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11/12/2018

E adesso un piano di recupero per i «relitti urbani»

Il Tempo - Sus. Nov.

L'ex assessore ai Lavori pubblici Fabrizio Ghera incalza sul «dopo». Ma la giunta grillina non ha ancora elaborato un progetto di riqualificazione
• Si chiamava «relitti urbani» il bando studiato e presentato dall'allora assessore ai Lavori pubblici della giunta Alemanno, Fabrizio Ghera, oggi capogruppo FdI alla Regione. E proprio lo sgombero dell'ex Penicillina ha fatto riaprire il cassetto dove quel bando era finito e che ha fornito comunque una ricognizione degli stabili abbandonati nella Capitale. L'obiettivo era quello di recuperare aree ed edifici degradati, per incentivare operazioni di rinnovo urbano attraverso la sostituzione edilizia e per realizzare servizi di interesse cittadino, housing sociale e infrastrutture urbane qualificate. Gli incentivi previsti riguardavano l'esenzione del contributo straordinario sulle opere di urbanizzazione realizzate, ampia possibilità di cambio di destinazione d'uso e possibilità di monetizzazione dello standard non reperito relativo al verde pubblico. Da una prima ricognizione in cima alla top ten figurava proprio il complesso della via Tiburtina, insieme a decine di manufatti soprattutto sulle consolari. Per il recupero erano previsti anche premi di cubatura anche fino al 50 per cento se aree prive di vincoli ambientali. «Il bando relitti testimonia che per governare bisogna conoscere la città ha commentato Ghera -. Purtroppo il malgoverno di Marino e della Raggi e dei loro accoliti ha prodotto solo degrado e insicurezza. Lo sgombero dell'exPenicellina è frutto anche delle numerose denunce che da anni Fdi ha fatto al fianco dei residenti, ed ora il tema è capire cosa accadrà quando rimarrà in piedi solo scheletro dell'edificio, e su questo l'amministrazione grillina non ci sembra proprio che abbia le idee chiare». Non basta infatti sgomberare e mettere in sicurezza gli immobili «liberati». I costi per un mantenimento simile sono infatti altissimi e poco dopo, la cronaca insegna, vengono puntualmente rioccupati con la deprimente conseguenza di un degrado dilagante. Bene dunque il «piano sgomberi» messo in campo da Campidoglio, prefettura e Viminale, ma l'onere del «dopo» spetta tutto a Raggi&Co. Il «vecchio» bando dei «relitti urbani» può essere forse «azzardato» per il pensiero grillino, soprattutto nella parte dell'aumento di cubature, ma un piano urbanistico sul recupero immobiliare diventa d'obbligo, almeno se l'obiettivo è davvero quello di portare e garantire decoro e legalità e non quello della passerella mediatica fine a se stessa.