Ermini. Nella foto il braccialetto