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19/10/2018

DOPO I FONDI ALLE PERIFERIE OCCUPIAMOCI DELLA QUALITÀ

La Gazzetta Del Mezzogiorno

di FILIPPO SANTIGLIANO Il dietro front del Governo sui fondi destinati alle periferie interessa eccome anche Foggia: 18 milioni di euro di finanziamenti pubblici a cui aggiungere, salvo ripensamenti, altri 10 milioni di fondi privati per interventi al rione Candelaro, al quartiere Cep e nella zona ferrovia, sia pur in maniera marginale. Un dietro front che ha fatto saltare - ma di questo gli organizzatori sono più che soddisfatti - il raduno dei sindaci che avevano scelto proprio Foggia per esprimere il proprio disappunto rispetto ai "ta gli" del Governo. Lunedì 22, infatti, era prevista una convention coi sindaci di Foggia, Taranto e Brindisi (le città maggiormente penalizzate in Puglia) insieme al presidente nazionale dell'Anci, De Caro (sindaco di Bari) che proprio ieri ha invece comunicato la decisione assunta in conferenza Stato-Regioni e che dovrà adesso essere tramutata in fatti (ovvero risorse) con la prossima legge di Bilancio. Al netto delle polemiche politiche, e delle strumentalizzazioni che non mancano mai a tutti i livelli, si tratta di una decisione molto importante e che è destinata a rimettere in moto tra le altre cose il sistema degli appalti da tempo in affanno a Foggia e nella Capitanata più in generale, anche per gli incomprensibili ritardi legati ai cantieri del Patto per la Puglia. Tuttavia, ora che c'è la certezza di avere queste risorse, e che saranno verosimilmente spese soprattutto dalla amministrazione che subentrerà dopo le elezioni comunali del 2019, non è fuori luogo guardare con attenzione alla qualità dei progetti. Il piano periferie è nel complesso interessante, ma ad esempio sacrifica molti spazi pubblici all'edilizia popolare che, invece, deve incrociare una sua strada, autonoma, anche perché in questo caso le riqualificazioni costerebbero molto di più di eventuali nuove costruzioni. Una revisione di certe progettualità non va vista come una bocciatura dell'idea di partenza, ma come una opportunità per capitalizzare meglio le risorse pubbliche. Che non vanno sciupate.

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