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07/11/2018

Gli invasi sono pieni ma i lavori restano al palo

La Repubblica - FRANCESCO PATANÈ

Il dossier Lo stato delle dighe
Con le ultime precipitazioni soddisfatto il fabbisogno annuale maxi ritardo per il bypass di Scillato da riparare dopo il sisma del 2002 Oggi la Regione avvierà la gara d'appalto da 4,8 milioni per realizzare il collegamento con la sorgente Rosamarina rimane con la capienza ridotta, da due anni si attendono interventi strutturali
Ieri il livello dell'acqua nei quattro invasi che riforniscono Palermo era sufficiente a soddisfare la richiesta idrica della città per i prossimi 365 giorni. Negli invasi di Piana degli Albanesi, Poma, Scanzano e Rosamarina ci sono oltre 100 milioni di metri cubi di acqua.
In un solo giorno, fra venerdì e sabato, i quattro bacini hanno raccolto 32 milioni di metri cubi d'acqua. Ci sarebbe di che essere soddisfatti se non fosse che il maltempo del weekend ha provocato la morte di 12 persone, più una dispersa, e danni per oltre trecento milioni in tutta la Sicilia.
Tolto il fango che si sta depositando sul fondo degli invasi, l'acqua caduta lo scorso fine settimana di fatto scongiura nuove crisi idriche.
Ma pur con i bacini mediamente al 75 per cento di capacità, la situazione delle infrastrutture idriche che riforniscono Palermo rimane critica per la carenza di manutenzione degli invasi che ne riduce la capienza e per i ritardi nella realizzazione del collettore di Scillato.
Proprio il bypass dell'acquedotto di Scillato, distrutto dal terremoto del 2002 e più volte risistemato sul terreno franato, non è stato ancora ripristinato con una soluzione definitiva. Oggi gli uffici della Regione avvieranno le procedure per la gara d'appalto da 4,8 milioni di euro per la realizzazione della condotta che aggira la zona franata con il terremoto. Una soluzione definitiva che arriverà, salvo ritardi a distanza di 17 anni dalla prima interruzione.
«Entro l'anno aggiudicheremo i lavori, poi ci vorranno 9 mesi per eseguirli - fanno sapere dagli uffici dell'assessorato regionale all'Energia - Entro la fine del prossimo anno il collegamento con la sorgente di Scillato sarà operativo e permetterà alla città di Palermo di dipendere meno dall'acqua degli invasi». I soldi per la realizzazione del collegamento con le sorgenti di Scillato arrivano dal Patto per il Sud (3,8 milioni già disponibili) e da un milione finanziato da Amap, la spa comunale che gestisce l'acqua a Palermo. Il progetto esecutivo, redatto da Amap, prevede il rifacimento di un tratto di acquedotto danneggiato dal terremoto del 2002, parzialmente ripristinato con una portata dimezzata. Il rifacimento del collettore riporterà la portata integrale di 550/700 litri al secondo.
In attesa dell'entrata in funzione del bypass la quasi totalità del fabbisogno idrico giornaliero di Palermo viene soddisfatto dai quattro invasi che da anni hanno necessità di manutenzione. Soprattutto l'invaso di Rosamarina, il più grande dei quattro che riforniscono il capoluogo, da più di due anni è in attesa della partenza degli interventi strutturali per riportare l'invaso alla sua massima capacità. Da due anni infatti il livello massimo consentito è sceso del 40 per cento per questioni di sicurezza.
Nella diga di Scanzano da mesi non viene utilizzata la vasca di decantazione Cicala capace di 95mila metri cubi che sarebbe stata la soluzione all'emergenza di questi giorni con la città rimasta senz'acqua per la presenza di fango negli invasi. Nell'attesa che il materiale si depositasse sul fondo e venisse sversato dalle dighe, l'approvvigionamento idrico sarebbe stato garantito dall'acqua della vasca di decantazione.
Su scala regionale per raggiungere la piena efficienza del sistema idrico sono necessari 465 milioni di euro. Il piano del governo regionale, concordato con il ministero delle Infrastrutture, prevede 32 interventi per un totale di 198 milioni per la sezione "Invasi" e altre 34 opere per 267 milioni di euro che riguardano gli acquedotti.
Previste anche azioni di risanamento su molte opere esistenti per potere essere finalmente collaudate e quindi capaci di immagazzinare maggiori volumi idrici.
Se le dighe fossero tutte collaudate, infatti, la capacità degli invasi aumenterebbe notevolmente, passando dall'attuale volume autorizzato di 417 milioni di metri cubi a 578 milioni. Piani, progetti e interventi per ora tutti sulla carta, senza nemmeno un cantiere aperto.

Rosamarina

Fabbisogno idrico annuo della città di Palermo

Lo stato degli invasi

100

Volume (m3) Sabato Domenica Ieri CAPACITÀ TOTALE Piana degli Albanesi 7.557.000 4.240.000 28.502.000 9.051.000 5.938.000 9.180.000 6.151.000 9.000.000 Poma 40.734.000 33.837.000 33.810.000 26.500.000 Scanzano 64.482.000 61.829.000 61.000.000  di metri cubi 96.000.000

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