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05/06/2019

Di Maio-Salvini, svolta su governo e Sblocca-cantieri

Il Messaggero - Diodato Pirone

La tregua armata LA GIORNATA
Il leader M5S telefona all'alleato dopo le tensioni, poi sale al Colle: si va avanti Le priorità: flat tax e autonomia Buffagni avverte: no a un'Italia divisa IN MATTINATA L'ULTIMATUM DEL CAPO LEGHISTA: SE TRA 15 GIORNI ANCORA RINVII, ALLORA C'È UN PROBLEMA CONTE: RITORNO AL DIALOGO BUONA PREMESSA GIORGETTI: COME NELLA SCHERMA L'ARBITRO È IMPORTANTE
ROMA ` Il vicepremier e leader dei 5Stelle Luigi Di Maio ha telefonato al segretario della Lega Matteo Salvini invitandolo a sedersi attorno a un a un tavolo con l'obiettivo di evitare la crisi del governo. Dopo settimane di gelo e il capovolgimento elettorale delle europee del 26 maggio è la prima volta che i due si parlano davvero. È la «premessa» per andare avanti, plaude il premier Giuseppe Conte. Di sicuro permette di sbloccare l'impasse su due decreti il "Crescita" e lo "Sblocca cantieri", che stanno per scadere. Si sigla una difficile mediazione, nella tarda serata di ieri ancora oggetto delle ultime limature, sulla sospensione di alcune norme del codice degli appalti. Sulla proposta della Lega si è sfiorata la crisi. I due vicepremier si vedranno «nelle prossime 48 ore», poi venerdì con il premier e in Consiglio dei ministri. Tuttavia la crisi non è ancora sventata. La deadline l'ha fissata Salvini: 15 giorni per capire se ci sono i margini per proseguire. Bisogna fare chiarezza e mettere al riparo i conti pubblici, sollecita il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, preoccupato per l'andamento dell'economia ma anche dalla necessità per il governo di indicare una figura autorevole alla Commissione europea. Il capo dello Stato lo ha detto - a quanto hanno riferito fonti parlamentari - a Di Maio, in un colloquio al Quirinale, intorno alle 12. Il vicepremier lo ha rassicurato: il M5s vuole andare avanti e anche Salvini dice di voler proseguire, ha spiegato Di Maio riferendo della telefonata col leader della Lega. I pentastellati continuano a sospettare che il leghista voglia in realtà far saltare tutto ma il tentativo di ricucire è in corso. E potrebbe passare - spiegano da entrambi i partiti - da un rimpasto di governo che rimetta in discussione gli incarichi di ministri come Giulia Grillo o Danilo Toni` nelli. La situazione è più che precaria e la preoccupazione che trapela dal Colle è tutta puntata sui conti pubblici. È atteso a ore da Bruxelles l'avvio della procedura d'infrazione ai danni dell'Italia: Conte e Tria apriranno una trattativa assai difficile. «Non possiamo andare lì col cappello in mano», li pungola Salvini. Ma per trattare e poi per affrontare una manovra d'autunno assai difficile il presidente del Consiglio, come ricorda Di Maio, ha posto come condizione imprescindibile la «coesione» del governo. Si capirà davvero se le condizioni ci sono entro fine giugno e comunque - osservano in casa M5s - non prima dei ballottaggi che vedono Salvini superimpegnato. Le priorità della nuova agenda dovrebbero essere la flat tax e le Autonomie regionali. S queste ultime il braccio destro di Di Maio, Stefano Buffagni, ha ribadito la contrarietà del Movimento a dividere l'Italia. Sul versante delle Regioni si segnala un incontro fra salvini e il presidente del Veneto Zaia. Intanto, però, è Di Maio - definendosi «non orgoglioso» - a fare il primo passo e imboccare il percorso auspicato da Conte. Nella notte tra lunedì e martedì si era sfiorata la rottura: dopo la forzatura leghista sul codice degli appalti, nel M5s circolava il timore che Conte annullasse la visita in Vietnam e salisse al Colle per dimettersi. Le parole in mattinata sono di fuoco: il ministro M5s Danilo Toninelli accusa la Lega di voler far cadere il governo, il sottosegretario leghista Guglielmo Picchi twitta «andiamo a votare». Il «superemendamento» di Salvini per sospendere il codice degli appalti rischia - avverte Conte da Torino di «creare il caos» e far decadere l'intero decreto, che include misure per i terremotati. La telefonata di Di Maio a Salvini apre la mediazione sulla norma Salva Roma nel decreto Crescita, che diventerà una più ampia Salva Comuni, e sul codice degli appalti. La Lega rinuncia alla sospensione di due anni del codice e ottiene che sia applicata all'albo dei commissari Anac, all'obbligo per i Comuni non capoluogo di rivolgersi alla stazione unica appaltante e all'appalto integrato. M5s incassa la soglia per il subappalto al 40% (la Lega proponeva il 100%) e la salvaguardia degli obblighi di sicurezza. In serata si lavora ancora per limare alcune norme, perché il M5S teme che allargare la casistica a cui poter applicare l'uso delle procedure negoziate senza bando di gara ripristini nei fatti la sospensione chiesta dalla Lega. Se il patto reggerà, se la tregua armata terrà, si vedrà nei prossimi giorni. Sul decreto Crescita alla Camera già si annuncia il voto di fiducia. Le misure La soglia dei subappalti Era uno dei punti più contestati anche per i possibili rischi sulla trasparenza: alla fine per l'affidamento di lavori in subappalto resterà la soglia quantitativa del 40 per cento, mentre la Lega avrebbe cancellato ogni limite 1 I vincoli per le gare Il primo punto sul quale il Carroccio ottiene la sospensione del Codice degli appalti riguarda l'obbligo per i Comuni non capoluogo di rivolgersi alla stazione unica appaltante: fino al 2020 sarà quindi possibile fare le gare senza questo vincolo 2 Arriva l'albo dei commissari 3 Accolta la richiesta del Carroccio anche su un'altra novità prevista dal Codice degli appalti ma non ancora entrata in vigore (anche a seguito dei rinvii disposti dalla stessa Anac): la costituzione dell'Albo dei commissari di gara Torna in campo l'appalto integrato 4 Il Codice degli appalti aveva cancellato il cosiddetto appalto integrato, permettendo di fatto legare solo in presenza del progetto esecutivo. Con la sospensione questa opzione resta praticabile almeno fino al 2020

Foto: (foto ANSA)


Foto: Luigi Di Maio e Matteo Salvini