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07/11/2018

Degrado Porta a Terra convenzione scaduta e il Comune pulisce soltanto a metà

Il Tirreno - Matteo Scardigli

Dal Modigliani Forum al cinema The Space chi arriva nell'area commerciale trova sporcizia ovunque e verde pubblico incolto
Matteo Scardigli / livornoIl "bubbone" Porta a Terra alla fine è scoppiato. Degrado chiama degrado, e dove il pubblico non arriva a manutenere l'area, come prevedibile, arrivano gli incivili a scaricare i rifiuti. E se non si interviene al più presto la situazione rischia di degenerare, e a Il Tirreno arrivano le segnalazioni allarmate dei cittadini.Il 10 novembre del 2005 il Comune e il consorzio del parco commerciale Porta a Terra firmarono a palazzo Civico una convenzione con la quale la giunta del sindaco Alessandro Cosimi affidava ai grandi marchi insediati nella zona la manutenzione ordinaria delle strade (compresi cartelli e strisce a terra), degli impianti di illuminazione, del sollevamento delle acque chiare e infine del verde pubblico e relativa irrigazione. In cambio il consorzio otteneva la gestione dei cartelloni pubblicitari da sei metri per tre.La convenzione è entrata in vigore il primo gennaio del 2006 ed è scaduta - come previsto - il 31 dicembre del 2014. Era previsto che si rinnovasse "automaticamente" per altri otto anni (se il consorzio avesse fatto domanda e il Comune avesse accettato), ma ciò non fu possibile a causa della nuova normativa sugli appalti.Questo significa che da quattro anni la manutenzione dell'area è ritornata in capo al Comune, che è responsabile delle condizioni di tutta la zona ad eccezione delle proprietà private. Sono esclusi dunque i parcheggi de Le Torri Shopping Center, del Modigliani Forum, del centro commerciale, del Leroy Merlin e del The Space.In pratica il Comune deve sistemare tutto l'asfalto da via Frida Misul fino all'ultimo tratto di via Bacchelli, passando intorno al Modigliani Forum per via dei Condotti Vecchi e davanti alla Coop da via Gino Graziani; compresi il collegamento alla Variante di Porta a Terra (quella con il sottopassaggio che al posto delle grate per far defluire le acque piovane, che erano tutte rotte, da qualche anno ha due colate di cemento) e via Lampredi di fronte a Euronics e Scarpamondo; compresi i parcheggi tra via Misul e la Variante (lo spazio destinato agli spettacoli itineranti) e quelli sul fianco e sul retro del The Space, e infine quello di fronte al cinema al di là di via Bacchelli.Il Comune deve anche tappare le buche nelle strade e sui marciapiedi, cambiare le lampadine fulminate dei lampioni, pulire dai rifiuti e irrigare e potare tutte le aree a verde a lato della strada e nei parcheggi, e curare le rotatorie. Esattamente come nel resto della città.Prima del "naufragio" tuttavia (iniziato con la delocalizzazione di Decathlon) il consorzio cercò di rinegoziare una nuova convenzione, sia con la passata amministrazione che poi (dopo le elezioni) con l'attuale giunta del sindaco Filippo Nogarin. Ma invano, tanto che dal Comune fanno sapere che la trattativa con ogni probabilità non arrivò neanche sul tavolo dell'assessore all'urbanistica Alessandro Aurigi.«L'offerta non era più conveniente per il consorzio» riassume "mister PalaModì" Riccardo Rossato. La legge infatti impone una gara d'appalto per la concessione del servizio, che per il consorzio (costituito da società private) avrebbe significato andare al ribasso, e quindi rimetterci denaro; diversa sarebbe la situazione per il singolo privato, ma non è questo il caso.Dal 1 gennaio 2015 dunque tutto è tornato in blocco in capo al Comune. Ma basta attraversare via Bacchelli, per entrare nel regno dell'abbandono e del degrado. Le foto parlano da sé. I cartelloni pubblicitari, ingrigiti e dilavati dalle intemperie sono il biglietto da visita di quello che doveva essere uno dei salotti buoni della città. In via Lampredi, di fronte all'Agenzia delle Entrate, i cordoli gialli installati per impedire agli automobilisti di effettuare in quel punto l'inversione a "U" sono quasi tutti divelti. Dietro le siepi ben curate spuntano materassi e sanitari abbandonati, scaricati da qualche incivile. A terra giace qualche cartello stradale divelto dall'asfalto, ammassate in un angolo transenne con la segnaletica luminosa. E rifiuti ovunque, nel verde pubblico che cresce incolto nelle aiuole e tra i mattoni che costituiscono la pavimentazione dei parcheggi.Lo sanno bene, per esempio, tutti i Livornesi che almeno una volta hanno trovato tutto esaurito al parcheggio del cinema, una sera che sono andati a vedere un film o a mangiare una pizza o un piatto di sushi. Accanto alle ruote delle auto preservativi usati, cartacce, lattine e involucri di cibo a portar via. Poco distante anche un microonde lanciato nel verde.Senza l'appoggio economico del consorzio il Comune appare in affanno. L'atto che sancisce la convenzione (e quindi i confini delle aree rientrate nella gestione pubblica) non è inserito negli archivi digitali di palazzo Civico, e quando Il Tirreno ne chiede una copia (è un atto pubblico, e per giunta non più in vigore) ci vogliono alcuni giorni per trovare il cartaceo.Poi i confini riemergono da antiche mappe dimenticate. Dalle mappe satellitari di Google il profilo di Porta a Terra è un disegno perfetto, ma basta scendere in strada per constatare un'altra realtà.Dagli uffici comunali sostengono di effettuare tutti i servizi di manutenzione previsti, ma la differenza con le aree gestite dalle società private (quelle che rimangono della compagine dell'ex consorzio) è evidente. O meglio, è evidente la differenza - in special modo nel verde - tra le aree in vista e quelle "nascoste"; una bella facciata insomma. Dietro, in tutti i sensi, la situazione è un'altra.E in via della Padula, la parallela di via Bacchelli nascosta dietro un'altra siepe, è un'altra ancora.Oltre la siepe è sempre più buio. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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