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31/07/2018

Duomo, sarà il Comune a coordinare il maxi appalto

QN - Il Resto del Carlino

SUMMIT Definita la strategia per avviare il progetto di restauro. Privilegiata la soluzione locale rispetto all'affidamento all'agenzia Invitalia
Stefano Lolli SARÀ il Comune a fungere da stazione appaltante per il maxi cantiere di restauro del Duomo. Questo l'orientamento emerso dall'incontro, svolto ieri in Municipio, con il segretario regionale del Ministero dei Beni Culturali Sabina Magrini. Incontro invocato dal sindaco Tiziano Tagliani, come riportato dal Resto del Carlino dello scorso 22 giugno, per dirimere il coacervo burocratico di competenze, permessi, autorizzazioni necessarie a dare finalmente il via al progetto. L'OPERA gode infatti già dei finanziamenti (oltre 7 milioni di euro) indispensabili a intervenire non solo sul Duomo - sia all'interno che all'esterno -, ma anche sul campanile. Il problema, di non poco conto, è rappresentato da un pronunciamento dell'Avvocatura dello Stato (trasmesso a metà giugno a Comune e Curia), secondo cui, proprio perché si tratta di fondi nazionali, l'appalto dovrebbe essere gestito da un ente pubblico. Ciò impedirebbe alla Diocesi, che ha invece gestito il cantiere - ormai di fatto in conclusione - per la messa in sicurezza della facciata, e finanziato con i fondi regionali del post sisma, di assumere la guida anche di questo impegnativo intervento. Dal summit, ecco perciò emergere la possibile soluzione: sarebbe proprio il Comune a fungere da stazione appaltante, d'intesa con il segretariato del Mibact e la Soprintendenza (che manterrebbe comunque un ruolo nella responsabilità del procedimento) e ovviamente con la Diocesi, presente anch'essa al tavolo tecnico di ieri mattina. Entro un paio di giorni questa soluzione verrà dettagliata, coinvolgendo formalmente i vari soggetti. L'alternativa discussa ieri, quella di assegnare la responsabilità dell'appalto a Invitalia (l'agenzia nazionale che, tra l'altro, funge da centrale di committenza per numerosi altri interventi), è ritenuta macchinosa. PREFIGUREBBE un allungamento dei tempi, in un'opera che di tutto ha bisogno, invece di altre pagine vuote sul calendario. Di qui l'orientamento emerso ieri, che vedrà il Comune mettersi in pole position, così come del resto è già stato fatto per il recupero della chiesa di San Paolo. Anche in questo caso, per evitare che la gestione diretta del Mibact (o, come detto, di Invitalia) possa dilatare l'iter come se si trattasse di pongo, l'amministrazione comunale si è fatta carico di questa responsabilità. Comunque la si veda, sicuramente onerosa sotto il profilo delle procedure tecniche.

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