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01/10/2018

Gemme in bilico la Lega lo difende

Il Messaggero - Umberto Mancini Sara Menafra

Commissario al Ponte
Il commissario per il Ponte di Genova, Claudio Andrea Gemme, già rischia per conflitto d'interesse. La Lega lo difende, il Mit dovrà valutare. Mancini e Menafra a pag. 7 R O M A «Niente di personale, ma è come decidere di far arbitrare il derby a Totti». La battuta sussurrata tra le scrivanie del ministero dei Trasporti è la cinica sintesi di come almeno una parte del governo guardi con preoccupazione alla nomina di Claudio Andrea Gemme a commissario per il ponte di Genova. Annunciata ma non ancora passata attraverso tutti i passaggi formali, la scelta sarebbe stata ideale (manager di esperienza, cresciuto proprio all'ombra del ponte crollato e con i genitori tra gli sfollati) se non fosse che Gemme è presidente di una società del gruppo Fincantieri e ha anche già dichiarato che il gruppo «ha tutte le competenze» per gestire i lavori. Lui dice di aver già presentato le dimissioni che «scatteranno appena arriverà la nomina», ma stando alle norme del codice degli appalti sul conflitto di interesse potrebbe non bastare. All'Anac, competente anche per vicende di questo tipo, i tecnici osservano la vicenda da lontano e la prudenza è massima. L'autorità non è stata consultata preventivamente come il governo avrebbe potuto fare sebbene non ci fosse un vero obbligo - ma se davvero, come sembra, l'appalto dovesse essere affidato con una gara a inviti che includesse anche Fincantieri, il rischio che Anac riceva l'esposto di un concorrente sarebbe altissimo. E a quel punto sarebbe complicato non intervenire. LA LEGGE L'articolo 42 del codice degli appalti, infatti, spiega che il dipendente pubblico è in conflitto di interesse quando ha «direttamente o indirettamente, un inte` resse finanziario, economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di appalto o di concessione». Una formula ampia che rischia di mettere in mora il ruolo di Gemme anche se formalmente si sarà dimesso dal gruppo Fincantieri. A contestarlo potrebbero essere sia gli eventuali sconfitti della gara «a inviti», sia tutte le aziende che ne saranno preventivamente escluse, a cominciare, manco a dirlo, da Autostrade per l'Italia. SALVINI: «NO AI RICORSI» Matteo Salvini difende la scelta fatta. A chi gli chiede risponde che Gemme è un «ottimo nome» perché è di Genova e conosce la situazione nel dettaglio. I suoi anziani genitori, che ora vivono in campagna, sono nella lista degli sfollati perché la casa di famiglia è proprio lì, sotto al viadotto: «Non faccio nomi, l'importante è partire presto a demolire, a risarcire e a costruire», ha detto ieri sera alla festa genovese della Lega, per poi aggiungere dal palco: «Spero che ` chiunque pensi di fare ricorsi o di speculare sulla ricostruzione del ponte Morandi, si metta 43 volte la mano sulla coscienza prima di interpellare un legale, perché non è una situazione come tutte le altre». Il decreto ponte, pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale, fissa il termine per la nomina al prossimo 9 ottobre. TENSIONE TRA TOTI E TONINELLI Nel frattempo cresce la tensione tra il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, e lo stesso Toti. Il titolare del dicastero competente per le infrastrutture e le concessioni autostradali rivendica come dal 14 agosto stia «lavorando duro e senza sosta per ridare a Genova e ai genovesi la dignità che meritano» e parla di un decreto che contiene «tante misure concrete per la città, per i suoi abitanti, per le imprese e per il porto», con un commissario che «sarà blindato dal punto di vista giuridico, per cui potrà agire senza il timore di possibili ricorsi». Ma il governatore ligure lo contesta punto per punto: «Caro ministro Toninelli se come scrive su Facebook vuole davvero ridare dignità ai genovesi, cominciamo evitando di proporre ponti dove giocare a bocce e fare grigliate», comincia. E mette in dubbio la solidità del decreto approvato: «È la prima volta nella storia che invece di far riparare il danno a chi lo ha fatto si prevedono addirittura 300 milioni dei contribuenti per anticipare i soldi necessari». Umberto Mancini Sara Menafra © RIPRODUZIONE RISERVATA
Le risorse 360 In milioni di euro, i soldi stanziati nel decreto dal governo per la ricostruzione del ponte di Genova Il decreto 645 In milioni di euro, i soldi stanziati complessivamente nel decreto dal governo per Genova

Foto: Il ponte Morandi crollato Claudio Andrea Gemme

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