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23/07/2018

Fari puntati su Domenico Vitiello ex Carrarese in serie C I gialloblu si affidano ai suoi gol

QN - Il Resto del Carlino

La squadra
Andrea Ligabue NICOLA PENTA, ex manager della Reggiana che costruì la squadra della stagione 2013/2014 (ma si dimise a dicembre per divergenze con Alessandro Barilli), ha vissuto in prima persona il post fallimento del Mantova, vincendo con il suo gruppo il bando dell'amministrazione comunale. Fino al giugno scorso ha ricoperto la carica di amministratore delegato del club virgiliano. QUAL è l'ostacolo più duro da superare quando si deve ripartire da zero? «La sfiducia che serpeggia in città. Siamo arrivati a Mantova che c'erano macerie. Tifosi, sponsor e fornitori non credevano più a nulla». Vincere il bando non è facile. «Il nemico peggiore è il tempo. Perché se il bando è fatto bene devi presentare molti documenti che non hai pronti nel cassetto. Del resto per tenere lontano i farabutti che gravitano nel calcio e che in questi frangenti arrivano a frotte, il sindaco deve essere bravo a fare una 'lista' di richieste che li tenga lontani. Più articolate sono e più terrà lontano gente poco seria». Ad esempio? «Certificato penale illibato per tutti i soci e la loro solvibilità personale. Progetto almeno triennale il più particolareggiato possibile, con i nomi dei ruoli dirigenziali, tecnici e dello staff medico, l'accordo con gli sponsor e il mantenimento del settore giovanile come tutela del territorio». Beh, pensare ai giovani è il minimo. «Ma non è scontato. Perché in Serie D è obbligatoria solo la squadra Juniores e un settore giovanile come quello granata costa circa 250-300mila euro. Qualcuno potrebbe anche 'dimenticarsene'... A Mantova il sindaco fu chiaro: chi fa rinascere il calcio nella nostra città deve ripartire anche dalle nove squadre di baby che c'erano prima del fallimento. Così abbiamo fatto». Altre cose importanti da tenere presente? «Quando vai a Roma per l'affiliazione e l'iscrizione devi indicare lo stadio dove giocare. Ma mi chiedo: chi ha deciso di partecipare alla manifestazione di interesse ha parlato con Mapei?». C'è poco tempo per costruire la prima squadra. «Un disastro, Perché dopo che esce il bando hai di solito una settimana massimo dieci giorni di tempo per presentare la documentazione. Quando il sindaco decreta il gruppo vincente, quest'ultimo deve chiedere la matricola a Roma e fare l'iscrizione con il nome nuovo della squadra. Per questo dico che la nuova proprietà non riuscirà a lavorare sulla squadra almeno fino a fine luglio. Tu devi iniziare e gli altri hanno già finito il ritiro...». Bel problema. «E' tutta una corsa contro il tempo, ma c'è poco da fare. Tenendo presente che il campionato di Serie D è durissimo. Non vorrei che a Reggio qualcuno la facesse facile». Infatti a Mantova non avete vinto. «Siamo arrivati quarti nei play off. Per me un buon piazzamento, anche perché in quarta serie devi giocare con quattro giovani in campo e quindi averne almeno dieci in rosa; e in agosto i baby bravi, che fanno la differenza, li hanno già presi le altre squadre. E poi, ripeto, vincere è difficile perché in C va solo la prima». Per fare un campionato con ambizioni quanto si spende? «Una squadra titolata come la Reggiana un milione di euro solo per staff tecnico e giocatori. Più un altro milione per la gestione. Da quel che mi risulta il Modena ne ha spesi due solo per fare la squadra...». Torniamo al Mantova: dopo un solo anno l'azionista di maggioranza è cambiato. «E' arrivato l'uomo forte (Maurizio Setti, proprietario del Verona, ndr) che dà garanzie ottime per il futuro. Abbiamo deciso quindi di dargli il timone della società. Ma chi ha vinto il bando gli ha consegnato una società senza debiti ed è rimasto con quote di minoranza». Con voi c'è anche Victor Pablo Dana, che ha cercato di prendere la Reggiana: ha il 12 per cento delle quote. «E' un buon socio di minoranza». Marco Arturo Romano, da Frosinone, vuole fare il presidente della cordata dove ci sono anche dei reggiani. «A Mantova il sindaco ha chiesto espressamente che la figura apicale della società fosse espressione del territorio. Infatti è stato nominato il professionista Maurizio Bortolini, presidente della municipalizzata 'Mantova Ambiente'».

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