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06/10/2018

Enti locali, volàno della crescita

ItaliaOggi - FRANCESCO CERISANO

NOTA AGGIORNAMENTO DEF/ Dalla cessione del patrimonio pubblico 730 mln nel 2019
Investimenti, sblocco degli avanzi, dismissioni immobiliari
Valorizzazione del patrimonio pubblico da realizzare attraverso una gestione più efficiente degli immobili e rinegoziando i contratti di locazione. Dismissioni immobiliari coinvolgendo tutti i livelli di governo nell'ambito del federalismo demaniale. Rilancio degli investimenti pubblici grazie allo sblocco degli avanzi di amministrazione degli enti locali, ma anche attraverso la semplificazione delle procedura, a partire dalla riforma del Codice appalti. Valorizzazione del Partenariato pubblico privato definendo un contratto standard più funzionale alle esigenze degli enti locali. La Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza depositata ieri dal governo alle Camere, affida alle autonomie il ruolo di «motore dello sviluppo territoriale». E promette risanamento fi nanziario, sblocco del turnover e rafforzamento delle competenze della dirigenza che va maggiormente coinvolta nel miglioramento delle performance. Tutti obiettivi contenuti nel ddl «concretezza» del ministro della Funzione pubblica Giulia Bongiorno. Il combinato disposto di effi cientamento delle strutture burocratiche, semplifi cazione degli appalti, sblocco degli avanzi e nuovo assetto ordinamentale (il governo chiederà una delega al parlamento per una revisione sistematica dell'ordinamento degli enti locali, che ridefi nisca il complessivo assetto della materia, armonizzando le disposizioni originarie sia con la riforma del Titolo V della Costituzione sia con i numerosi interventi di settore succedutisi negli anni, a cominciare dalla legge Delrio) dovrebbero invertire la tendenza negativa in atto da molti anni sul fronte degli investimenti pubblici che l'esecutivo si attende raggiungano almeno il 3 per cento in rapporto al Pil. Per questo sarà attivato un fondo per il rilancio degli investimenti infrastrutturali con una dotazione complessiva di 150 miliardi da utilizzare in un orizzonte temporale di 15 anni. La valorizzazione del patrimonio pubblico La valorizzazione del patrimonio immobiliare e dei beni demaniali occupa un posto di primo piano tra le politiche di sviluppo disegnate dalla Nota di aggiornamento al Def. Per i cespiti più appetibili saranno realizzate varianti urbanistiche e variazioni nella destinazione d'uso propedeutiche alla cessione diretta o attraverso Fondi immobiliari. Per gli immobili utilizzati ai fini istituzionali, il Def punta a economizzare le spese, razionalizzare gli spazi e rinegoziare i contratti di locazione. L'Agenzia del demanio, guidata dal neo direttore Riccardo Carpino, avrà un ruolo chiave in questo processo di valorizzazione. Sul milione di unità catastali che costituiscono il totale dei fabbricati pubblici per un valore stimato di 283 miliardi, il 77% è rappresentato da fabbricati utilizzati direttamente dalla p.a. (217 miliardi) e quindi non disponibili per progetti di valorizzazione. Il restante 23% è dato in uso a titolo gratuito o oneroso a privati (51 miliardi), oppure resta non utilizzato (12 miliardi) o in ristrutturazione (3 miliardi). Il Demanio ha in gestione 43.000 immobili (30.000 fabbricati e per il resto terreni) per un valore complessivo di 60,6 miliardi a cui va ad aggiungersi il demanio storicoartistico e una quota di patrimonio alienabile disponibile, pari a poco più del 3% e costituito da circa 15.000 beni. Le locazioni passive per gli uffici della p.a. centrale costavano alle casse dello stato 900 milioni di euro nel 2014. Sul primo fronte, il Demanio continuerà a spingere sul Federalismo demaniale che ha portato a trasferire (in cambio dell'impegno all'utilizzo e alla valorizzazione degli immobili) 5.021 beni a 1.324 enti locali, per un valore di circa 1 miliardo e 830 milioni. Per quanto riguarda il capitolo locazioni passive, la Nadef evidenzia come, a seguito degli investimenti effettuati negli ultimi anni, che hanno portato a recuperare immobili pubblici abbandonati rilasciando progressivamente gli immobili privati per i quali venivano pagati canoni di affitto spesso anche molto salati, il costo delle locazioni sia sceso a circa 813 milioni nel 2018. A regime, stima il governo, quando saranno portati a termine gli interventi programmati, si otterrà un risparmio di circa 200 milioni sulle locazioni passive rispetto alla spesa del 2014. Il Demanio destinerà 1,1 miliardi alla riqualificazione sismica ed energetica degli immobili statali e 900 milioni alla realizzazione di 39 progetti di «federal building» attualmente previsti. Per il 2018 secondo la Nadef i proventi delle vendite di immobili pubblici dovrebbero ammontare a 690 milioni, di cui 50 per le vendite di beni delle amministrazioni centrali, 400 per le vendite effettuate dalle amministrazioni locali e 240 per le vendite degli enti di previdenza. Per il 2019 e 2020 l'esecutivo stima che le dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico possano salire rispettivamente a 730 e 670 milioni. Carta di identità elettronica Nella Nota di aggiornamento al Def il governo ha annunciato di aver completato la progettazione della piattaforma informatica e dell'infrastruttura tecnologica per l'emissione delle Carte d'identità elettroniche (Cie). Entro il 31 dicembre 2018 sarà ultimata l'installazione delle postazioni di lavoro dedicate alla Cie presso tutti i comuni. Al 31 agosto 2018 sono state installate postazioni di lavoro presso 7.395 comuni. Alla stessa data risultano emesse 4.934.152 carte di identità elettroniche. © Riproduzione riservata

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