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28/11/2018

Es cl u s a dal voucher per un atto scritto a penna

Gazzetta del Sud

Riammessa dai giudici
Il Consiglio di Stato (Sezione Quinta) ha accolto l ' appello pro posto da una laureata che aveva impugnato davanti al Tar Calabria la sua esclusione dalla procedura di finanziamento, indetta dalla Regione Calabria con avviso pubblico, di voucher per la partecipazione a master e dottorati a valere sui fondi del Por Calabria. Una misura diretta a incentivare la domanda di alta formazione tramite l ' erogazione di borse di studio e il rimborso delle spese sostenute per la partecipazione a questi percorsi formativi. Il Tribunale amministrativo ha respinto il ricorso e la giovane, difesa dall'avvocato Giuseppe Mastrangelo, ha appellato la sentenza del Tar a Palazzo Spada, con un atto che è anche rivolto contro la Regione Calabria, che l ' ave va esclusa dal finanziamento in quanto la ricorrente aveva prodotto «un documento informativo compilato a penna, senza carattere di ufficialità», e l ' U n ive r s i tà " Magna Graecia " di Catanzaro. Il Consiglio di Stato ha accolto l ' appello e riformato la sentenza del Tar Calabria, con conseguente annullamento dei provvedimenti di esclusione della laureata al finanziamento regionale. L ' aver presentato «un docu mento informativo compilato a penna, senza carattere di ufficialità» secondo i giudici di Palazzo Spada non era «di per sé sufficiente a fondare un provvedimento di non ammissione della domanda al finanziamento richiesto, che appare sanzione sproporzionata ove si consideri che, a fronte di un documento contenente tutte le indicazioni richieste dal bando, la sola situazione di incertezza sulla provenienza dall ' Ente orga nizzatore ben poteva essere superata mediante richiesta da parte dell ' Amministrazione all ' inte ressata di un ' integrazione docu mentale, tanto più che in questo caso non si faceva questione in ordine alla completa omissione e mancata produzione della documentazione richiesta, bensì alla mera sua (ritenuta) incompletezza». Tra l ' altro «una interpre tazione non rigidamente formalistica, ma di tipo sostanziale appare più conforme ai principi costituzionali che tutelano il diritto dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi con borse di studio ed altre provvidenze». b.c .

Foto: La sentenza Il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione della Regione