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24/08/2018

Enti appaltanti più trasparenti

ItaliaOggi - DI ANDREA MASCOLINI

Nel 2017 salito il ricorso all'istituto di vigilanza collaborativa che assicura correttezza dei bandi
Meno contenzioso: accolto l'11% dei ricorsi degli operatori
Nel 44% delle procedure oggetto di vigilanza collaborativa, soltanto nell'11% dei casi la stazione appaltante è risultata soccombente; oggetto di esame da parte dell'Anac 59 gare per 15 protocolli di vigilanza. Sono questi alcuni degli elementi che si desumono dalla lettura della relazione Anac sull'anno 2017 presentata al parlamento nelle scorse settimane. In particolare, per quel che riguarda l'istituto della vigilanza collaborativa, che consente alle stazioni appaltanti che lo richiedano, di avere un preventivo vaglio di legittimità sulla documentazione e gli altri provvedimenti di gara, da gennaio 2017 a marzo 2018, sono stati sottoscritti 15 nuovi protocolli di azione per lo svolgimento della vigilanza collaborativa con altrettante stazioni appaltanti e l'attività di vigilanza collaborativa ha riguardato complessivamente 59 procedure di gara. Il numero delle procedure esaminate ha subìto un incremento del 20% rispetto all'anno precedente. Il che fa dedurre all'Autorità che «nonostante il numero dei protocolli sottoscritti nell'anno 2017 sia inferiore rispetto a quelli stipulati negli anni precedenti, si ritiene che l'istituto della vigilanza collaborativa continui ad essere ampiamente utilizzato da parte delle stazioni appaltanti, in quanto ritenuto strumento concretamente finalizzato a rafforzare e assicurare correttezza e trasparenza nelle procedure di affi damento. Inoltre, la predetta lieve riduzione dei protocolli sottoscritti nell'anno 2017 potrebbe scaturire anche dai limiti posti dal nuovo regolamento di vigilanza collaborativa adottato nel 2017, il quale ha ristretto le ipotesi in cui le stazioni appaltanti possono richiedere tale tipologia di vigilanza, prevedendo degli importi minimi per le procedure da sottoporre al vaglio». Dal punto di vista degli effetti dell'applicazione dell'istituto della vigilanza collaborativa, dalla relazione Anac emergono dei dati interessanti, sia pure limitatamente a quanto diffuso nel primo trimestre del 2018, quando l'Autorità ha effettuato un'analisi del contenzioso insorto nell'ambito dei contratti sottoposti a vigilanza collaborativa, anche alla luce della circostanza che il nuovo Codice, ai fi ni della qualifi cazione delle stazioni appaltanti, prevede tra i requisiti premianti il livello di soccombenza nei contenziosi. Il quadro emerso a seguito di tale analisi, frutto delle elaborazioni dei riscontri pervenuti dalle stazioni appaltanti fi rmatarie dei protocolli di vigilanza collaborativa aventi ad oggetto appalti di importo molto elevato, oltre che di particolare rilevanza sociale, mostrano, in primo luogo, che il numero di contenziosi insorti (35) riguarda il 44% del totale dei bandi sottoposti a vigilanza. Tale percentuale, apparentemente elevata, va comunque letta e analizzata in considerazione dell'ulteriore dato relativo alla percentuale di giudizi al termine dei quali la stazione appaltante è risultata soccombente. Infatti, soltanto nell'11% dei casi esaminati sono stati accolti i ricorsi presentati dagli operatori economici. In sostanza, quindi, nella maggior parte dei ricorsi l'amministrazione aggiudicataria è risultata vittoriosa; infatti, soltanto nove giudizi si sono conclusi con la soccombenza dell'amministrazione su un totale di 35 ricorsi e su un totale di 12 istanze cautelari presentate, 7 sono state accolte dal giudice amministrativo. Questo elemento fa dire all'Anac che «la vigilanza collaborativa ha esplicato concretamente i propri effetti poiché, sebbene non abbia del tutto eliminato il contenzioso in fase di gara, la circostanza che le controversie insorte si siano risolti in favore dell'amministrazione indica che la documentazione di gara è stata correttamente redatta sulla base dell'ausilio fornito dall'Anac». © Riproduzione riservata

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