MENU
Chiudi
10/09/2018

Grandi opere i soldi ci sono non buttiamoli via

Corriere L'Economia

di Antonella Baccaro Stato  Mercato le infrastrutture al bivio È la dote per i prossimi 15 anni, il problema è come e dove spenderla. Non solo per il disaccordo politico al governo, ma anche perché la riforma del Codice degli appalti non decolla Mentre il crollo del ponte Morandi ha messo in luce la carenza delle leggi su manutenzioni ed emergenze
Troppi grovigli e regole difficili da interpretare Dall'ok all'avvio dei lavori passano anni
Con una dote di 150 miliardi nel bilancio statale da spendere nei prossimi 15 anni, già scontati dall'indebitamento netto, per le opere pubbliche il problema oggi non sono le risorse economiche. Ma come spenderle. Non è solo un dilemma politico: scegliere le opere prioritarie su cui Lega e M5S non sempre concordano. È soprattutto un problema pratico: dominare il groviglio di norme che l'ultima riforma del Codice degli appalti, varato (e poi subito corretto) dal governo Renzi, non ha sciolto. Anzi. La riforma Delrio non è nemmeno partita per la mancanza di circa la metà dei provvedimenti attuativi, le difficoltà dovute alla sovrapposizione dei due ultimi interventi normativi, l'assenza di un'adeguata formazione dei funzionari deputati ad applicarla.

Ma da quando l'8 agosto scorso il ministero delle Infrastrutture ha messo online la consultazione pubblica con l'intento di realizzare una prima modifica d'urgenza al Codice degli appalti, molto è cambiato. Il crollo del ponte Morandi a Genova, una settimana dopo, con il suo strascico di polemiche, ha evidenziato tutte le carenze della normativa attuale nelle situazioni di emergenza e impresso un'ulteriore accelerazione al piano di riforma.


I contrasti

«La missione è duplice - aveva detto Toninelli un mese fa -: regole semplici e chiare per rilanciare le opere pubbliche, ma allo stesso tempo guerra senza quartiere alla corruzione e al malaffare. Le norme scritte dal precedente governo hanno infatti creato grandi difficoltà a chi voleva bandire appalti pubblici, soprattutto agli enti locali». Una tesi che l'Autorità anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone, non condivide e che sembra indirettamente smentire anche con la recente pubblicazione del consueto rapporto sul mercato dei contratti pubblici in Italia che, nel primo quadrimestre 2018, conferma un ritorno alla crescita con un +41,7%, pari a 12 miliardi in più dallo stesso periodo 2017.


Le polemiche sulla mancanza di manutenzione delle opere pubbliche realizzate in Italia ormai troppi anni fa, generate dal crollo del ponte, hanno quantomeno fornito al ministro una robusta motivazione per mettere in secondo piano la controversa revisione del piano delle grandi opere.


La consultazione pubblica, che si chiude oggi e che dovrebbe produrre un testo a fine mese, si è svolta su 29 articoli su 240. Si va dalle norme sulla trasparenza e la pubblicazione degli atti alle misure che riguardano la qualificazione delle stazioni appaltanti e delle commissioni aggiudicatrici, dalle regole sul rating e la reputazione delle imprese a quelle sul rapporto tra appaltatore e subappaltatori.


All'elenco ristretto si è arrivati tramite un primo incontro informale tenutosi a giugno, cui hanno partecipato tutti i soggetti istituzionali e non, interessati al provvedimento. Compresa l'Anac. Da quel primo confronto è emersa una certa convergenza sulla modifica di alcune norme. Tra queste, quella relativa al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa che, mettendo in campo criteri ulteriori rispetto al prezzo, malgrado le regole interpretative fornite dall'Anac, ha generato imbarazzo tra i funzionari che avrebbero dovuto applicarla.


L'ipotesi che si torni tout court al criterio del massimo ribasso è improbabile in base alle indicazioni di massima arrivate dal M5S.


Sembra destinato a cadere il divieto di appalto integrato che risolverebbe le attuali carenze in fase di progettazione esecutiva.


Sul tavolo di Toninelli persiste la richiesta dei costruttori Ance di semplificare le procedure con un unico passaggio delle opere dal Cipe (Comitato interministeriale di programmazione economica).


Fin qui i passaggi meno forieri di polemiche. Poi ci sono i punti «caldi». Dalla Conferenza delle Regioni e dalla Protezione civile, sull'onda della tragedia di Genova, è appena giunta la richiesta di semplificare le norme, in caso di emergenza, per gli affidamenti degli appalti con la costituzione di elenchi di imprese e professionisti prequalificati, la verifica preventiva di requisiti e clausole di esclusione, ampia autocertificazione ma clausola di immediata risoluzione del contratto. Semplificazioni che potrebbero contrastare con la diffidenza dei grillini verso la legislazione emergenziale.


Il caso Autostrade

Poi c'è la norma su Autostrade. L'articolo 177 del Codice che, grazie a un intervento furtivo in sede di approvazione della scorsa legge di Stabilità, consentì alla società dei Benetton di ottenere un 20% in più di lavori realizzabili in house. Certo, una minuzia rispetto alla rivoluzione in tema di concessioni che il M5S promette di realizzare.


Infine c'è il capitolo Anac. Le problematiche relative al ruolo dell'Autorità (articoli 211 sul precontenzioso e 213 sulla soft law) sono finite nella consultazione senza essere state sollevate nell'incontro informale di giugno. Per questo l'Autorità non ha potuto far giungere al ministero alcuna «memoria» a riguardo.


Ma Cantone si è difeso ugualmente a suon di dichiarazioni pubbliche, lanciando l'allarme sull'eventuale modifica di quelle norme. Come quella che dal primo agosto consente all'Anac di impugnare le procedure contrattuali di rilevante impatto o che presentino gravi violazioni. Potere finora mai utilizzato. O quella che ha demandato all'Anac la disciplina attuativa del codice alla regolamentazione (soft law) senza poteri di prescrizione. Una novità che enti e imprese respingono come un'ulteriore complicazione. Sul punto si giocheranno i futuri rapporti tra governo e Anac.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto:

Il ministro Danilo Toninelli, M5S,

in divergenza con l'Anac

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore