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21/09/2018

Gara, sì all’esclusione per illecito professionale

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

PRIMA DELL'ACCERTAMENTO GIUDIZIALE
L'esclusione per grave errore professionale può essere disposta anche prima dell'accertamento giudiziale; la stazione appaltante che esclude il concorrente si pone in linea con le direttive Ue, mentre il codice appalti è in contrasto con la normativa euro-unitaria. Lo ha affermato il Tar Lazio, sez. terza, con la sentenza dell'11 settembre 2018 n. 9263 riferendosi all'art. 80 comma 5 lettera c del codice appalti (dlgs 50/2016) che prevede l'esclusione per grave errore professionale. I giudici hanno rilevato che il decreto 50/2016, nel richiedere che il grave inadempimento dell'operatore sia incontestato o incontestabile in giudizio, «si è posto in contrasto con l'art. 57 par. 4 della Direttiva 2014/24/Ue sugli appalti pubblici e con il Considerando 101 della medesima direttiva». Le norme Ue prevedono che la stazione appaltante può escludere il concorrente, laddove sia in condizione di dimostrare la sussistenza di un grave illecito professionale «anche prima che sia adottata una decisione definitiva e vincolante sulla presenza di motivi di esclusione obbligatori». Come affermato dal Consiglio di stato (ordinanza n. 5033 del 23 agosto 2018 che ha rimesso la questione di compatibilità della norma italiana alla Corte di giustizia), se obiettivo del legislatore nazionale è di alleggerire l'onere probatorio a carico dell'amministrazione per rendere più effi ciente l'azione amministrativa attraverso l'elencazione di casi in cui è possibile escludere l'operatore economico lo strumento non appare adeguato: la necessaria subordinazione dell'azione amministrativa agli esiti del giudizio di cui al codice appalti, ancorché «astrattamente possibile», è ad avviso del Tar «non compatibile con i tempi effettivi dell'azione amministrativa in relazione alle fi nalità di interesse generale del settore, vale a dire l'utile realizzazione delle opere o acquisizione dei servizi da parte delle pubbliche amministrazioni». Da ciò la decisione dei giudici di privilegiare una interpretazione della norma interna conforme al diritto dell'Unione, e, dunque, «a ritenere operante in questa circostanza (sebbene solo ai fi ni legati alla delibazione negativa della decidibilità nel merito del ricorso) la causa preclusiva di partecipazione alla gara della ricorrente». © Riproduzione riservata

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