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07/07/2019

I bandi di mobilità saranno un optional In bilico il rientro di centinaia di statali

Il Tirreno - Elisabetta Giorgi

La Cgil dell'Asl contro il Decreto concretezza del Governo Futuro incerto per i maremmani che aspettavano di tornare cosa cambia nel pubblico impiego
Elisabetta GiorgiGROSSETO. Da oggi i bandi di mobilità riguardanti il settore pubblico diventano "facoltativi", soggetti alle decisioni dei vari enti o aziende pubblici cui il Governo demanda la facoltà di promuovere o meno la procedura di mobilità. È l'effetto del Decreto concretezza varato dal Governo «e che avrà grande impatto su lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego sia in termini di immaginario collettivo sia in termini di ripercussioni sulla propria vita», dice Marco Vitelli, coordinatore di Area vasta dell'Asl Toscana sud est per la Cgil Funzione pubblica. Secondo una stima sindacale, sono centinaia le figure - già in forze non solo all'Asl, ma ai vari enti pubblici italiani, tra Comuni, Province etc, ovvero in tutto il pubblico impiego - che aspirerebbero a tornare a casa in Maremma in virtù di questi bandi sulla mobilità, come succedeva finora quando le loro aspirazioni potevano concretizzarsi. Ora invece la mobilità diventa "facoltativa". In pratica «fino al 2021 - dice Vitelli - viene superato l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di procedere ad attivare le procedure di mobilità com'erano previste dal Decreto legislativo 165/01 (testo unico che prevedeva l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di indire le procedure di mobilità)». Proprio questi bandi hanno permesso finora al personale anche maremmano che lavora in giro per l'Italia (e ovviamente già assunto in precedenza con bandi di concorso dedicati ai nuovi reclutamenti) di poter tornare prima o poi a lavorare "a casa". «Adesso che la mobilità diventa facoltativa (in pratica sarà l'azienda a decidere) la previsione sul futuro immediato è semplice - dice Vitelli - I lavoratori e le lavoratrici che aspettavano di tornare a casa continueranno ad attendere tempi migliori, con buona pace delle famiglie e dell'economia domestica che dovrà mettere in preventivo doppie bollette, doppie case, e continue transumanze (per chi è sufficientemente vicino a casa) che mettono a rischio salute, sicurezza, e portafogli di questi lavoratori e lavoratrici». Ad oggi, e in linea generale, l'istituto della mobilità non è mai stato caldeggiato dalle aziende, anzi, in qualche modo è sempre stato più subìto che condiviso. Per tanti motivi. Il personale in mobilità che entra in un'azienda, magari tornando a casa, essendo già di ruolo altrove e con esperienza alle spalle potrebbe avere «un'età avanzata (quindi essere lontano da casa da anni), potrebbe avere limitazioni lavorative (alzare pazienti per 20 anni qualche ripercussione fisica la porterà), potrebbe avere livelli retributivi diversi rispetto all'assunzione (quindi costa di più)». In altre parole meglio personale nuovo e preso da concorso (che gran parte di questi "problemi" li porta via) piuttosto che personale già formato, rodato e che costa di più. La questione riguarda tutto il pubblico impiego, non solo quello sanitario. La Cgil di Area vasta dell'Asl Toscana sud est accende, nello specifico, i riflettori sulla sanità: che cosa ne sarà dei tanti lavoratori che aspettano i bandi della mobilità? Proprio grazie a questa procedura (Il Tirreno lo ha pubblicato a fine maggio), di recente negli ospedali maremmani sono entrati un centinaio di lavoratori del "Comparto" sanitario (tecnici, Oss, infermieri...) che di fatto per la sanità maremmana hanno rappresentato nuove assunzioni: 100 nuovi lavoratori entrati in forze in virtù della procedura di mobilità. «Cosa succederà in futuro, cioè dopo il 7 luglio (cioè oggi, data di avvio del decreto)?» chiede la Cgil. «I bandi di mobilità ci saranno ancora o no?Per restare nella sanità: per tutte le figure tecniche e amministrative i cui bandi devono ancora uscire - ma che erano già nel calendario dichiarato dal dg Andrea D'Urso nel corso di un incontro sindacale - cosa ne sarà alla luce del nuovo Decreto concretezza? Il decreto mette la palla in mano alle Asl, che potranno esercitare la facoltà di indire i bandi di mobilità in maniera "restrittiva" oppure no. Il sindacato su questo punto dice che non mollerà. E aspetta risposte dalla direzione generale. «Come Fp Cgil - dice Vitelli sottolineando anche una sorta di conflitto generazionale - noi continueremo a lavorare e batterci affinché i "nuovi" lavoratori e i "vecchi" lavoratori abbiano le stesse possibilità di soddisfare le aspettative di vita, le stesse possibilità e il giusto riconoscimento per anni di studi e sacrifici». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATi