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31/12/2018

Grandi opere, le 27 incompiute che tengono al palo 25 miliardi

La Repubblica - Affari Finanza - adriano bonafede

Le infrastrutture
Le incertezze del governo provocano una paralisi produttiva senza precedenti con un grave blocco allo sviluppo: strade, ponti, gallerie, ospedali, fino al caso simbolo della Tav
, roma uando si dice "Incompiuta", si pensa generalmente all'Ottava sinfonia di Schubert. Quando però si passa dal mondo della musica classica a quello delle grandi infrastrutture italiane, le Incompiute sono così tante che c'è voluta la paziente ricostruzione fattane dall'associazione di costruttori, l'Ance, per metterle tutte assieme e segnalarle in un sito appositamente creato, sbloccacantieri.it. E l'Ance ne ha contate ben 27 sopra i 100 milioni di euro, ovvero le più grandi. Se poi si passasse alle opere più piccole bloccate da mesi, da anni o da decenni, a livello regionale, provinciale o comunale, neppure l'Ance saprebbe elencarle, per quante sono. Tutte le infrastrutture, grandi o piccole, sono bloccate una strutturale incapacità di portarle avanti. Lungaggini burocratiche, deroghe infinite al codice appalti, lentezza della giustizia amministrativa, funzionari pubblici che hanno paura di firmare ogni atto e che prendono tempo: queste le principali cause del rallentamento strutturale. Comunque, queste 27 grandi opere valgono un investimento complessivo di ben 25 miliardi: "Si tratta principalmente di grandi interventi di collegamento e di ammodernamento di infrastrutture esistenti per migliorare la competitività dei territori", scrive l'associazione dei costruttori. E infatti quasi tutte le opere bloccate sono tutte di questo tipo, rari i casi di ospedali o raccordi ferroviari. Considerando anche le più rilevanti fra le opere più piccole, al momento risultano bloccati 400 cantieri, secondo l'Ance, per un valore complessivo di 27 miliardi. È il Nord a pagare di più lo scotto di lavori infiniti: infatti nel Settentrione sono concentrate 16 opere per un totale di 16 milioni di euro. Anche nel Centro-Sud, tuttavia, lo stop dei cantieri ha un forte impatto economico e sociale: 4 opere per un valore totale di 5,3 miliardi al Centro e 7 interventi per 3,1 miliardi nel Mezzogiorno. Se si potessero sbloccare queste infrastrutture l'Ance calcola una ricaduta positiva sull'economia di 86 miliardi di euro e una crescita degli occupati di 380 mila unità. La Tav Torino-Lione La madre di tutte le opere bloccate è la Tav, il collegamento ferroviario Torino-Lione. "Il progetto - scrive l'Ance - è stato oggetto di due accordi internazionali e di 20 delibere Cipe". Perché tante delibere? Perché ogni volta che un progetto subisce una qualsiasi modifica, anche marginale, deve tornare indietro al Cipe, come lamentano da anni i costruttori. Per la Tav sono già stati spesi 1,2 miliardi, di cui tra 850 e 900 milioni finanziati da Ue e Francia, che bisognerebbe quindi rimborsare in caso di stop. A questi bisognerebbe aggiungere il costo di eventuali penali per il blocco dei lavori e le conseguenze indirette sul blocco inflitto ad altri finanziamenti Ue. La Gronda di Genova Da anni tutti, autorità e Autostrade, sapevano che il Ponte Morandi aveva delle difficoltà strutturali, sebbene nessuno evidentemente aveva previsto che potesse crollare da un momento all'altro. In ogni caso da anni si parlava della "Gronda", ovvero di un nuova bretella autostradale di 72 chilometri che si sarebbe sviluppata per 54 chilometri in 23 gallerie con il fine di bypassare il tratto di Genova riconnettendosi alla A26 oltre la città. Il costo previsto è di 5 miliardi e in assoluto si tratta dell'opera pubblica più grande oggi bloccata. Le opere oltre 1 miliardo di euro Sono quasi tutte tratte autostradali le opere che costano di più. Al secondo posto, dopo la Gronda di Genova, troviamo la terza corsia della A11 tra Firenze e Pistoia, il cui costo è stimato in 3 miliardi. Un sistema di tangenziali nel tratto Verona-Vicenza e Padova, che in teoria dovrebbe interessare soprattutto alla Lega tra le forze di governo, è bloccato e il suo valore ammonterebbe a 2,2 miliardi. L'ormai mitica Autostrada Tirrenica, la A12, che dovrebbe completare il collegamento tra Civitavecchia e Grosseto, ha un valore stimato di 1,8 miliardi per finire le opere, ma anche questa è ferma. Altre autostrade rilevanti riguardano la regionale Cispadana per 1,3 miliardi e la Cremona-Mantova per 1. Al quarto posto per importo da spendere, con 1,9 miliardi, c'è la tratta Brescia-Verona dell'Alta Velocità ferroviaria. C'è infine il Megalotto 3 della Strada statale Jonica SS106 la cui costruzione richiede, sulla carta, 1,3 miliardi: "Ma ci sono voluti 1.115 giorni - scrive l'Ance sul sito sbloccacantieri.it, solo per la pubblicazione delle 5 delibere Cipe di approvazione dei progetti e senza considerare le approvazioni nell'ambito dei contratti di programma Anas o di altri documenti di programmazione". Insomma, dopo tre anni siamo solo a "carissimo amico...". Sotto 1 miliardo Sono ben 19 i progetti fermi al di sotto dei 1.000 milioni di euro. Si va dalla Superstrada Valsugana, Vibrenta-Bassano che vale 760 milioni all'ultima, il completamento dell'Ospedale Morelli di Reggio Calabria per 114 milioni. In mezzo, alcune opere stradali e autostradali come la terza corsia A22 Verona-Modena per 753 milioni, l'Ss17 in Sicilia per 748, il nodo ferroviario Genova per 620, il raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi per 600. Tra le altre infrastrutture senza una via libera definitivo da segnalare il collegamento tra la A22 e la Ss467 Pedemontana per un valore di 500 milioni; il collegamento fra il Porto di Ancona e la grande viabilità (480 milioni); la A33 Asti-Cuneo (350 milioni); la strada statale Maglie-Leuca (300 milioni). Tra le opere più interessanti, il Progetto del Sarno in Campania per 220 milioni, approvato eifinanziato in sede europea ma a lungo avversato dai 5 Stelle. Il ponte di Genova Tra le opere che invece si faranno sicuramente c'è almeno il Ponte di Genova che prenderà il posto del Morandi. L'inaugurazione, ha detto il ministro Toninelli, avverrà nel 2020. ©RIPRODUZIONE RISERVATA I numeri 27 LE INFRASTRUTTURE FERME Sono tante le infrastrutture di un valore superiore ai 100 milioni di euro bloccate, secondo l'Ance. Si va dalla Gronda di Genova che vale 5 miliardi al completamento dell'ospedale Morelli di Reggio Calabria per 114 milioni 86 MILIARDI DI EURO Dallo sblocco delle opere che per qualche motivo non vanno avanti l'associazione dei costruttori calcola una ricaduta positiva sull'economia per 86 miliardi di euro e una spinta sull'occupazione con 380 mila posti di lavoro La prima parte del tunnel della Tav già scavata, quella sul lato francese

Foto: ALAMY STOCK PHOTO

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