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17/12/2018

Gli appalti pubblici e la diabolica logica dei cartelli d ‘ imprese

Gazzetta del Sud

Cosa nostra, mafia calabrese e camorra accomunate da identici metodi operativi
C OS E N Z A La logica dei " cartelli " . Cara ai campa ni del clan dei Casalesi impegnati nelle razzie dei fondi pubblici; ai siciliani di Cosa nostra seduti a spartirsi lavori e mazzette al " t avolino " messo in pie di dal " ministro dei lavori pubblici " Angelo Siino e adottato anche in Ca labria come svela, per esempio, l ' in chiesta " Cumbert azione " condott a dalla Dda di Reggio. Federico Cafiero de Raho parla del settore degli appalti in Italia. E parla dei " cartelli " cioè del metodo stabil mente usato per far girare i lavori sempre intorno alle stesse aziende. Un metodo riscontrato sia quando era in servizio alla Dda di Napoli e sia quando è stato procuratore di Reggio. «Non basta» dice «la mera applicazione del pur valido Codice degli appalti per arginare il fenomeno ma occorrerebbe che gli Enti avessero costanti informazioni sulle gare complessivamente espletate per verificare se siano sempre le stesse imprese a contendersi strumentalmente i lavori in luoghi e circostanze diversi». Il procuratore nazionale antimafia parla anche delle leggi vigenti, sottolinenando alcuni aspetti: «Sotto il profilo normativo vedo l'esigenza di intervenire con provvedimenti di fermo nei casi di reati perpetuati nel tempo o di natura permanente, laddove invece si dovrebbe attendere un'ordinanza di custodia per mesi o anni, mentre il fermo invece consente di interrompere l'attività criminosa mafiosa. Dal lato dei processi - ha aggiunto de Raho - consentire una maggiore rapidità, e questo può avvenire intervenendo sui meccanismi di comunicazione e notificazione, perche' a volte i processi tornano indietro per un difetto di notificazione o si ritardano per la difficoltà di raggiungere i soggetti che devono essere avvisati: ecco, riuscire a creare un meccanismo per cui, dopo la prima notificazione, diventa un onere della parte conoscere a quale ulteriore udienza e' andato il processo, qualunque cosa accada, probabilmente - ha concluso il procuratore - sarebbe un ulteriore passo avant i». In Calabria il consiglio regionale ha approvato, su proposta del presidente della Commissione anti ' ndrangheta, Arturo Bova, una speci fica legge per la «prevenzione e il contrasto del fenomeno mafioso e per la promozione della legalità». Positivo il giudizio di Federico Cafiero de Raho : «"Gli strumenti previsti dalla legge regionale anti'-ndrangheta sono un'importante manifestazione di sostegno per l'impresa e per i cittadini che vivono correttamente e che denunciano. Credo che questi strumenti siano la migliore dimostrazione di come si possa risollevare un territorio e costituire come regione una barriera di contrasto alle mafie». Riguardo alla Legge regionale esprime giudizi positivi anche Roberto Di Bella, presidente del Tribunale dei minori di Reggio che parla di una «svolta epocale». (arc. bad.)

Foto: La legge approvata dal consiglio regionale per la promozione della legalità e contro i fenomeni mafiosi è uno strumento importante Arturo Bova

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