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05/12/2018

Favorire gli appalti per le aziende friulane Il modello è Trento

Messaggero Veneto - Elena Del Giudice

Passa all'unanimità la mozione di Patto per l'Autonomia: si cambi la legge I costruttori: vanno imposte nuove regole alle amministrazioni pubbliche
Elena Del GiudiceUDINE. L'impegno c'è ed è trasversale: stop all'invasione delle imprese edili da altre aree del Paese, e sì all'agevolare le aziende locali. Dal mondo delle costruzioni del Friuli Venezia Giulia plauso all'impegno. Con il vincolo «di vedere prima in che modo la nuova normativa sugli appalti verrà costruita».L'iniziativa è innanzitutto politica, con il Gruppo consiliare del Patto per l'Autonomia di Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, che hanno presentato una mozione che è stata discussa e approvata ieri, all'unanimità, in consiglio regionale. In sostanza si chiede che il Fvg, esercitando le prerogative della propria specialità, «prenda ad esempio le due Province autonome di Trento e Bolzano, che già legiferano in tema di appalti e contratti pubblici, prevedendo anche interventi di agevolazione per la partecipazione alle gare delle Pmi locali».«I lavori pubblici sono un settore fondamentale e imprescindibile per l'economia e la società della nostra regione - spiegano Moretuzzo e Bidoli -. Il governo regionale può quindi attivarsi affinché, attraverso l'azione della Commissione paritetica, ci si impegni ad esercitare le competenze autonome della Regione Friuli-Venezia Giulia per adottare una normativa regionale propria su appalti e lavori pubblici. Questo per due motivi: semplificare e velocizzare le procedure a favore delle stazioni appaltanti e privilegiare nell'assegnazione dei lavori le imprese del nostro territorio, cosicché le opere pubbliche possano essere realizzate in maniera efficiente e con una profonda ricaduta economica e sociale sulla regione». L'intervento legislativo dovrebbe servire a regolare a livello territoriale alcuni aspetti della materia dei lavori pubblici, con direttive vincolanti per le stazioni appaltanti.Positiva la risposta del mondo delle costruzioni. «Rientro oggi dopo aver partecipato ad una gara a Trento - dichiara Donato Riccesi, presidente dell'Ance Pordenone-Trieste - dove ho verificato come la normativa sulle procedure negoziate segua una legge provinciale che è diversa da quella nazionale e che ha un sistema di calcolo delle medie e di esclusione delle offerte anomale diverso, e migliore, di quello nazionale. Se in quei territori si può applicare una normativa di questo genere, e considerando che non ci sono aree meglio amministrate di Trento e Bolzano, non dico che si debba copiare, ma certamente ci si può ispirare e confrontarsi con gli amministratori di quelle Province». Territori che «sono stati capaci, negli ultimi decenni, di valorizzare un sistema territoriale dove pubblica amministrazione, imprese e cittadini stanno tutti dalla stessa parte. Non sempre è stato così nella nostra Regione a statuto speciale, che è comunque meglio amministrata della media» rimarca Riccesi. Quindi per le gare di importo contenuto, al di sotto del milione di euro, «che sono a misura delle nostre imprese - prosegue il presidente dei costruttori di Pordenone e Trieste - va da sé che deve esserci un'organizzazione territoriale dell'impresa, cosa che un'azienda che proviene da centinaia di chilometri di distanza difficilmente può avere». Ricorda Riccesi come sia avvenuto, per appalti di maggiore valore, «che siano stati aggiudicati ad imprese provenienti da altre regioni che hanno poi affidato in subappalto alle nostre parte delle opere, salvo poi non pagarle». Va quindi garantita la filiera del credito e vanno tutelati i subappaltatori. «In questo senso il Codice dei contratti, che comunque deve essere modificato - ricorda Riccesi - ha imposto qualche modifica, ad esempio il pagamento diretto dei subappaltatori, ma servono norme che valorizzino il comparto delle piccole e medie imprese locali». «Ci sono linee guida che puntano a tutelare le aziende locali - ricorda Roberto Contessi, presidente di Ance Udine - ma ci troviamo di fronte ad amministrazioni che non le applicano. Per cui mi auguro che la Regione vari un regolamento che imponga l'applicazione di queste norme che non devono restare mere indicazioni».-- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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