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10/10/2018

Esplode silos di acetilene muore operaio di Cossoine

La Nuova Sardegna - di Gianni Bazzoni

L'uomo era su un elevatore e riparava il serbatoio: è precipitato da sei metri tragedia a reggio emilia
di Gianni BazzoniwREGGIO EMILIADue battute con i colleghi, poi è salito sul cestello e l'operatore lo ha portato alla quota stabilita (circa 6 metri di altezza) per cominciare l'intervento di manutenzione su un serbatoio di acetilene in disuso. Otto e mezza passate da qualche minuto, Silvio Sotgiu, 42 anni, originario di Cossoine e in Emilia da più di quindici anni, operaio specializzato, non ha fatto neppure in tempo a rendersi conto del pericolo. Il silos è esploso, una forza dirompente verso l'alto: l'uomo è stato proiettato fuori dal cestello ed è caduto a terra. Silvio Sotgiu è morto sul colpo, inutili purtroppo i primi soccorsi dei compagni di lavoro - nessuno di loro è rimasto ferito - e poi degli operatori del 118. Il boato è stato sentito a centinaia di metri di distanza, sono arrivati i vigili del fuoco, i carabinieri e la polizia, gli esperti della Scientifica e il personale del servizio Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell'Ausl per gli accertamenti.L'incidente si è verificato in un'area di stoccaggio di Iren, nell'ex inceneritore di via Gonzaga, a Villa Sesso, periferia di Reggio Emilia. L'inchiesta affidata al sostituto procuratore della Repubblica Giulia Stignani dovrà chiarire che cosa è successo. Il cantiere è sotto sequestro, il corpo del lavoratore è stato trasferito all'istituto di Medicina legale per l'autopsia. Incredulità e dolore tra i lavoratori, la disperazione della compagna, Irene, che è stata accompagnata sul posto da alcuni amici ed è stata colta da malore. Silvio Sotgiu era un operaio esperto e scrupoloso, una formazione fatta tutta sul campo, ogni giorno: non avrebbe mai commesso una leggerezza. Lavorava per la "Vopertec srl", un'azienda con sede a Genova inserita in un consorzio milanese che ha preso in subappalto alcuni interventi dalla ditta "Pellicciari srl" di Reggio Emilia. Quel silos era certificato come "vuoto e bonificato", quindi trattabile. L'inchiesta - una volta disponibili le perizie dei tecnici dei vigili del fuoco - dovrà chiarire che cosa è successo. Ma è evidente che c'è stata una fuga di gas: quando l'operaio ha acceso la "torcia" per cominciare la saldatura si è verificato l'innesco e poi l'esplosione.Ora dovranno essere stabilite le responsabilità, ma lavoratori esperti ieri hanno sottolineato che quel serbatoio non era stato completamente bonificato e il fatto che fosse vuoto ha peggiorato la situazione. La tragedia riporta d'attualità quello che accade nel sistema degli appalti e dei subappalti. I sindacati ieri hanno denunciato che si procede con il massimo ribasso, la filiera delle responsabilità si allunga, si produce una scomposizione e deregolamentazione del lavoro. E diventa persino difficile fare controlli adeguati. Basta un niente per provocare l'incidente e causare la morte di un lavoratore. Oggi sciopero e sit in davanti al cantiere. Il sindaco reggiano Luca Vecchi ieri ha detto che «non si può morire così, che certe circostanze non dovrebbero realizzarsi mai in nessun ambito». E invece è successo ancora, stavolta è toccato a un ragazzone che aveva lasciato la Sardegna per andare a cercare lavoro in Emilia. Si era unito a quella colonia di sardi che hanno scelto di non stare a casa ad aspettare e hanno preferito andare incontro all'occupazione. Un viaggio cominciato tanti anni fa, portando sempre la sua terra nel cuore. Silvio Sotgiu aveva tanti amici. «Una persona straordinaria, un grande cuore. Ciao Silvio», così lo hanno salutato ieri. «Rischiamo di esaurire tutte le parole di fronte al numero di incidenti che continuano a crescere», ha detto il segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso da Bologna. Tante le reazioni in Sardegna appena giunta la notizia della morte di Silvio Sotgiu. «Ho un solo desiderio. Svegliarmi, spaventato e stordito e dire... che brutto sogno. E invece no. Purtroppo è tutto tragicamente vero. Non posso credere a questa disgrazia», così ha scritto Giuseppe, cugino di Silvio: «Rimane un dolore straziante».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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