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03/11/2018

Gravi anomalie e criticità Pure l’Anac contro Autostrade

La Notizia Giornale

L'analisi
L'Authority al Governo: rivedere le concessioni Troppi appalti infragruppo per i Benetton I da raccol da Cantone risalgono ai mesi anteceden al crollo del ponte Ponte Morandi
di davide manlio ruffolo Se non è un atto d'accusa poco ci manca. L'Autorità anticorruzione (Anac) guidata da Raffaele Cantone , ha inviato ieri un atto di segnalazione a Governo e Parlamento, pieno di "incongruenze" e "divergenze" riscontrate in tema di affidamenti e adempimenti dei con cessionari autostradali. Riscontrando fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di distorta applicazione della normativa di settore, inclusi alcuni fenomeni sintomatici di singolari criticità e anomalie. Situazioni che hanno spinto l'Anac a sollecitare un intervento per affidare le conces sioni scadute tramite procedure a evidenza pubblica oltre a verifiche puntuali da parte dei concedenti nei confronti degli adempimenti dei concessionari, allo stato carenti. Ma non è tutto. L'Authority invita i concedenti a rivisitare le concessioni in essere, anche esercitando le prerogative di monitoraggio previste dalla normativa. Un'entrata a gamba tesa, quella di Cantone, che non è stata decisa come conseguenza del crollo del Ponte Morandi di Genova ma che riguarda un'attività di censimento svolta diversi mesi prima del disastro costato la vita a 43 persone. Proprio quest'ultimo evento, però, ha messo in risalto i dati raccolti dall'Anac che, oggi più che mai, assumono una nuova rilevanza e vanno a toccare un nervo scoperto del Belpaese. Il testo, infatti, punta il dito proprio sulla quota di lavori da affidare all'esterno e sui vin coli stabiliti dal Codice appalti in materia di concessioni autostradali dove risultano più che evidenti le differenze tra i dati economici comunicati dal Mit, in quanto concedente, e quelli comunicati dalla società concessionarie che, come si legge nell'atto, tendono a "sottostimare gli adempimenti a loro carico". Proprio tra queste, come riporta l'Authority in quello che risuona come un pesante atto d'accusa, la situazione di maggior criticità è quella che riguarda proprio Autostrade per l'Italia (Aspi). ASPI E I DATI SHOCK L'azienda legata alla famiglia Benetton, infatti, è risultata quella con "il massimo scollamento dei dati esaminati". La divergenza rilevata riguarda i titolari di concessioni autostradali che, stando alla normativa vigente, sono obbligati ad esternalizzare il 60% dei nuovi contratti mentre possono eseguire direttamente "in house", cioè tramite aziende controllate, la restante parte dei lavori, ovvero il 40%. Eppure nonostante la norma sia chiara, Aspi l'avrebbe a lungo disattesa. Ancora una volta è l'atto dell'Anac a spiegarlo con decisione affermando: "I dati economici dichiarati nei moduli rispettivamente del concedente e del concessionario" sui valori e le percentuali dei contratti da affidare con procedure di evidenza pubblica sono "molto divergenti". Una batosta per la società che, però, vede anche una precisazione finale da par te dell'anticorruzione secondo cui: "Non si può escludere una diversa interpretazione delle voci degli investimenti" ma neppure "la volontà del concessionario di non fornire questi dati".

Foto: ( imagoeconomica )


Foto: Raffaele Cantone

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