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15/09/2018

Genova, è scontro sul commissario

Il Mattino

IL CASO
ROMA Il nome ancora non c'è. Resta un rebus. Perché la visita del presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Genova, a un mese esatto dal tragico crollo del ponte, non ha sciolto i dubbi. Semmai ha alzato i toni dello scontro. Il vertice con il governatore Giovanni Toti, naturale candidato, insieme al sindaco Marco Bucci, a gestire l'emergenza e alla ricostruzione, non ha portato i frutti sperati. Tutto fermo quindi, anche perché il governo, forse prendendo un po' sotto gamba l'argomento, non ha coinvolto fin da subito gli enti locali nella messa a punto del decreto.
Ma senza l'indicazione del commissario - che avrà i poteri per decidere a chi affidare i lavori - l'operazione resta congelata. Eppure il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva invitato proprio ieri, con un intervento sulla Stampa, a procedere speditamente nell'interesse di una città, di una comunità ferita e lacerata da una tragedia immane. I 5Stelle - e Conti lo ha avrebbe ribadito a Toti - vogliono un tecnico alla guida delle operazioni. La prima scelta sarebbe caduta sul prefetto di Genova, Fiamma Spena, in alternativa c'è Iolanda Romano, commissario per il Terzo Valico. Matteo Salvini e i suoi però non ci stanno. E continuano a fare i nomi di Toti, acclamato ieri in piazza per assumere il delicato incarico, del sindaco della città ligure, o, terza alternativa, quello del sottosegretario Rixi. Difficile immaginare come sbloccare la partita. Conte, incassato lo stop, si è limitato a dire che a 10 giorni dall'entrata in vigore del decreto ci sarà un commissario con pieni poteri. Un conto alla rovescia che dovrebbe partire martedì prossimo, quando il decreto prenderà materialmente forma. Conte ha annunciato che proprio martedì ci sarà un vertice con Toti e Bucci per una «giornata di lavoro, durante la quale, ascoltati i loro contributi, ci confronteremo su altri dettagli e vareremo definitivamente il provvedimento». A rilanciare il governatore della Liguria potrebbe essere proprio l'identikit che si sta definendo nelle bozze di decreto. Nel testo, messo a punto dall'ufficio legislativo di Palazzo Chigi, il commissario potrà contare su poteri davvero eccezionali. Non solo coordinamento e poteri sostitutivi in caso di inerzia, ma una sostituzione automatica e «attiva» di tutte le amministrazioni statali, regionali e comunali con l'eccezione delle Sovrintendenze. Inoltre, potrà andare a trattare con Bruxelles per ottenere deroghe alla normativa sugli appalti. Insomma, una figura più politica che tecnica, che magari potrebbe essere affiancata da due subcommissari operativi. Toninelli ha però prima bocciato il nome di Toti, colpevole di aver tentato un'intesa Autostrade-Fincantieri nella ricostruzione del Ponte, ma comunque aperto a qualsiasi soluzione purché rapida. Poi ha detto no alla candidatura del leghista Rixi. Qualche spiraglio resta aperto per Bucci, su cui si potrebbe trovare una mediazione. Esclusa invece la candidatura di Raffaele Cantone che sarebbe in conflitto di interessi come presidente Anac. Poi come magistrato non potrebbe assumere alcun incarico che contempli poteri di gestione. Sulla ferrovia Genova-Milano opera un altro commissario, sul fronte del consorzio realizzatore Cociv, Marco Rettighieri, che negli ultimi due anni ha accelerato i lavori. Infine un altro grande esperto di infrastrutture che opera in zona è Paolo Emilio Signorini, attuale presidente dell'autorità portuale di Genova. Ma il suo nome sarebbe spendibile solo in caso di accordo fra Toti e il governo.
PORTA STRETTA
Accanto alla scelta del nome c'è quella, se possibile ancora più delicata, della strada da scegliere per affidare i lavori. Toninelli, nonostante le preoccupazioni degli uffici legislativi del ministero, vuole escludere Autostrade a tutti i costi, ed è convinto di poter superare le perplessità di Bruxelles. Nuova bordata infine di Forza Italia contro il titolare dei Trasporti che, secondo Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi azzurri di camera e Senato, avrebbe inserito nella commissione per valutare le opere pubbliche, dalla Tav al Tap, anche il professor Gaetano Intrieri, condannato in via definitiva per bancarotta.
Umberto Mancini
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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