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12/10/2018

Gestione Verdeaqua, bocciata la proroga

Il Messaggero

LA SENTENZA
Più che una proroga quella è una nuova concessione e in quanto tale serve la gara pubblica. La guerra tra associazioni per la gestione del complesso sportivo Verdeaqua si arricchisce di un nuovo capitolo, l'ultimo. Con questa motivazione, in sostanza, il Consiglio di Stato, accogliendo quanto già espresso dal Tar dell'Aquila, ha accolto il ricorso presentato dall'Asd 99 Sport L'Aquila e Asd Junior Tennis (entrambe rappresentate dagli avvocati Maria Teresa Di Rocco, Silvia Catalucci e Marta Di Massimo) che chiedevano l'annullamento della delibera comunale con cui si venne concessa una proroga di 25 anni (oltre i 10 già concessi) alla cooperativa Verdeaqua Smile. Il Comune, hanno sancito i giudici d'Appello, avrebbe dovuto individuare un nuovo gestore con procedura ad evidenza pubblica. Invece nell'agosto del 2016 l'amministrazione a guida Massimo Cialente decise di prorogare per 25 anni l'affidamento del complesso sportivo comunale alla Verdeaqua Smile, una società cooperativa sociale sportiva dilettantistica che aveva vinto il bando nel 1995. Ventitre anni fa il bando parlava di una gestione di 5 anni per un canone concessorio di 24mila euro annui. Alla scadenza, nel 2001, ci fu una prima proroga di ben 11 anni. Nel frattempo nel 2002 il Comune approvò un progetto di riqualificazione e ampliamento del complesso e concesse una fideiussione a favore dell'istituto per il credito sportivo per il mutuo erogato alla Verdeaqua. Nel 2012, senza nessuna proroga, la Verdeaqua ha comunque continuato a gestire il complesso sportivo senza provvedere al pagamento del canone concessorio né le rate di mutuo. La cooperativa, da parte sua, ha sempre rivendicato la piena titolarità nella gestione del complesso negando di avere problemi di morosità. Nel 2016, come detto, la proroga di 25 anni che ha fatto insorgere le due associazioni sportive che hanno presentato ricorso e hanno vinto anche il secondo round.
Una sentenza che arriva all'indomani dell'incidente sull'improvvisa fuoriuscita di cloro all'interno della piscina sempre di Verdeaqua sulla quale ancora non è ancora chiara la dinamica e le eventuali responsabilità visto che ad esempio si è appurato come il manutentore degli impianti non fosse presente al momento dell'incidente, come si era inizialmente ventilato. Solo una assistente bagnina è stata ricoverata a causa delle esalazioni ma solo a scopo precauzionale.
Marcello Ianni
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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