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14/10/2018

Flop bici a noleggio Va deserto il bando da oltre tre milioni

Il Giornale di Vicenza

MOBILITÀ SOSTENIBILE. Da Roma sono stati concessi 600 mila euro
Ennesimo fallimento per il servizio di bike sharing L'asta per avviare il progetto con i finanziamenti che sono stati erogati dal governo è andata deserta
Ci sono due parole che a Vicenza non portano bene. E non c'entrano i gatti neri, le scale, il sale o altri riti scaramantici. No, nel capoluogo berico sembra proprio che ogni qual volta si pronuncino uno dopo l'altro i termini "bike" e "sharing" il risultato sia tutt'altro che incoraggiante. Certo, un conto è parlare di progetti e di sogni, senza avere in tasca le risorse, ma pure questa volta che nelle casse comunali c'era un gruzzoletto da 600 mila euro per il progetto da oltre tre milioni, l'amministrazione ha dovuto alzare bandiera bianca. Niente da fare. Le biciclette condivise non trovano terreno fertile nella città del Palladio. IL PREZZO. L'ultimo tentativo risale a pochi mesi fa. La Provincia, come stazione unica appaltante, pubblica per conto del Comune la gara per la «progettazione, fornitura, installazione e gestione di un servizio pubblico di bike sharing per la città di Vicenza». Il progetto rientra nell'ambito degli interventi finanziati dal governo con il bando periferie. A palazzo Trissino nel dettaglio sono stati erogati 600 mila euro per far scattare il servizio il cui valore della concessione, si legge, è stimato in 3,5 milioni più Iva. «Al concessionario - si legge nei documenti di gara - viene riconosciuto un canone annuo per l'intera durata della concessione pari a 77.049 euro per un totale complessivo di 564 mila euro Iva compresa»; a questi si aggiungono il diritto di sfruttamento pubblicitari degli spazi utilizzati e, ovviamente, gli introiti del servizio. «Si individuano come limiti superiori quello di 75 euro per l'abbonamento annuale - recita il bando - e di 50 centesimi per il costo della prima mezz'ora di utilizzo». LA GARA DESERTA. Sembra la volta buona. Il piano è dettagliato. All'offerente viene richiesto di acquistare almeno 350 mezzi («Il cui colore deve potersi armonizzare con il contesto storico della città») e di installare le postazioni per le bici in tre aree operative. All'interno delle mura duecentesche (con 29 stazioni per una capacità massima di ricovero di circa 150 biciclette), entro le mura cinquecentesche (con altre 24 stazioni e una capacità di parcheggio stimata in 350-400 biciclette) e l'ambito esterno, con circa 45 punti e 800 stalli. I numeri sono alti, il potenziale è elevato e in ballo, appunto, ci sono milioni: 3,5 per la precisione. Eppure neanche in questo caso le biciclette a noleggio riescono a decollare: nessuno presenta offerte. LA STORIA. È l'ennesima volta che il progetto di bike sharing non arriva a conclusione. A novembre 2008 l'allora assessore alla mobilità Ennio Tosetto dichiarava di aver presentato un progetto alla Regione per ottenere il relativo finanziamento di 185 mila euro; ma non c'è stato niente da fare. Due anni dopo tocca al consigliere delegato Claudio Cicero: approvato un progetto di mobilità sostenibile per ottenere fondi dal ministero, afferma. Ma i soldi non arrivano. Nel 2017 si prova a mettere a disposizione di tutti i vicentini parte di quelle E-bike 0 marchiate Ducati concesse dal governo e a disposizione dei dipendenti comunali. Il ministero dà il via libera, ma il piano si arena davanti ai costi troppo alti: le bici a pedalata assistita non utilizzate dai lavoratori del Comune restano coperte nel deposito di San Biagio. Nel mezzo si incaglia anche un progetto di bici a noleggio voluto da Aim, finché il governo, con il bando periferie, dà la possibilità di far finalmente scattare il servizio (con il progetto del 2010). Ma il bando, appunto, va deserto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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