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03/07/2019

Finte onlus per migranti Una truffa da 7 milioni «I documenti? Inventati»

Il Giornale - Maria Teresa Santaguida

L'inchiesta della Procura di Milano: 11 arresti Emersi anche collegamenti con la 'ndrangheta L'INDAGINE Appartamenti coi soldi delle prefetture invece che «pocket money» SERVIZI FANTASMA Alle prefetture false attestazioni di servizi in realtà mai offerti
Dalle stragi in piazza, ai rapporti coi cartelli colombiani, fino ad oggi, con il business del futuro: i migranti. La 'ndrangheta è come l'araba fenice, rinasce dalle sue ceneri e trova sempre nuova linfa. È così che anche Santo Pasquale Morabito, aveva trovato il modo di continuare a «lavorare», sebbene già in età da pensione: lui, membro di quella vecchia guardia che negli anni '80 arrivò dalla Calabria alla periferia di Milano per dominare il traffico di stupefacenti; lui che in carcere ha passato un terzo della vita, a 64 anni aveva deciso di reinventarsi socio di una cooperativa «Amici di madre Teresa Giuliani» che gestiva con altre, l'accoglienza dei migranti. Il punto d'arrivo nell'ordinanza in cui il gip dispone - su richiesta dei pm Gianluca Prisco e Ilda Boccassini - undici misure cautelari. L'indagine è la «Fake onlus» su un'associazione a delinquere che intascava i soldi delle prefetture per farne appartamenti anziché «pocket money». E proprio della Boccassini, Morabito è una vecchia conoscenza, perché fu coinvolto nell'operazione «Fior di loto» nel '90. Oggi però il business è più pulito: non c'è più la droga, ma Sprar e Cas, nei quali i richiedenti asilo sono stati smistati, negli anni dell'emergenza, tra 2014 e 2017. L'unica in carcere è Daniela Giaconi, considerata l'ideatrice dell'associazione a delinquere, con truffa allo Stato e riciclaggio. Entrata in rapporti con Morabito e Antonio Chirico, quando tutti e tre scontavano una pena alternativa nella onlus Agv, il suo «temperamento» sarebbe «incline a commettere reati fiscali». Per i magistrati è stata lei a ideare la «costituzione progressiva» di onlus (Area Solidale, Milano Solidale, Gruppo volontari dello Ionio, Volontari senza frontiere) in cui ci si «scambiavano cariche per aggiudicarsi le gare» e i cui profitti «illeciti» sono finiti, ad esempio, in un immobile in viale Abruzzi a Milano. Giacone aveva trovato il modo di eludere i controlli pre e post bando prefettizio, soprattutto quando le maglie delle verifiche erano state allargate perché gli sbarchi erano troppi. I documenti venivano prodotti ad hoc per poter partecipare ai bandi. «Qua non sanno che ce li stiamo inventando tutti?», dicevano intercettati gli indagati. Nei centri di accoglienza gli psicologi e gli assistenti sociali non ci avevano mai messo piede. I bonifici dalla prefettura di Lodi invece arrivavano regolarmente: 7 milioni il giro d'affari. E se le entrate erano tante - lo si vede dai conti della Giaconi che in pochi anni schizzano da 3mila a 700mila euro - le uscite erano altrettante: bisognava - scrive il gip - «garantire supporto economico a soggetti colpiti da condanne» per mafia, garantendo loro «uno stipendio» e documenti che attestassero il lavoro, affinché ottenesse «misure alternative alla detenzione». Tra i beneficiari proprio Santo Morabito (51mila euro dalla onlus «Amici di Madre Teresa Giuliani»). Non solo: in un'intercettazione la donna sente il dovere di «sistemare» il cugino di Morabito, Pietro Mollica: «Mo' esce, dove lo mettiamo?». FALSI PER I BANDI Qua non sanno che i documenti ce li stiamo inventando tutti. Devi dire una cavolata FATTURE FALSE Se qualcuno si mette a controllare siamo rovinati perché non c'è un giustificativo LA SCUSA Posso dirle che c'è confusione nell'archiviare i documenti o difficoltà nel recuperarli