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03/12/2018

Grandi opere qui rischiano le imprese (È il conto dei ripensamenti)

Corriere L'Economia - Antonella Baccaro

Finanza lavori pubblici Tra i 25 progetti infrastrutturali nel Documento di economia e finanza soltanto otto si salvano dalla generale crisi delle costruzioni che falcidia le migliori imprese. Resistono i gruppi impegnati molto all'estero
C'è anche l'incertezza sui cantieri futuri come la Tav e la Pedemontana
N on basta la spada di Damocle dell'analisi costi-benefici, che il governo giallo-verde ha avviato sulle grandi opere, a mettere in forse i tanti cantieri sparsi per la penisola. Dopo anni di calo degli investimenti in infrastrutture, la crisi ha aggredito anche le grandi imprese di costruzioni, quelle che magari non hanno diversificato all'estero e che ora portano i libri in Tribunale. Parliamo di Astaldi, Condotte, Grandi Lavori Fincosit, Tecnis e buon'ultima Mantovani, mentre Cmc è in grossa difficoltà. Resistono Salini-Impregilo, Pizzarotti, Rizzani de Eccher, Ghella, alcune in corsa per la ricostruzione del ponte Morandi. Le imprese in crisi sono un problema per le opere in cui sono coinvolte ma anche per quelle future che il governo ha individuato come volano della crescita del Pil.

Per capire la portata del fenomeno, abbiamo scorso l'elenco delle 25 maggiori opere strategiche nel Documento economico e finanziario del 2018, per scoprire che solo otto non sono interessate dalla crisi delle imprese titolari degli appalti (ma alcune hanno comunque altri problemi).


Ferrovie

Sono Astaldi e Condotte a contendersi il primato delle opere ferroviarie messe a rischio dalle loro difficoltà. Per ora procede la realizzazione delle due gallerie di accesso al Tunnel del Brennero affidate ad Astaldi. Mentre si è già fermato il suo cantiere del Nodo di Genova. Se l'Alta Velocità Verona-Padova, il primo tratto di quella Napoli-Bari, e il tratto Bicocca-Catenanuova di quella Palermo-Catania hanno possibilità di essere avviate, è perché qui l'appalto di Astaldi è condiviso con Salini-Impregilo (che anche perciò è interessata ad acquisire Astaldi).


A Condotte spetterebbe far partire il secondo lotto funzionale dell'Alta Velocità Brescia-Verona. Mentre il cantiere del Terzo Valico, che condivide con Salini-Impregilo e Civ, può restare aperto grazie all'apporto finanziario della prima. Ripiomba nel limbo il nodo ferroviario di Firenze, il cui appalto Condotte aveva già rilevato dalla commissariata Tecnis . La crisi di quest'ultima, secondo l'amministrazione comunale di Palermo, avrebbe già «gravemente» rallentato (non fermato) i lavori del relativo nodo ferroviario.


Corsie

Lo sblocco dei finanziamenti da parte del Cipe, nell'ottobre scorso, al secondo lotto del Quadrilatero Marche-Umbria farà riaprire i cantieri chiusi per il commissariamento di Astaldi. È a rischio, secondo gli enti locali, il raddoppio della Statale 640 degli scrittori (Porto Empedocle-Caltanissetta) affidata dall'Anas alla Cmc . Mentre è Astaldi a mettere in forse l'avvio, molto atteso sul territorio, del megalotto 3 della Statale 106 Ionica, il più grosso appalto pubblico della provincia di Cosenza. Importo: 1,3 miliardi. Lavori quasi fermi per il raddoppio del secondo tratto dell'A19 Agrigento-Caltanissetta, affidata da Anas a Cmc. E la crisi di Tecnis aveva già bloccato due anni fa il completamento della Sassari-Olbia, ora un'altra azienda ha rilevato l'appalto ma il tempo perso non si recupera.


Metropolitane

Proseguono per ora i lavori della Metro 4 Milano, affidati ad Astaldi, così come del resto quelli della Metro C di Roma. A Catania la Cmc, che di recente ha vinto la gara per il prolungamento da Monte Po a Misterbianco della Circumetnea per 112 milioni, ha anche l'appalto per la realizzazione dei nuovi tratti di metropolitana: la Stesicoro-Aeroporto e la Nesima-Monte Po. Su quest'ultima, che Cmc ha rilevato da Tecnis, nell'ultimo mese si sono registrati rallentamenti per problemi di liquidità della Cmc, ridimensionati dalla stessa cooperativa.


Il Mose

Il caso del Mose, il sistema di dighe mobili che difenderanno Venezia dall'acqua alta, è emblematico. I cantieri, come documenta un'inchiesta del Corriere Veneto, sono quasi fermi e il Consorzio Venezia Nuova, che sta realizzando il progetto dal 2003 e ora è commissariato dopo lo scandalo delle tangenti, si è praticamente dissolto. Condotte è in amministrazione straordinaria, Grandi Lavori Fincosit e Mantovani sono in concordato preventivo. Per chiudere l'opera, che è finalmente agli sgoccioli, i commissari puntano a un maxi-accordo con le piccole imprese rimaste attive: Kostruttiva (le coop «rosse» venete) e il Consorzio San Marco .


Gli altri interventi

Tra le 25 opere prioritarie considerate, ci sono però anche quelle procedono e quelle che potrebbero decollare, o essere completate, se solo venissero meno dubbi politici e/o problemi di risorse pubbliche. Il confronto sulla realizzazione della Tav Torino-Lione, ad esempio, vive un momento di forte drammatizzazione con gli enti locali e e le associazioni di categoria schierati per il sì.


Attende una soluzione che è solo finanziaria invece la Pedemontana lombarda che la Regione ha tutta l'intenzione di completare. Perciò, a metà ottobre, ha aperto una consultazione preliminare di mercato per reperire gruppi italiani ed europei interessati a realizzare il secondo lotto e completare l'infrastruttura. Quanto alla Pedemontana Veneta, starebbe per inaugurare i suoi primi dieci chilometri, ma sui 152,9 chilometri residui pende il dibattito politico tra Lega (favorevole) e M5S (contrario).


Si lavora sull'A4 Venezia-Trieste anche se per il secondo lotto sono finite sotto inchiesta Pizzarotti , Saicem e de Eccher . Procedono i lavori sulla tangenziale est di Milano, la manutenzione della Salerno-Reggio Calabria, il completamento della Grosseto-Siena. Sia pure a rilento, avanzano i cantieri della metro di Napoli, mentre il sistema di Bologna è in attesa dei finanziamenti promessi. E mai arrivati.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi resiste


Foto:

Pietro Salini, amministratore delegato. Il gruppo ha presentato un'offerta con Fincantieri per ricostruire

il ponte di Genova

Chi soffre


Foto:

Paolo Astaldi, presidente

Il gruppo in concordato procede sulla metro 4 a Milano, ma ha fermo il cantiere del Nodo di Genova


Foto:

Alberto dello Strologo, nominato in agosto fra

i tre commissari. Il gruppo

è in amministrazione straordinaria


Foto:

Giampaolo Chiarotto, amministratore delegato. La società ha cambiato nome dopo che Coge

ha rilevato la Mantovani


Foto:

Paolo Pizzarotti, presidente del gruppo di costruzioni di Parma, anch'esso in corsa per il ponte Morandi di Genova


Foto:

Giandomenico Ghella, presidente del gruppo

che si è aggiudicato l'appalto per le gallerie

di base del Brennero

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